Parto all’avventura per il mio Erasmus quando in Italia è ancora estate e si può ancora andare tranquillamente in spiaggia.  Arrivo a Liegi (Belgio) e il mare me lo sono già scordato. Ad attendermi, infatti, ci sono circa dieci gradi di differenza, piove e c’è un vento quasi polare, ma soprattutto c’è lo scontro totale con una lingua per me quasi assolutamente nuova: il Francese.
Si dice che i primi giorni siano i più difficili; per me la regola non ha assolutamente fatto eccezione!! La prima settimana l’ho passata a cercare casa, anzi come direbbero i Liegini, un KOT (case pensate appositamente per studenti e articolate su più piani).  Non ho avuto subito fortuna ma con un po’ di sforzi e molte telefonate sono riuscito a “sistemarmi” e ho pensato (forse un po’ ottimisticamente) che il peggio fosse passato.  Ovviamente mi sbagliavo e mi sono trovato di fronte ad un ostacolo assolutamente insormontabile in quel momento: l’iscrizione all’università.  Iscriversi all’università non è mai molto semplice ma oltre ai soliti problemi con la lingua sono subentrati anche degli altri inattesi problemi con la burocrazia: non solo avevo dimenticato di compilare parte della modulistica, ma non risultavo affatto iscritto…  Sono stati giorni terribili: non capivo assolutamente nulla, non conoscevo quasi nessuno, mi mancava l’Italia, litigavo per ore al telefono con le varie segreterie e forse non sarei neanche riuscito ad iscrivermi all’Università…  Ero distrutto!!
Poi le cose si sono sistemate, il kot si è popolata di un sacco di persone diverse e molto interessanti (spagnoli, tedeschi e ovviamente tanti italiani), ho iniziato a capire la lingua e per fortuna sono riuscito ad iscrivermi a tutti i corsi.
Dopo tutte queste peripezie, quando mi sono veramente sistemato (senza le virgolette questa volta) i mesi sono volati via.  Ho avuto il tempo di pensare, di viaggiare di conoscere, di confrontarmi, di studiare e anche (perché no?) di fare un po’ di festa.
Con gli amici (sia quelli che ho conosciuto là, sia quelli che sono venuti a trovarmi) ho visitato mezzo Belgio, ho provato un’infinità di birre (se per caso capitate dalle parti del Belgio non potete perdervele!!), e quanto ormai la mia avventura stava per terminare, ho anche incontrato Romano Prodi a Bruxelles.
Ci sarebbero ancora un’infinità di aneddoti e di situazioni (diciamo particolari), da raccontare, ma preferisco lasciarvi scoprire da soli le mille sorprese che un Erasmus può riservare.
Quindi voglio augurare a tutti i novelli vincitori delle borse un grande “in bocca al lupo”, per uno scambio il più divertente possibile (magari meno “complicato” del mio).

Marco Brandolin