Signor Nicolai, cosa l’ha spinta a candidarsi?
Il fatto che questa città, chiaramente piena di problemi, non riesce a trovare un candidato all’altezza della sfida. Guardate il centro sinistra: sembra che nessuno, al suo interno, sia in grado di ottenere il supporto necessario, oppure che abbia il fegato di rischiare una candidatura fallimentare. Dall’altra parte abbiamo il centro destra, la cui presunta unità intorno ad un solo candidato non credo possa durare per tutto un mandato.


Come definirebbe allora la sua collocazione politica?
Prima di tutto, chiariamo che io intendo governare con i cittadini e per i cittadini. Vorrei ridurre il solco esistente tra la politica e la società civile. Intendo quindi prendere il meglio d’entrambi gli schieramenti. Mi sento vicino a molte delle battaglie del centro sinistra, che vorrei portare avanti col pragmatismo e la decisione tipiche del centro destra. Insomma, la mia è una lista civica apolitica che strizza l’occhio ai partiti politici.
Perché proprio uno studente ha deciso di mettersi in gioco?
Per combattere la gerontocrazia. Perché siamo stanchi di questi tecnocrati della politica avvinghiati alle poltrone: è ora di sradicarli! E permettetemi di dire che, nella vecchia Gorizia, i giovani sono la categoria meno rappresentata e più bistrattata. Basta chiedersi questo: com’è possibile che in una città che ospita ben tre università ci sia un coprifuoco? Bisogna difendere questi poveri ragazzi, costretti alla perdizione, gettati nelle fauci dell’alcool e delle droghe da politiche giovanili che, ad ogni mandato, si sono fatte sempre più miopi. Io sono il loro candidato con gli occhiali
Cosa pensa quindi degli altri candidati?
Iniziamo col centrodestra. Quanto dura un mandato? 5 anni? Fatti tutti i debiti scongiuri, possiamo non porci qualche dubbio sulla longevità del venerabile Romoli? E se anche mi sbagliassi, come possiamo aspettarci una svolta da un over-settanta che si candida con i fascisti di fiamma tricolore? E il centrosinistra? Un grande punto interrogativo. Un Brancati che va e viene, un Mosetti che sfoglia i rami dell’Ulivo, e un prete spretato che s’appoggia sui compagni che furono.
Poi ci sono alcuni candidati che non esiterei a definire bizzarri: non posso che ammirare la fiducia e l’ottimismo di Tuzzi, Rea e Ferone, aspiranti sindaci sostenuti da gioiose macchine da guerra del calibro della Lista Civica per Gorizia, dell’Udeur rosa e dei Pensionati. Quanto a Glessi…non sembra aver le idee troppe chiare un personaggio che passa dalla nuova Dc al Progetto Nordest del defunto Giorgio Panto. E De Gironcoli? Si chiama come l’ospedale di Conegliano. Nomen omen…  Non nascondo, comunque, di subire il fascino indomito della paladina Stefania Atti, la bastian contraria di via Rastello: ma la leader dei comitati-contro sarà mai a favore di qualcosa?
Qual è il suo rapporto con la minoranza slovena?
Gli amici sloveni sono una parte importante e culturalmente attiva della città. Tenendo ben presente che Gorizia rimane, prima di tutto, una città italiana.
Come si pone, allora, nei confronti del processo d’integrazione europea?
Assolutamente favorevole.. La condizione è che i soldi dei cittadini non siano sperperati in opere e progetti utili solo ad altri. Gorizia è un città che lavora e merita i suoi riconoscimenti.
Tornando appunto alla realtà locale, quali sono i principali problemi di Gorizia?
Molti e pochi. Oppure pochi e molti.  A mio modo di vedere, bisognerebbe ravvivare la città. Gorizia è una delle realtà più vecchie d’Italia; è perciò necessario trovare un modo di stimolarla senza snaturare le caratteristiche del suo tessuto sociale. Prendendo spunto dai nostri giovani amici d’oltre confine, che hanno trovato nel gioco d’azzardo un ottimo volano per la loro economia, potremmo rimpolpare le casse comunali investendo su un tipico gioco d’azzardo per anziani: il Bingo!
Bingo, dunque. Ma come pensa di tutelare chi rappresenta in prima persona,e  cioè i giovani?
La mia giovane età, unita alla mia notevole esperienza, dà di per sé sufficienti garanzie. La vostra domanda è banale e provocatoria: come al solito i giornali cercano il pelo nell’uovo, la polemica sterile.
Ci scusi, ha ragione. Passiamo ad un’altra grande questione d’attualità, quella delle multe. Cosa ne pensa?
Il mio pensiero è molto chiaro: qui ci troviamo di fronte a un fatto gravissimo, ad una palese violazione diritti dei cittadini; diritti che sono garantiti nella nostra gloriosa Costituzione, la quale, all’art.16,  sancisce la libertà di circolazione delle persone. E dov’è la libertà nella repressione che ha colpito i multati? Ciò detto, non intendo usare questo argomento per far campagna elettorale, a differenza di altri…
Mi impegno però, una volta eletto, a prendere di petto il problema con tatto e diplomazia. Lo stesso atteggiamento che terrei sulla questione rifiuti.
Qual è il primo progetto che vorrebbe realizzare, e quale il più importante?
Più che concentrarmi su di un progetto in particolare, voglio che il mio mandata assuma una forma mentis. Nessuna priorità, se non quella di lavorare con i cittadini e per i cittadini.

Davide Lessi
Andrea Luchetta