Sorge su una collina nell’anfiteatro morenico del Tagliamento, nel cuore del Friuli, la cittadina medievale di San Daniele. Un luogo meraviglioso dal punto di vista artistico, culturale e gastronomico; il tutto impreziosito dallo sfondo delle Prealpi e Alpi carniche che avvolge la località. Dalla spianata del colle è infatti possibile godere della particolare posizione geografica di San Daniele, a metà strada tra il mare e le montagne, per ammirare, oltre al paesaggio montuoso, anche la spianata della pianura friulana, costellata di piccoli appezzamenti agricoli, prati e boschetti.

A occidente del colle scorre il fiume Tagliamento, col suo letto ghiaioso attraversato da esigui rivoli d’acqua che nettamente contrasta con il verde del panorama. Al Tagliamento, così come ad un altro fiume, il Corno, è intimamente legata la storia di San Daniele, anche se l’elemento che più caratterizza la storia della città medievale è la posizione geografica. Fin dall’antichità San Daniele è stato punto di passaggio per moltissime popolazioni: Liguri, Etruschi, Celti, Romani, Bizantini, Longobardi, Franchi e Avari, solo per citarne alcuni. Ciascuno di essi ha lasciato traccia, più o meno profonda, sulla città e sul territorio. Il motivo di tali passaggi è stato principalmente di tipo commerciale; la posizione di San Daniele, che come si è detto è situato tra mare e montagne, ne faceva il luogo adatto per l’incontro e lo scambio dei prodotti provenienti dalla costa e di quelli provenienti dai monti. Si spiega così la frequenza delle fiere che si tenevano regolarmente a San Daniele sia in epoca medievale che in Età moderna, e di cui si continua la tradizione grazie a manifestazioni che riempiono periodicamente di stands e visitatori le viuzze del centro storico della cittadina. Tra questa si ricorda “Aria di festa”, che si svolge ogni estate da ventidue anni.

San Daniele presenta molte opere artistiche che meritano una visita, come il Duomo, il palazzo del municipio, le chiese di San Daniele e Sant’Antonio Abate, senza dimenticare la Biblioteca Guarneriana, tra le più vecchie d’Italia e tuttora una delle più prestigiose.

L’elemento che ha fatto la fortuna di San Daniele è dunque la sua posizione geografica, determinante per creare quel particolare microclima che, assieme alla fedeltà alle tradizionali tecniche di lavorazione, è alla base del successo del celebre prosciutto di San Daniele. L’attività produttiva più famosa, ben inserita nel tessuto produttivo che pure è tipicamente artigianale (si ricordano anche le produzioni di prodotti artigianali tipici e gioielleria) e anch’esso strettamente legato al territorio.

Una mentalità “artigianale” la mantiene tuttora la produzione del prosciutto, nonostante i prosciuttifici abbiano ormai intrapreso la via industriale, in virtù del suo stretto legame con il territorio d’origine. Il prosciutto venne lavorato per la prima volta dai Celti, che abitarono San Daniele sin dal 400 a.C. circa. Essi erano infatti soliti conservare le cosce di suino utilizzando erbe, aceto e affumicandole. La miscelatura dell’aria fredda dal Nord con quella calda dall’Adriatico, costituendo una sorta di “climatizzazione naturale”, è l’elemento che da sempre rappresenta il miglior ingrediente del prosciutto di San Daniele.

Il fascino del paesaggio collinare, la suggestione dell’architettura medievale e, non ultimo, la possibilità di assaggiare il celebre prosciutto nel luogo migliore possibile rendono San Daniele una meta certamente attraente per un piacevole week end.

Andrea Bonetti, Massimo Pieretti, Rodolfo Toè