Ormai siamo agli sgoccioli, tra 37 giorni il mio periodo Erasmus sarà finito, quindi devo approfittarne per fare tutto il possibile nel poco tempo che mi rimane…

Facendo un bilancio. devo dire che l’esperienza è stata indubbiamente positiva, ho imparato a conoscere meglio una realtà che, seppur così vicina all’Italia, se ne differenzia.

Prima di tutto, parliamo della gente: non è facile stringere dei rapporti con i cittadini austriaci e sono loro i primi ad ammetterlo; una spiegazione fornitami da un indigeno descrive tra le cause la difficoltà che si ha nell’affrontare lo straniero con una lingua che non è la propria,ovvero il tedesco…eh, già, perché qui in Austria si parla austriaco con l’uso di parole spesso completamente diverse e molte espressioni tipiche; e così i classici Kartoffel e Tomate diventano Erdapfel e Paradeiser. E ce se ne rende conto già quando si arriva, la gente si rivolge a te lungo la strada e tu non capisci niente, nonostante 5 anni di tedesco e tanta buona volontà.

Anche l’organizzazione universitaria cambia: somma pagata per l’iscrizione e tasse uguali per tutti indipendentemente dalla facoltà, numero aperto e 5-6 tipi diversi di corsi:dalla classica lezione frontale al seminario, passando per esercitazioni, proseminari e chi più ne ha più ne metta…con tanto di tamburellare con le nocche sul banco alla fine della lezione in segno di approvazione (?!?) . E dimenticatevi le lunghe file ad aspettare l’arrivo del prof per l’esame orale: ognuno sa a che ora si deve presentare perché si va per appuntamento. Tutto organizzato, dunque, forse troppo.

Vienna appare nelle sue molteplici forme, con i suoi palazzi beige e bianchi e tanta storia da raccontare. Con la cultura dei teatri ogni giorno pieni e delle Cafehaus, ma anche con la vita notturna piena di sorprese. Con la sua rete di mezzi pubblici attiva sempre, vista la presenza di autobus notturni nel periodo non coperto dal servizio normale. Con i piatti unici delle osterie e la birra che costa meno del caffè. Con la “festa” nazionale il 26 ottobre, una parata militare priva di entusiasmo e grida ma con un chiaro “no” alla guerra. Con le riunioni dell’Onu nei palazzi di vetro e cemento della cittadella e con il suo ruolo di “Centro dell’Europa” dopo l’allargamento a 10 nuovi Stati.

Insomma,una città da vivere e da scoprire: mi sono trovata benissimo qui, merito anche delle persone che ho incontrato lungo il cammino e delle esperienze fatte….ma porca miseria, almeno al bidet e alle tapparelle potevano pensarci,o no? Aufwiedersehen!

Lisa Cuccato