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	<title>Il sito di Sconfinare</title>
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	<description>Il giornale creato dagli studenti del SID del Polo Goriziano dell'Universita' di Trieste. Da qui potrete leggere tutti gli articoli pubblicati, contattare la redazione e collaborare con noi, inviaci una email a redazione@sconfinare.net</description>
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		<title>Il sito di Sconfinare</title>
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		<title>Verrà presto il tempo</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Jan 2009 10:38:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Diego</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avvisi]]></category>

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		<description><![CDATA[Verrà presto il tempo di ricominciare a scrivere. Per molti è già arrivato. Il prossimo numero di Sconfinare è già in preparazione e verrà pubblicato entro la fine di gennaio. Per evidenti motivi accademici, non credo vi aspetterete una edizione di febbraio. Quindi l’appuntamento per il prossimo numero è per Marzo 2009.
Una buona lettura e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sconfinare.wordpress.com&blog=3821029&post=894&subd=sconfinare&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Verrà presto il tempo di ricominciare a scrivere. Per molti è già arrivato. Il prossimo numero di Sconfinare è già in preparazione e verrà pubblicato entro la fine di gennaio. Per evidenti motivi accademici, non credo vi aspetterete una edizione di febbraio. Quindi l’appuntamento per il prossimo numero è per Marzo 2009.</p>
<p>Una buona lettura e in bocca al lupo per gli esami da tutta la redazione di Sconfinare.</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sconfinare.wordpress.com/894/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sconfinare.wordpress.com/894/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sconfinare.wordpress.com/894/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sconfinare.wordpress.com/894/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sconfinare.wordpress.com/894/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sconfinare.wordpress.com/894/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sconfinare.wordpress.com/894/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sconfinare.wordpress.com/894/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sconfinare.wordpress.com/894/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sconfinare.wordpress.com/894/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sconfinare.wordpress.com&blog=3821029&post=894&subd=sconfinare&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>Vivere l’università (senza computer)</title>
		<link>http://sconfinare.wordpress.com/2008/12/19/vivere-l%e2%80%99universita-senza-computer/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 10:36:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sconfinare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli giornale]]></category>
		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;università è pubblica, offerta ad un prezzo stracciato. Tutti possono permettersela con qualche piccolo accorgimento: ridurre le statistiche di lettura (gentilmente fornite dalle case editrici) grazie all&#8217;usato o a tonnellate di fotocopie, sessioni di caccia all&#8217;offerta nei supermercati, una dieta equilibratamente priva di carne, pesce e vegetali e, infine, l&#8217;abile &#8220;riciclaggio&#8221; di qualche tesina o [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sconfinare.wordpress.com&blog=3821029&post=838&subd=sconfinare&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>L&#8217;università è pubblica, offerta ad un prezzo stracciato. Tutti possono permettersela con qualche piccolo accorgimento: ridurre le statistiche di lettura (gentilmente fornite dalle case editrici) grazie all&#8217;usato o a tonnellate di fotocopie, sessioni di caccia all&#8217;offerta nei supermercati, una dieta equilibratamente priva di carne, pesce e vegetali e, infine, l&#8217;abile &#8220;riciclaggio&#8221; di qualche tesina o lavoro già fatto – dove sia possibile, naturalmente.</p>
<p>Ma avete <em>mai</em> provato a fare a meno del computer? Del comodo portatile che svolge il suo degno lavoro di radio, TV, quaderno e telefono, comodamente assiso sulla vostra scrivania?</p>
<p>Innanzitutto, vi toccherebbe affrontare lo sguardo contrariato dei prof al ricevere da una manina incerta due fogli a quadretti – miserelli – scritti a mano. Il prestigio di un font impersonale (anche se leggibile) e di un&#8217;impaginazione a cui il vostro intelligente marchingegno ha pensato per voi, non ha pari.</p>
<p>Per non parlare poi delle presentazioni: quei dieci minuti da elettricista tra cavi, prese, proiettori, pulsanti e rotelline sono uno dei momenti d&#8217;orgoglio della vita universitaria! Che fareste, impacciati, sempre con le medesime pagine manuscritte tra le mani, cercando di leggervi di straforo qualche parola illuminante, con gli occhi e le orecchie di tutti puntati su di voi (almeno nei primi imbarazzanti minuti) e non sullo schermo colorato, senza la possibilità di scappare a premere il magico bottone-cambia-slide? Davvero un bell&#8217;esercizio di self control!</p>
<p>In verità, l&#8217;università italiana incoraggia ancora la cultura del papiro, tant&#8217;è vero che molti professori non v&#8217;è maniera di contattarli se non di persona, essendo la posta elettronica un mero suppellettile. Il materiale dei corsi fornito agli studenti via internet, poi, è quasi un mito a cui non siamo abituati a far fronte. A volte ci perdiamo dietro a tanta innovazione e non riusciamo a tenere il passo. Insomma, per la scuola, questioni di forma a parte, se ne potrebbe far anche a meno.</p>
<p>È però nella vita privata che lo straordinario armenicolo imperversa e regna sovrano. Alla mattina l&#8217;oroscopo per i più superstiziosi, l&#8217;orario delle lezioni per gli scrupolosi; impostato sulla funzione &#8220;scarica di tutto&#8221; lo si può poi abbandonare per qualche ora, per approfittare, al ritorno, del ricco bottino nel frattempo conquistato. Musica, film sono una banale ovvietà. Viene poi il momento della lettura dei giornali, della mail e dei siti di rito. Ma il vero pericolo risiede nella libera divagazione per l&#8217;universo di YouTube, di Messenger, Facebook e chat varie. I contatti coi vecchi amici vanno ben salvaguardati, no?! E fu sera e fu mattina&#8230;secondo giorno!</p>
<p>Driiiin! Sveglia&#8230;è tardi&#8230;ach! Devo correre in università o non farò mai in tempo a copiare e stampare il lavoro di inglese. Pedala, suda, conquista la postazione, batti a ritmo folle sulla tastiera, vinci sul tempo i concorrenti nella corsa alla stampante e&#8230;tuuuu&#8230;stampante rotta! Sconsolata riprendo i miei fogli, controllo la posta e consegno le solite pagine sparse alla prof. È bene farsi un&#8217;elenco delle cose da fare a computer o potrebbe risultare fastidioso dover tornare apposta in facoltà per una piccola dimenticanza. Non è così facile, purtroppo mantenere i contatti con tutti vivendo in un&#8217;altra città e potendo consultare solo sporadicamente il web. Si evitano le comode relazioni basate su qualche parola via chat e ci si costringe a scrivere lunghe mail o addirittura lettere, anche se più raramente. Non vi preoccupate, dopo qualche anno vi capiranno!</p>
<p>Una volta conclusa la routine informatica, grazie ad una connessione dai ritmi preistorici (che di certo scoraggia le piacevoli scampagnate a tempo perso sul web), il pomeriggio è libero. Libero? Terribilmente vuoto! Mi toccherà farmi un giro, magari andare di persona a salutare Tizio o Caio e addentrarmi nel profondo della città, dei suoi dintorni e tra i suoi abitanti, giusto per perder un po&#8217; di tempo fino a sera. Forse ci scappa addirittura un&#8217;oretta di sport&#8230;vero.</p>
<p>Margherita Vismara</p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sconfinare.wordpress.com/838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sconfinare.wordpress.com/838/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sconfinare.wordpress.com/838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sconfinare.wordpress.com/838/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sconfinare.wordpress.com/838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sconfinare.wordpress.com/838/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sconfinare.wordpress.com/838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sconfinare.wordpress.com/838/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sconfinare.wordpress.com/838/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sconfinare.wordpress.com/838/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sconfinare.wordpress.com&blog=3821029&post=838&subd=sconfinare&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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		<title>Biennale di Venezia Architettura 2008</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 10:06:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sconfinare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stile Libero]]></category>

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		<description><![CDATA[Fa freddo a Venezia a novembre. Se in più ci metti il vento si gela. Se poi ci aggiungi i padiglioni, delle varie nazioni espositive, con le porte aperte l&#8217; esperienza è da polo nord. Eravamo anche vestiti poco il giorno della chiusura della Biennale architettura 2008. Ma, nonostante i piedi congelati e il naso [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sconfinare.wordpress.com&blog=3821029&post=837&subd=sconfinare&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:10pt;">Fa freddo a Venezia a novembre. Se in più ci metti il vento si gela. Se poi ci aggiungi i padiglioni, delle varie nazioni espositive, con le porte aperte l&#8217; esperienza è da polo nord. Eravamo anche vestiti poco il giorno della chiusura della Biennale architettura 2008. Ma, nonostante i piedi congelati e il naso rosso, abbiamo comunque apprezzato le esposizioni. Sembra non sia piaciuta a molti del mestiere questa <em>Architecture Beyond Building</em>; noi invece ci siamo divertiti!<br />
Secondo Aaron Betsky, il curatore di quest&#8217; edizione, l&#8217; architettura non va identificata nell&#8217; atto del costruire ma &#8220;<em>l&#8217;architettura è un modo di rappresentare, dare forma e forse anche offrire alternative critiche all&#8217;ambiente umano&#8221;.</em> E la Biennale di Venezia si offre come palcoscenico di una disciplina che non si vuole più presentare nei suoi tradizionali termini di scienza, ma si è auto-eletta <em>arte</em>: oltrepassata la sua dimensione funzionale, <em>adesso </em>comprende in sé una valenza espressiva ed eloquente. L&#8217;edificio è ora un medium il cui monito manifesta concezioni e bisogni della società che lo genera.<br />
L&#8217; architettura deve imparare ad utilizzare il territorio con saggezza. Deve dare al cittadino i mezzi per poter relazionarsi con il mondo in cui vive, deve farlo sentire a proprio agio e connetterlo in un tessuto economico, sociale e fisico. E&#8217; forse necessario costruire tutto il costruibile o possiamo fare a meno di qualcosa? Sarebbe forse meglio vivere in uno spazio decelerato, dove gli orpelli e l&#8217; architettura utopica sono eliminati, dove ci si possa sentire più a casa. Il continuo movimento di beni, persone e informazioni probabilmente ci toglie il terreno da sotto i piedi: c&#8217;è bisogno di un ritorno alla stabilità. E la stabilità si ha in scenari di vita in comune, dove gruppi di persone partecipano collettivamente alla soluzione dei problemi non solo globali, ma anche dei nostri piccoli microcosmi.<br />
Dopo molti anni, in cui l&#8217; architettura ha proposto idee utopiche, finalmente gli addetti ai lavori cercano di proporre soluzioni ai problemi contingenti, e sperimentando nella realtà trovano soluzioni concrete. I padiglioni danese e americano, che più abbiamo apprezzato, rientrano in questa categoria.<br />
***<br />
<strong>Danimarca. </strong><em>Ecotopedia &#8211; walk the talk</em> affrontava il tema della sostenibilità e del ruolo centrale rivestito dalle città in materia di sfida al mutamento climatico globale. Se la maggiorparte dell&#8217; inquinamento da CO2 proviene dalle città, è da queste che occorre partire per la creazione di soluzioni sostenibili.<br />
Erano presenti progetti partecipanti al progetto <em>UN Global Compact</em>, Patto di responsabilità sociale globale, istituito dall&#8217; ONU per formare una comunità umana globale. Era presente anche <em>Sustainable Cities</em>, un progetto del <em>Danish Architecture Centre</em>: un database globale attraverso il quale visionare tutti i migliori progetti ecosostenibili realizzati in tutto il mondo. L&#8217; iniziativa <em>Better Place</em> è invece finalizzata all&#8217; individuazione di nuovi sistemi di trasporto che riducano drasticamente le emissioni di CO2.</span></span></p>
<p><a href="http://cop15.dk" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;color:blue;">cop15.dk</span></a><br />
<a href="http://sustainablecities.dk" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;color:blue;">sustainablecities.dk</span></a><br />
unglobalcompact.com</p>
<p>***<br />
<strong>USA. </strong><em>Into the Open: Positioning Practice </em>racconta di come gli architetti rivendicano un proprio ruolo nel plasmare la comunità e l&#8217; ambiente costruito, mettendo in primo piano la loro relazione con la compartecipazione dei cittadini. Come rispondono le opere architettoniche alle condizioni sociali? Occorre mettere  in discussione &#8220;i modi tradizionali di concepire l&#8217;architettura, dai mutamenti nei dati demografici socio-culturali ai cambiamenti dei confini geopolitici, dal divario nello sviluppo economico all&#8217;esplosione della migrazione e dell&#8217;urbanizzazione, per sostenere allo stesso tempo una concezione allargata della pratica e della responsabilità architettonica&#8221;.</p>
<p><a href="http://theparcfoundation.org" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;color:blue;">theparcfoundation.org</span></a><br />
<a href="http://slought.org" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;color:blue;">slought.org</span></a><span style="font-size:12pt;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:10pt;">***</span><span style="font-size:12pt;"><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:10pt;">Per il padiglione polacco invece l&#8217;approccio al tema è differente: la concezione di architettura legata all&#8217; edificazione è sorpassata con slancio sicuro, eccentrico e assolutamente innovativo. Tanto da valergli il Leone d&#8217;Oro per la migliore Partecipazione nazionale.</span><span style="font-size:12pt;"><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:10pt;"><strong>POLONIA.</strong><br />
<em>Hotel Polonia. The Afterlife of Buildings </em>ospita una sequenza di fotografie digitali ritoccate dall&#8217;immaginazione di</span><span style="font-size:12pt;"><br />
</span><span style="font-size:10pt;">Nicolas Grospierre e Kobas Laksa , che accompagnano <em>lo</em><br />
<em>spettatore</em> in città apparentemente comuni in cui si scorgono elementi estranei, siano essi possibili o fantastici. La nuova idea che sottende al costruire implica anche un impegno intellettuale , perché ora nulla è scontato. Questo sforzo razionale corrisponde poi ad un compito concreto, che gli architetti polacchi suggeriscono inscenando immagini shockanti, percepite come una minaccia. Così se non poniamo la dovuta attenzione allo stile di vita che conduciamo, e che pretendiamo di adottare ad oltranza, assume tratti sempre più realistici la prospettiva di abitare in aree urbane rigurgitanti avanzi; allo stesso modo possiamo prevedere di condividere le nostre strade con i draghi – la coincidenza tra i mammiferi del Medioevo e la sovrabbondanza di rifiuti è intuibile. No? </span><span style="font-size:12pt;"><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:10pt;">Certo saltellando da una nazione all&#8217;altra è legittimo fare un&#8217;umile auto-valutazione e chiedersi se noi, comuni cittadini assolutamente non esperti di architettura, possiamo aver realmente fruito della mostra. La risposta è affermativa: il nostro entusiasmo non pareggiava quello dei colleghi aspiranti architetti, chiaramente distinguibili tra i molti visitatori, ma parecchie delle opere presentate si sono rivelate comprensibili, interessanti e pure utili, anche agli occhi dei &#8220;non addetti ai lavori&#8221;.</span><span style="font-size:12pt;"><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;"><span style="font-size:10pt;">Voto positivo quindi all&#8217; Undicesima Mostra Internazionale di Architettura.</span><span style="font-size:12pt;"><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size:12pt;font-family:Times New Roman;">Alessandro Battiston<br />
</span></p>
<p><span style="font-size:12pt;font-family:Times New Roman;">Cinzia Della Giacoma<br />
</span></p>
<p><a href="mailto:schlagstein@gmail.com" target="_blank"><span style="font-size:12pt;text-decoration:underline;font-family:Times New Roman;color:blue;">schlagstein@gmail.com</span></a><span style="font-size:12pt;font-family:Times New Roman;"><br />
</span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sconfinare.wordpress.com/837/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sconfinare.wordpress.com/837/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sconfinare.wordpress.com/837/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sconfinare.wordpress.com/837/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sconfinare.wordpress.com/837/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sconfinare.wordpress.com/837/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sconfinare.wordpress.com/837/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sconfinare.wordpress.com/837/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sconfinare.wordpress.com/837/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sconfinare.wordpress.com/837/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sconfinare.wordpress.com&blog=3821029&post=837&subd=sconfinare&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>“Bambini di Satana” e il suo creatore, Marco Dimitri.</title>
		<link>http://sconfinare.wordpress.com/2008/12/19/%e2%80%9cbambini-di-satana%e2%80%9d-e-il-suo-creatore-marco-dimitri/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 10:05:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sconfinare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Stile Libero]]></category>

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		<description><![CDATA[Una forma alternativa di satanismo.
Lui si definisce &#8220;cittadino di serie zeta, un diverso che crede alla diversità come l&#8217;accesso al genio&#8221;. Dall&#8217;opinione pubblica è definito satanista, ribelle, folle, assassino anche se la giustizia non è riuscito finora ad incastrarlo. Sto parlando di Marco Dimitri, colui che nel 1982 ha fondato l&#8217;associazione culturale &#8220;Bambini di Satana&#8221; [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sconfinare.wordpress.com&blog=3821029&post=836&subd=sconfinare&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Una forma alternativa di satanismo.</p>
<p>Lui si definisce &#8220;cittadino di serie zeta, un diverso che crede alla diversità come l&#8217;accesso al genio&#8221;. Dall&#8217;opinione pubblica è definito satanista, ribelle, folle, assassino anche se la giustizia non è riuscito finora ad incastrarlo. Sto parlando di Marco Dimitri, colui che nel 1982 ha fondato l&#8217;associazione culturale &#8220;Bambini di Satana&#8221; e che ha la sua base principale a Bologna. Non si tratta di una setta… è semplicemente un gruppo che il diavolo stesso ha generato: ciascuno infatti, a detta di Dimitri, è il male quando prende consapevolezza di sé stesso. L&#8217;essere umano è al centro di tutto: delle arti, della musica e della scienza, è fondamentalmente l&#8217;antagonista illuminista della chiusura medievale. Difatti, all&#8217;interno dell&#8217;associazione, si cerca sempre di evitare ogni superstizione e rituali &#8220;tipici&#8221; del Satanismo classico, considerato alla stregua di qualsiasi altra religione. E&#8217; la Chiesa, in particolare quella cattolica, che fa terrorismo psicologico tra le genti, prefigurando un&#8217;eventuale possessione in caso di &#8220;mancato adempimento&#8221; dei precetti direttamente impartiti da Gesù Cristo; potenzialmente ogni uomo conterrebbe in sé Satana, che non è necessariamente male. Il male, come afferma Dimitri in un&#8217;intervista, infatti, è commesso dalle istituzioni e lo si riscontra nella negazione dei diritti, nella discriminazione ideologica: è &#8220;negare l&#8217;accesso alla partecipazione&#8221;. Da certe sue affermazioni in effetti &#8220;l&#8217;angelo ribelle&#8221; sembra peccare di &#8220;eccesso di democrazia&#8221;, sostenendo la libertà di stampa, di pensiero e in particolare di espressione: nessun gruppo dovrebbe esser messo a tacere, tantomeno i &#8220;Bambini di Satana&#8221;, che, a giudicare dal loro blog, sembrano essere molto… normali. C&#8217;è anche della cronaca al suo interno, dalla cui lettura non trapela alcunché: né l&#8217;orientamento politico, tantomeno quello &#8220;religioso&#8221;. Cronaca, punto. Quasi ad affermare a tutti i costi l&#8217;assoluta normalità del gruppo. Anche l&#8217;iniziazione avviene &#8220;legalmente&#8221; e &#8220;semplicemente&#8221;: si tratta di un&#8217;iscrizione, che può essere fatta anche online, e che non è vincolante a vita. Si può uscire dal gruppo in qualsiasi momento e senza conseguenze &#8220;fatali&#8221;… quello che invece accade nelle più diffuse sette sataniche.</p>
<p>Tuttavia, come ho detto poc&#8217;anzi, i problemi con la legge ci sono stati: accusati di pedofilia, possesso di hashish, messe nere e via discorrendo… Marco Dimitri è stato persino in carcere, anche se per poco tempo e, a detta sua, ingiustamente. Si è sentito perseguitato dalla società e dalla politica solo perché ha sempre fatto dell&#8217;informazione &#8220;corretta&#8221;. Talvolta si reputa anche un paladino della legge, denunciando mali e fratture italiane, e autoproclamandosi &#8220;pazzo di sé stesso&#8221; e &#8220;vincente&#8221; nella sua poesia &#8220;Impeto&#8221;. Un po&#8217; megalomane, un po&#8217; &#8220;superuomo&#8221;, Dimitri spesso è ospite nei più importati salotti televisivi e non, e su di lui ci sono fior fior di articoli ed interviste. Il gruppo fondamentalmente ha conosciuto un notevole successo grazie alla sua personalità, carismatica e ammaliante.</p>
<p>Federica Salvo</p>
<p>federica.salvo@sconfinare.net</p>
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	</item>
		<item>
		<title>Uomo nel buio – Paul Auster</title>
		<link>http://sconfinare.wordpress.com/2008/12/19/uomo-nel-buio-%e2%80%93-paul-auster/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 10:04:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sconfinare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Scripta Manent]]></category>

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		<description><![CDATA[QUANDO IL VERMONT NON TI LASCIA DORMIRE

Non c&#8217;è un&#8217;unica realtà, caporale. Ce ne sono molte. Non c&#8217;è un unico mondo. Ci sono molti mondi, e tutti continuano in parallelo l&#8217;uno all&#8217;altro, mondi e antimondi e mondi-ombra, e ciascun mondo è sognato o immaginato o scritto da qualcuno in un altro mondo. Ciascun mondo è la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sconfinare.wordpress.com&blog=3821029&post=835&subd=sconfinare&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>QUANDO IL VERMONT NON TI LASCIA DORMIRE<span style="font-size:12pt;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:7pt;"><em>Non c&#8217;è un&#8217;unica realtà, caporale. Ce ne sono molte. Non c&#8217;è un unico mondo. Ci sono molti mondi, e tutti continuano in parallelo l&#8217;uno all&#8217;altro, mondi e antimondi e mondi-ombra, e ciascun mondo è sognato o immaginato o scritto da qualcuno in un altro mondo. Ciascun mondo è la creazione di una mente.</em></span><span style="font-size:12pt;"><br />
</span></p>
<p><img src="http://www.sconfinare.net/wp-content/uploads/011909-1004-uomonelbuio1.jpg" alt="" align="left" /><br />
<span style="font-size:12pt;"><br />
<strong><br />
Uomo nel buio</strong><br />
</span><span style="font-size:7pt;">Man in the dark</span><span style="font-size:12pt;"><br />
Paul Auster</span></p>
<p>Romanzo, Stati Uniti, 2008<br />
152 pp.<br />
Einaudi, 2008</p>
<p>***</p>
<p>August Brill, noto critico letterario, è costretto a letto a seguito di un incidente stradale. Non riesce ad addormentarsi e allora lui, che per tutta la sua vita ha letto storie di altri, decide di passare il tempo creandosele.<br />
Dal 21/03 al 04/04 Auster sarà il protagonista della XV edizione di Dedica festival, a Pordenone.<br />
***</p>
<p>Il nuovo romanzo di Paul Auster, Uomo nel buio, è così convincente nell&#8217; evocare lo stato di insonnia che, almeno che non siate asausti, partecipereste molto volentieri alla colazione della penultima pagina: &#8220;uova strapazzate, bacon, pane fritto, frittelle, non ci si fa mancare niente&#8221;!<br />
Arrivato a questo punto, il lettore è sopravvissuto non solo ad una normale notte di insonnia, ma anche ad una notte dell&#8217; anima, nera come la pece.<br />
Nel 2007, il settantaduenne August Brill giace sul suo letto nel Vermont, a casa di sua figlia.<br />
La loro è una casa di anime profondamente ferite: Brill ha perso la moglie e si è frantumato una gamba in un incidente stradale; sua figlia Miriam è sui 50 ed è divorziata; sua nipote Katya ha 23 anni ed ha da poco subito una perdita. Tutti loro cercano di dormire da soli.<br />
Per non pensare al suo dolore personale o a quello della sua famiglia, Brill si racconta la storia di un mondo parallelo nel quale l&#8217; America non è in guerra contro il terrorismo, ma contro se stessa.<br />
In questa America parallela, in cui le Twin Towers sono ancora al loro posto e non esiste alcuna guerra in Iraq, c&#8217;è stata una secessione dalla federazione da parte di 16 stati democratici a seguito della illegittima elezione di Bush nel 2000. New York è stata bombardata, 80 mila individui sono morti, e nel Paese infuria la guerra civile.<br />
In questo mondo parallelo il protagonista è Owen Brick, un giovane prestigiatore che si trova per caso nella condizione di essere stato trasportato contro la sua volontà da un&#8217; America all&#8217; altra. Si sveglia all&#8217; interno di una fossa nel terreno e tutto intorno a lui sente spari e urla di gente terrificata. Per la prima volta ha veramente paura di morire.<br />
Auster utilizza tecniche post-moderne per riflettere sulla pazza logica degli incubi. A Brick viene ordinato di trovare e uccidere Brill per far finire la guerra che è cominciata e sta continuando solo perchè un vecchio, scontento della sua vita, la sta immaginando.<span style="font-size:12pt;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:12pt;"><br />
</span><span style="font-size:7pt;"><em>E come mai questo uomo merita di morire?<br />
Perchè possiede la guerra. L&#8217;ha inventata lui, e tutto quello che succede o succederà sta dentro la sua testa. Elimina quella testa e la guerra finisce. Semplice.<br />
Semplice?Da come ne hai parlato, sembra Dio.<br />
Non Dio..solo un uomo. Sta tutto il giorno seduto in una stanza a scrivere, e quello che scrive si avvera. Secondo i rapporti dell&#8217; intelligence è tormentato dal senso di colpa, ma non può fermarsi. Se quel bastardo avesse il fegato di farsi saltare le cervella, ora non saremmo qui a fare questi discorsi.</em></span><span style="font-size:12pt;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-size:12pt;">Ma è Auster, ora sessantunenne, non Brill, il bastardo che fa esistere gli orrori della guerra.<br />
I tentativi di Brill di distrarsi hanno poco successo. Continua a pensare a sua moglie deceduta, ai dolori della figlia e della nipote. Guarda film con Katya che, prima della morte del suo ragazzo, studiava cinematografia.<br />
Poco prima dell&#8217; alba Katya, che non riesce a prendere sonno, entra nella stanza del nonno. Comunemente insonni, parlano francamente delle rispettive vite. Possono parlare di tutto, aprirsi completamente a vicenda. Ma ciò di cui non parlano &#8211; non possono parlarne!- è il video della decapitazione di Titus, il ragazzo di Katya, assassinato in Iraq per mano di un manipolo di &#8220;terroristi&#8221;. I tre inquilini l&#8217; hanno guardato quel video e lo continueranno a vedere, perchè lo devono alla vittima di quell&#8217; insensata violenza, per accompagnarlo in quel buio spietato che l&#8217;ha inghiottita.<br />
Sarebbe un romanzo molto più irritante se, leggendolo, non si continuasse a sentire il dolore che male si nasconde dietro alla scherzosità dei toni.<br />
I personaggi di Auster sanno che la solidarietà e la compagnia sono ciò che più desideriamo in momenti di dolore e di insonnia.<br />
Un romanzo da leggere e meditare.<span style="font-family:Times New Roman;"><br />
</span></span></p>
<p><span style="font-size:12pt;">Alessandro Battiston<br />
<a href="mailto:schlagstein@gmail.com" target="_blank"><span style="text-decoration:underline;color:blue;">schlagstein@gmail.com</span></a><br />
</span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sconfinare.wordpress.com/835/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sconfinare.wordpress.com/835/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sconfinare.wordpress.com/835/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sconfinare.wordpress.com/835/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sconfinare.wordpress.com/835/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sconfinare.wordpress.com/835/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sconfinare.wordpress.com/835/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sconfinare.wordpress.com/835/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sconfinare.wordpress.com/835/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sconfinare.wordpress.com/835/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sconfinare.wordpress.com&blog=3821029&post=835&subd=sconfinare&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>È necessario danneggiare l&#8217;ambiente per ristabilire la fiducia?</title>
		<link>http://sconfinare.wordpress.com/2008/12/19/e-necessario-danneggiare-lambiente-per-ristabilire-la-fiducia/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 10:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sconfinare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica Nazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Luci e ombre del decreto anticrisi
Il 28 Novembre è stato varato il decreto legge n. 185/2008, meglio noto come &#8220;decreto anticrisi&#8221;, che ha acceso una vivace discussione all&#8217;interno del Parlamento. Le misure adottate muovono circa 80 miliardi di € nel corso dei prossimi 2-3 anni, con l&#8217;obiettivo immediato di ristabilire la fiducia, come ha detto [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sconfinare.wordpress.com&blog=3821029&post=834&subd=sconfinare&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="font-family:Times New Roman;">Luci e ombre del decreto anticrisi</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;">Il 28 Novembre è stato varato il decreto legge n. 185/2008, meglio noto come &#8220;decreto anticrisi&#8221;, che ha acceso una vivace discussione all&#8217;interno del Parlamento. Le misure adottate muovono circa 80 miliardi di € nel corso dei prossimi 2-3 anni, con l&#8217;obiettivo immediato di ristabilire la fiducia, come ha detto il ministro Tremonti.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;">Il ddl è composto di 36 articoli, divisi in 5 titoli, e le misure più importanti sono quelle a sostegno delle famiglie più bisognose – bonus da 200€ a 1000€, compensazione per l&#8217;acquisto di gas naturale – e in generale a tutti i cittadini (ammortizzatori sociali dotati di 1,2 mld circa di € in più per il triennio 2009-2011), oltre ad altre misure di varia natura (tra cui sostegno alle Ferrovie, misura per contrastare la fuga di cervelli e di sostegno ai precari).</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;">Il punto su cui però il dibattito è stato più intenso è la pesante riduzione delle risorse disponibili per gli sgravi fiscali a sostegno dell&#8217;efficienza energetica, che in pratica permettono a chi vuole migliorare l&#8217;efficienza energetica della propria abitazione di pagare solamente il 45% del costo degli interventi necessari. Con la modifica introdotta all&#8217;articolo 29, infatti, il limite di spesa per questi interventi è &#8220;pari a 82,7 milioni di euro per l&#8217;anno 2009, a 185,9 milioni di euro per l&#8217;anno 2010, e 314,8 milioni di euro per l&#8217;anno 2011&#8243; (art. 29 comma 7). Per rendere l&#8217;idea di quanto sia ridicolmente bassa questa cifra, basti sapere che nel solo 2007 ci sono state richieste di sgravi fiscali per 825 milioni di €.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;">Inoltre, il procedimento per accedere a questi già scarsi fondi si è complicato, prevedendo l&#8217;invio di una &#8220;apposita istanza per consentire il monitoraggio della spesa e la verifica del rispetto dei limiti di spesa complessivi&#8221; di cui sopra: vale la regola del &#8220;silenzio dissenso&#8221;, cioè, se non si riceve entro 30 giorni la risposta dall&#8217;Agenzia delle Entrate, il contributo si intende non concesso.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;">Inizialmente il ddl rendeva questa norma addirittura retroattiva a partire dal 31 dicembre 2007 (riferito alle opere in corso a quella data): in pratica tutti coloro che avevano ottenuto degli sgravi fiscali da quella data in poi non ne avrebbero più beneficiato. Tuttavia, il 3 Dicembre &#8216;08 il governo ha fatto marcia indietro eliminando la retroattività, quindi chi ha già ottenuto gli sgravi fiscali nel corso del 2008 dovrebbe stare tranquillo (il condizionale è d&#8217;obbligo!).</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;">Evidentemente il disaccordo è forte anche all&#8217;interno della maggioranza, se Tremonti ha subito ventilato l&#8217;ipotesi di porre la fiducia sul decreto. E per restare nell&#8217;ambito regionale, la Lega Nord del Friuli Venezia-Giulia ha duramente condannato questi tagli.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;">La motivazione ufficiale di questi tagli sarebbe evitare che i crediti d&#8217;imposta vengano &#8220;usati come dei bancomat&#8221;, cioè per finanziare spese per le quali non c&#8217;è la copertura necessaria da parte dei privati. Proposito ovviamente condivisibile, che però non può certo giustificare le dimensioni di questo taglio che di fatto blocca la diffusione degli interventi di risparmio energetico e dà anche un durissimo colpo alla giovane e attiva industria delle energie rinnovabili, una delle poche in buona salute anche in questo periodo di crisi.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;">Nel frattempo, in Europa e negli USA, si è ormai affermata una strategia di uscita dalla crisi economica che non solo non danneggi l&#8217;ambiente, ma anzi faccia dell&#8217;industria delle energie rinnovabili e del risparmio energetico due pilastri fondamentali per rilanciare l&#8217;economia. Su questo tema, che giustamente ha inserito fra le priorità del suo mandato, Obama è atteso al varco (il primo è la firma all&#8217;accordo di Kyoto). In Europa, invece, già da tempo ci sono paesi che investono nelle energie rinnovabili e che ne stanno traendo i benefici. Tanto per evitare di essere accusato di faziosità politica, faccio notare che è stato proprio il conservatore Sarkozy a difendere a spada tratta il pacchetto europeo contro il cambiamento climatico.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;">Ma si deve andare al di là dei benefici puramente economici ricavabili sul medio e lungo periodo dallo sviluppo delle energie rinnovabili. Non si tratta solamente di freddi calcoli economici,  non è una questione né di destra né di sinistra: la difesa dell&#8217;ambiente è una questione che tocca tutti, indistintamente, non perché tutti debbano amarla, ma semplicemente perché le conseguenze peseranno sulle spalle di tutti noi. Anzi, non peseranno sulle spalle di chi ora ha 60 o 70 anni e sta al governo o all&#8217;opposizione, ma soprattutto su quelle di noi giovani.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;">Vorrei abbandonarmi a un elogio lirico sull&#8217;amore per la Natura, ma so che non avrebbe molta presa (e non ne sarei capace!). Quindi preferisco tenere una linea &#8220;leggermente&#8221; più brusca: non possiamo permetterci di attendere troppo, è già tardi per evitare danni ma non è troppo tardi per evitare il peggio. Questa crisi è l&#8217;occasione di staccarci da un modello di sviluppo distorto che considera i danni ambientali una variabile quasi irrilevante: spero che si comprenda la mostruosità di questo errore senza doverlo provarlo sulla nostra pelle e senza che il nostro futuro venga compromesso. Abbiamo il diritto di non pagare le colpe altrui: rendiamocene conto e cominciamo noi stessi a cambiare le cose.</span></p>
<p><span style="font-family:Times New Roman;">Federico Faleschini<br />
<a href="mailto:federico.faleschini@sconfinare.net" target="_blank">federico.faleschini@sconfinare.net</a><br />
</span></p>
  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/sconfinare.wordpress.com/834/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/sconfinare.wordpress.com/834/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/sconfinare.wordpress.com/834/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/sconfinare.wordpress.com/834/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/sconfinare.wordpress.com/834/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/sconfinare.wordpress.com/834/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/sconfinare.wordpress.com/834/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/sconfinare.wordpress.com/834/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/sconfinare.wordpress.com/834/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/sconfinare.wordpress.com/834/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sconfinare.wordpress.com&blog=3821029&post=834&subd=sconfinare&ref=&feed=1" /></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Pericolo: studente informato!</title>
		<link>http://sconfinare.wordpress.com/2008/12/19/pericolo-studente-informato/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 10:01:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sconfinare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[A Gorizia qualcosa si muove…
Sull&#8217;onda, o forse al di fuori dell&#8217;Onda della protesta, a prescindere dal personale credo politico, dal colore delle bandiere e dalle più o meno intense abbronzature di chi la politica la fa o la dovrebbe fare, insomma nel contesto più o meno tormentato ed acceso di queste ultime settimane, anche a [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sconfinare.wordpress.com&blog=3821029&post=833&subd=sconfinare&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p><span style="color:black;"><em>A Gorizia qualcosa si muove…</em></span></p>
<p><span style="color:black;">Sull&#8217;onda, o forse al di fuori dell&#8217;<em>Onda</em> della protesta, a prescindere dal personale credo politico, dal colore delle bandiere e dalle più o meno intense <em>abbronzature </em>di chi la politica la fa o la dovrebbe fare, insomma nel contesto più o meno tormentato ed acceso di queste ultime settimane, anche a Gorizia, si respira aria di &#8220;yes, we can!&#8221;. Aria di incontro, aria di &#8220;pericolo: studente informato!&#8221;</span></p>
<p><span style="color:black;">Lunedì,  26 novembre, presso il bar Aenigma, luogo ormai votato a questo genere di iniziative, si è tenuto un workshop, completamente organizzato e gestito da nostri compagni e colleghi universitari, con varie collaborazioni di docenti di entrambi i Poli Goriziani di Trieste e Udine.</span></p>
<p><span style="color:black;">Tra i temi trattati:  confronto Italia-Estero sul sistema universitario e le prospettive post-laurea, storia delle riforme dell&#8217;istruzione e dell&#8217;università in Italia dall&#8217;Unità ad oggi, infine, come la stampa ha reagito alla protesta, un&#8217;analisi di testate e di articoli giornalistici di tre quotidiani a tiratura nazionale: l&#8217;Unità, Libero e Il Corriere.</span></p>
<p><span style="color:black;">Non vogliamo soffermarci sulla trattazione degli argomenti, per quello sarà disponibile tra breve un resoconto redatto dalle organizzatrici, ma piuttosto presentiamo qualche considerazione e  piccole ed umili critiche.</span></p>
<p><span style="color:black;">Data la numerosa partecipazione, circa una cinquantina di persone, forse il già citato bar non è  il luogo più opportuno e appropriato per questo genere di incontri, dati gli spazi purtroppo modesti. Bisognerebbe entrare in un&#8217;ottica di idee che preveda lo sfruttamento di ambienti come il Punto Giovani, che benché sia più lontano dal centro e meno frequentato, possiede più ampi spazi ed è più adatto a tale scopo.</span></p>
<p><span style="color:black;">Secondo, le tre tematiche affrontate, pur nel loro carattere assai coinvolgente ed interessante, è sembrato che non avessero un forte e chiaro filo logico che le tenessero assieme. Più nello specifico, i primi due gruppi, storia e confronto Italia-Estero, erano perfettamente inerenti ed in sintonia all&#8217;interno dei lavori, mentre il gruppo mass media, nonostante il suo carattere attrattivo, si slegava e in un certo senso, faceva più che altro da cornice ai lavori.</span></p>
<p><span style="color:black;">Un&#8217;ultima nota, invece, deve essere fatta sul confronto finale e conclusivo dell&#8217;intera serata, dove, tra gli stessi partecipanti e senza bisogno di mediazione si poteva scorgere il desiderio e l&#8217;emergere di un acceso e vivo dibattito, anche molto sentito, da chi, soprattutto, come studente Erasmus, le diversità istituzionali e metodologiche di insegnamento le ha vissute sulla propria pelle, andando quindi a dare un contributo assai più palpabile e vero dei numerosi grafici, numeri e cifre che ci sono stati forniti, molto interessanti, ma purtroppo freddi e lontani, almeno a noi, nella forma e nello stile. Quindi era necessario un incontro tra i singoli gruppi di lavoro e in una seconda serata uno spazio completamente dedicato al confronto e al dibattito, così da non essere soffocato sul nascere.</span></p>
<p><span style="color:black;">La nostra semplice critica deve, però, tenere conto anche del lavoro, della passione e dell&#8217;impegno di chi il workshop l&#8217;ha pensato, proposto e vissuto più degli altri.</span></p>
<p><span style="color:black;">Un grazie e una sincera lode, quindi, a chi, in vari modi, ci fa capire che Gorizia non è così lontana da Roma come sembra, che questo confine è un&#8217;occasione e non un muro, che la piazza da sola non serve, ma va coadiuvata da un lavoro che prevede informazione e formazione, dentro e fuori gli ambienti istituzionalmente finalizzati all&#8217;apprendimento, per sfatare vecchi e ormai anacronistici miti, credenze e supposizioni. Che gli studenti non sono delle mere forme kantiane da riempire di nozioni preconfezionate, non sono dei vasi vuoti in cui far confluire un sapere sterile, ma essi stessi sono i primi ad insegnare e a dare qualcosa, prima ai professori, poi a colleghi e a individui in genere, perché il sapere e la crescita personale non sono mai a senso unico, ma si articolano e sviluppano in multiformi e differenti forme. Una società che si confronta, che considera importante ed essenziale il proprio patrimonio di giovani e anziani può progredire e migliorare, una società che si preoccupa solo di benessere e di crescita economica, di debito pubblico e di imprese, che attua politiche finalizzate solo a individui nella fascia dei 30-50 anni, è una società già morta, che non ha compreso, apprezzato e capito gli sforzi, i sacrifici e le conquiste di più di due millenni di storia Italiana o meglio italica ed Europea. </span></p>
<p><span style="color:black;">Ampliamo gli orizzonti, non preoccupiamoci solo della nostra piccola Italia, guardiamo all&#8217;Europa, all&#8217;Europa politicamente unita, il futuro è lì, nel campanilismo c&#8217;è la morte.</span></p>
<p><span style="color:black;">Ben vengano quindi questi incontri, queste proposte e questa vitalità! Sono il primo passo per un cambiamento ed una prospettiva, forse non più facile e felice, ma sicuramente più cosciente e vissuta.</span></p>
<p><span style="color:black;">Francesco Plazzotta<br />
francesco.plazzotta@sconfinare.net</span></p>
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		<title>Politica estera americana: Quali prospettive per l&#8217;era post-Bush?</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 10:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sconfinare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 26 novembre si è svolta presso la sede dell&#8217;Università di Trieste in Via Alviano la conferenza dal titolo &#8220;Gli impatti delle elezioni presidenziali sulla politica estera americana: premesse, sviluppi, prospettive&#8221;, durante la quale sono intervenuti il giornalista Demetrio Volcic, il professore AntonGiulio De&#8217; Robertis e il responsabile per i Public Affairs del Consolato Generale [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sconfinare.wordpress.com&blog=3821029&post=832&subd=sconfinare&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Il 26 novembre si è svolta presso la sede dell&#8217;Università di Trieste in Via Alviano la conferenza dal titolo &#8220;Gli impatti delle elezioni presidenziali sulla politica estera americana: premesse, sviluppi, prospettive&#8221;, durante la quale sono intervenuti il giornalista Demetrio Volcic, il professore AntonGiulio De&#8217; Robertis e il responsabile per i <em>Public Affairs</em> del Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano John Hillmeyer.</p>
<p>L&#8217;incontro è stato organizzato dall&#8217;associazione YATA (Youth Atlantic Treaty Association) Gorizia in collaborazione con il Consolato Generale degli Stati Uniti a Milano e il Corso di Laurea in Scienze Int.li e Diplomatiche e ha visto una partecipazione molto attiva degli studenti del polo goriziano, che hanno riempito l&#8217;aula magna come pochi eventi sono riusciti a fare.</p>
<p>La scelta di tre personaggi di calibro alquanto elevato, ma esperti di ambiti differenti, ha fatto sì che la tavola rotonda sia riuscita a toccare molte delle sfaccettature delle relazioni esterne degli <em>States</em>, dalla composizione del nuovo esecutivo, alle relazioni tra Stati Uniti e Russia, dalle aspettative sulla risoluzione dell&#8217;intervento in Iraq, al possibile ritorno della politica estera americana verso il multilateralismo.</p>
<p>E&#8217; stato infatti su questa falsariga che il Hillmeyer ha svolto il suo intervento: un perfetto esempio di diplomazia, in cui ha esposto le linee principali del nuovo esecutivo, le aspettative degli  americani stessi e del resto del mondo. Premettendo che le aspettative che si sono create attorno a questo nuovo presidente sono fin troppo alte, Hillmeyer ha affermato che, almeno nel primo periodo, l&#8217;interesse del nuovo esecutivo sarà focalizzato sulla politica interna, in particolare sulle misure da attuare per contrastare la crisi economica che solo nel novembre scorso ha portato al licenziamento di più di mezzo milione di persone. La priorità di Obama è quindi giustamente quella di salvaguardare il proprio Paese, cercando di consolidare gli Stati Uniti, che ora come mai hanno bisogno di un capo che sia in grado di guidarli verso un nuovo inizio.</p>
<p>Il responsabile per i <em>Public Affairs</em> ha comunque rincuorato la platea, assicurando che nel medio periodo Obama si dedicherà con profondo coinvolgimento alla politica estera, assicurando maggior impegno in Afghanistan e e un lento ma costante ritiro delle truppe e delle strutture statunitensi dall&#8217;Iraq. Analizzando le possibili candidature dei diversi membri dell&#8217;esecutivo, tra cui Hillary Clinton come Segretario di Stato, successivamente confermata dal neo-eletto presidente, Hillmeyer si è mostrato fiducioso verso un maggiore interesse del suo paese verso la questione mediorientale anche se i risultati si vedranno solo nel lungo periodo.</p>
<p>Nota dolente è stata purtroppo quella riguardante l&#8217;impegno americano in Africa: pare infatti che nell&#8217;agenda di Obama il continente da cui la sua stessa famiglia proviene non trovi grande spazio, e sia subordinato ad altri temi che per il neo presidente sono prioritari.</p>
<p>Dei rapporti tra Stati Uniti e Federazione Russa si è occupato il giornalista emerito Demetrio Volcic, goriziano e storico inviato a Mosca del TG1, il quale con una lezione magistrale è riuscito sia a spiegare le relazioni tra le due grandi potenze, sia a fare un quadro della Russia contemporanea e passata che solo un esperto del suo calibro era in grado di fare. Nel suo intervento Volcic ha innanzitutto toccato il delicato tema della crisi finanziaria, che ha investito anche la Federazione Russa, la quale in pochissimi mesi si è vista costretta a ridimensionare le proprie azioni e le proprie aspettative. Si è quindi parlato di una diplomazia più morbida da parte di Medvedev e Putin, volta a mantenere un profilo basso in seno alle organizzazioni internazionali. Questo avrà forse risvolti importanti sia verso i propri vicini, che molto spesso sono considerati dalla Russia come questioni quasi domestiche, sia verso l&#8217;Unione Europea e gli Stati Uniti. E proprio verso questi ultimi l&#8217;atteggiamento molto probabilmente cambierà, visto che con l&#8217;elezione di Obama sarà sempre più difficile sfruttare il comune denominatore dell&#8217;antiamericanismo, carta che molto spesso la Federazione ha usato negli ultimi tempi contro le azioni della amministrazione Bush jr.</p>
<p>Infine il professor De&#8217; Robertis, docente emerito di Storia dei Trattati presso l&#8217;Università di Bari, ha analizzato lo spinoso argomento del multilateralismo nelle relazioni tra Stati Uniti e resto del mondo. Egli ha infatti notato un cambiamento epocale nella linea delle relazioni esterne degli Stati Uniti proposta da Obama durante la sua campagna elettorale: dopo 8 anni di amministrazione Bush jr. estremamente neoconservatrice e tendenzialmente unilaterale, si evince dai discorsi elettorali del neo presidente un impegno a considerare maggiormente i propri alleati e il valore dei fora internazionali. Ciò pare si espleterà attraverso il rifiuto dell&#8217;uso unilaterale della forza, tranne in caso di attacco sul suolo statunitense; la fine dell&#8217;occupazione dell&#8217;Iraq, per estendere il proprio impegno a tutta l&#8217;area; l&#8217;impegno a considerare maggiormente le proposte provenienti dagli altri Paesi riguardo alla riforma, ormai ritenuta unanimemente necessaria, della struttura e del funzionamento delle Nazioni Unite.</p>
<p>Questo incontro, si spera il primo di una lunga serie, ha visto come veri protagonisti gli studenti del Cdl in Scienze Int.li e Diplomatiche, che oltre a partecipare numerosissimi all&#8217;evento, si sono distinti per la quantità e soprattutto per la qualità delle domande poste ai relatori, le quali hanno permesso un dibattito molto vivo e certamente di alto valore culturale.</p>
<p>Leonetta Pajer<br />
leonetta.pajer@sconfinare.net</p>
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		<title>L’editoriale</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 09:59:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sconfinare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli giornale]]></category>

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		<description><![CDATA[Cari instancabili lettori,
più passa il tempo per me in questo Polo, più mi sembra di capirlo: una bottiglia di vetro con dentro una nave, bambini adulti che da questi ultimi vogliono prendere da subito la strafottenza, il prestigio, la meschinità, ma molte volte la maturità, la voglia di fare, il ragionamento etico e responsabile. Mi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sconfinare.wordpress.com&blog=3821029&post=831&subd=sconfinare&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Cari instancabili lettori,</p>
<p>più passa il tempo per me in questo Polo, più mi sembra di capirlo: una bottiglia di vetro con dentro una nave, bambini adulti che da questi ultimi vogliono prendere da subito la strafottenza, il prestigio, la meschinità, ma molte volte la maturità, la voglia di fare, il ragionamento etico e responsabile. Mi sembra di capire un po&#8217; il mondo, se proporzionato ad una scala più vasta. Allora questo giornale diventa sempre più quello che nel mondo è la cultura: è uno spazio libero, innanzitutto. Ciò che il comunismo ancora cerca attraverso l&#8217;abolizione della proprietà privata, probabilmente le parole ed il pensiero l&#8217;hanno già ottenuto.</p>
<p>Eppure mi compiaccio di come la comunità studentesca del nostro Polo sia interessante ed interessata, nonostante il virus molto presente di quello che io chiamo &#8220;attendismo&#8221; (tutto mi deve essere servito davanti, altrimenti mi lamento: &#8220;perché a Gorizia non c&#8217;è proprio nulla…&#8221;). Mi stupisco sempre di più che tutta la barca in fin dei conti naviga, e naviga più che bene, grazie a noi studenti, naviga grazie al giornale, grazie alle Associazioni; naviga anche senza il prestigioso riconoscimento di chi questa barca la manovra, mangiando caviale e dimenticandosi di pagare i mozzi. Non i capitani, o gli ammiragli. I mozzi.</p>
<p>Tra pochi mesi scenderò giù dalla nave contento, e non mi dispiacerò di aver perso questa Università. Mi dispiacerò di aver perso questo quadro variopinto di persone.</p>
<p>Allora brindiamo, che il tintinnio dei bicchieri si senta forte, su fino al quinto piano e in torretta. Brindiamo alle conquiste che abbiamo ottenuto e che otterremo il giorno che ci installeremo nella nuova Aula Associazioni, dove tutti finalmente potranno con-vivere. Se l&#8217;esperienza universitaria tralascia la mutuale conoscenza, se tralascia lo scambio di idee, se tralascia l&#8217;esistenza di uno spazio comune in cui condividere, beh… avremo perso un po&#8217; dei nostri venti anni. E il giornale non ci sta.</p>
<p>Felice Natale a tutti e buone vacanze,</p>
<p>Edoardo Buonerba</p>
<p>edoardo.buonerba@sconfinare.net</p>
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		<title>Gallina vecchia fa ancora buon brodo?</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Dec 2008 09:58:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>sconfinare</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Storia di polli nati negli &#8216;80 oggi  rigettati fuori dallo scaffale musicale
Piacere, mi presento: sono una ventenne che una volta, ahimè, rientrava nel target di Mtv Italia ma oggi forse si sente un po&#8217; troppo vecchia per Amici e TRL; sono un perfetto prodotto di Tmc2  Videomusic e Viva ReteA, sono stata nutrita [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=sconfinare.wordpress.com&blog=3821029&post=830&subd=sconfinare&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p>Storia di polli nati negli &#8216;80 oggi  rigettati fuori dallo scaffale musicale</p>
<p>Piacere, mi presento: sono una ventenne che una volta, ahimè, rientrava nel target di Mtv Italia ma oggi forse si sente un po&#8217; troppo vecchia per Amici e TRL; sono un perfetto prodotto di Tmc2  Videomusic e Viva ReteA, sono stata nutrita ed allevata per essere il succulento bocconcino di musica pop inscatolata a breve scadenza. Ignoro cosa sia una chiave di do e raramente mi accorgo delle stonature (ancora oggi porto i segni del trauma di quando &#8220;l&#8217;amico esperto&#8221; disse che Jovanotti aveva una pessima voce a detta di chiunque). Conclusa la doverosa presentazione possiamo finirla di parlare di me e passiamo per lo meno ad una prima persona plurale: <strong>Noi</strong>,<strong><br />
</strong>i polletti 10+ della macelleria musicale, Noi con le ali tarpate per vivere nelle gabbiette delle rotazioni musicali, Noi siamo molti, almeno metà degli anni &#8216;80 ci hanno visti nascere, ma siamo ancora stuzzichevoli come una volta? Voi, membri del pollame come me, vi sentite ancora un piatto pieno di attenzioni pubblicitarie o siamo finiti nella merce al 50% ormai vicini alla scadenza? So che Noi siamo numerosi, lo vedo al Karaoke del giovedì sera quando qualche buon vecchio pezzo anni &#8216;90 fa sempre capolino, e so che siamo stati fedeli quando nel post-infanzia Loro ci hanno covati -anche se non siamo stati appassionati sicuramente tolleravamo senza allergie le loro banalità cantate su ritmi noiosamente uguali- e so che siamo stati ubbidienti quando iniezioni di vitamine Britney e 883 scorrevano lungo le nostre vene, e ora? E ora, almeno da un paio d&#8217;anni, sentiamo per la prima volta musica che persino il nostro senso critico assuefatto ad ormoni pop percepisce come &#8220;brutta&#8221;, c&#8217;è qualcosa che non va… Quale strana nuova sensazione risale le nostre piumette invecchiate, siamo costretti a rigettare fuori ritornelli talmente scemi persino per polletti imboccati come Noi con ciò che era considerato &#8220;il peggio&#8221;, cosa sta succedendo?</p>
<p>Ci stanno forse punendo? Forse le fantomatiche major, Loro, hanno scoperto che più o meno tutti nell&#8217;età della quasi-maturità siamo stati infettati dal fratello grande o dal papà da quell&#8217; aviaria &#8220;musica impegnata&#8221; covandone ancora oggi il virus? Ma infondo non era un così grosso tradimento da meritare tale condanna, perché producono note per Noi inascoltabili? Cosa veramente ci ha escluso da una bella fetta del ricco mercato commerciale?</p>
<p>Allora nella piccola gabbietta d&#8217;allevamento cerco di risalire nei ricordi del mio imbarazzante passato musicale per capire cosa è successo, che male ho fatto, e sovviene l&#8217;illuminazione…</p>
<p>Forse Loro ci vogliono castigare perchè l&#8217;unico disco che possediamo è il nostro disco rigido con Gb di musica più o meno legalmente scaricata? L&#8217;ultimo disco originale che ricordo, in effetti, risale ai tempi di quand&#8217;ero appena uscita dall&#8217;ovetto, e ora che sono un pollo grande e grasso cosa posso offrire a Loro? Facendomi due conti in tasca, oltre a qualche concerto, non credo di aver dato grosse soddisfazioni finanziarie ai miei educatori poppettari, mi giungono voci statistiche di come lo stipendio medio di un laureato si aggiri sui mille euro, insomma una cifra del genere non se la fila nessuno, Loro non cercano neanche più di attaccarla, di persuadermi a comprare, sono una pietanza ormai fredda, povera me!</p>
<p><strong>Noi</strong>, brandelli di pollo rimasti orfani non possiamo competere con i nuovi arrivati: i tredicenni, carne fresca e redditizia che stuzzica molto di più l&#8217;appetito e i portafogli. La nostra bistecchina ammollita dal tempo sarà forse buona per quelle collane di <em>Mediashopping</em> (in 96 dischi tutta la musica anni 60-70-80-90) niente a che vedere con dischi originali, cartelle, diari, spille, borsette, e gadget-vari-che-paga-papà che fanno tanto rizzare le piume ai novellini polli…</p>
<p>Allora sconsolata cerco qualche conferma della mia teoria nel web: Marco Carta vincitore di Amici ha vinto un disco d&#8217;oro e un disco di platino, un suo singolo ha venduto più di 70.000 copie; i Sonohra hanno vinto un disco d&#8217;oro e un disco di platino e l&#8217;album d&#8217;esordio ha contato 75.000 copie vendute; i Finley hanno ricevuto ben tre dischi di platino, e poi i Dari, i Lost, per non toccare poi il capitolo TokioHotel &#8211; una chilometrica pagina di Wikipedia è dedicata esclusivamente ai loro dischi vinti di varie leghe metalliche- così provo un senso di stordimento e mi ritrovo a tirarmi il collo da sola in un vano tentativo di poll-omicidio, &#8220;tanto chi mi si compra più…&#8221;.</p>
<p>Quindi è ufficiale, se la tv ancora ci stordisce di mangime a basso prezzo la musica ci sta trascurando, siamo in fase di disintossicazione pollame over 20 escluso dalla fetta di torta che guadagna, non resta che goderci gli effetti benefici sul nostro organismo ammuffendo sullo scaffale dei fuori target in scadenza.</p>
<p>Gabriella De Domenico</p>
<p>gabriella.dedomenico@sconfinare.net</p>
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