La “Musica Nuda” di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti al Gorizia Jazz 2007.

Quando lei è salita sul palco dell’auditorium gremito, così piccina e magrolina, credo che la maggior parte degli spettatori, a parte chi già aveva avuto occasione di ascoltarla, si siano chiesti se ce l’avrebbe fatta a cantare, o perlomeno da dove le sarebbe uscito fiato. E vedendo lui, di sicuro molti non si aspettavano che un contrabbassista potesse avere un’aria così stravagante.
Invece, la coppia Petra Magoni e Ferruccio Spinetti è un concentrato di vero talento, con un pizzico di follia. Lo si è visto subito, dai primi incredibili acuti di Petra e dai suoni graffianti di Ferruccio, che il duo ha delle doti fuori dal comune.
“Musica Nuda”, il nome del loro tour, ma anche del loro album, è un progetto che vuole mostrare come si può riprodurre musica partendo da una voce e da un contrabbasso soltanto, immaginando il resto degli arrangiamenti e servendo il tutto con una buona dose di fantasia e divertimento.
Lei, Petra, bravissima cantante, eclettica per natura, passata dal conservatorio e dalla musica antica al pop e all’Arezzo Wave, per poi approdare al jazz, incontra Ferruccio, il raffinato contrabbassista degli Avion Travel e insieme danno vita ad uno spettacolo ironico e sperimentale, da vedere e da ascoltare.
Si tratta di semplici canzoni, dal pop internazionale alle melodie del ‘600, dal rock alle canzoni popolari italiane: così passiamo da Roxanne dei Police a Prendila così di Battisti, da Blackbird dei Beatles a Monteverdi. Ma gli scettici si possono rassicurare: non si tratta di semplici cover. Petra e Ferruccio prendono un qualsiasi pezzo e lo smontano, lo rielaborano, ci scherzano sopra e lo ricostruiscono a modo loro, aggiungendo un po’ di punk e di effetti elettronici qua e là.
Coinvolgendo abilmente il timido pubblico di Gorizia, il duo ha saputo offrire due piacevoli ore di buona musica, ma anche di suoni ed effetti insoliti, momenti ironici e autoironici, sorrisi ed emozioni.
Ciò che colpisce di più di questa coppia fuori dal comune, al di là delle sorprendenti doti canore di lei e dalla innata bravura di lui, è la capacita di giocare con le note e con le parole, di creare, inventare e sperimentare nuovi linguaggi, per farci sentire quanto di nuovo può ancora darci la musica.

Agnese Ortolani