Sguardo alle musiche di oggi e di ieri a volo di… ippogrifo.

“Hedwig’s theme”, il tema di Edvige. O forse sarebbe meglio dire il tema di Harry Potter, visto che sono sufficienti poche note introduttive di questo pezzo per rivivere quasi magicamente tutte le avventure del maghetto, ormai cresciuto, nato dalla penna di J. K. Rowling. È questo il motivo musicale che riecheggia da tempo nella mente di chi ha atteso con una certa emozione l’uscita del quinto capitolo della saga; soprattutto di coloro che hanno seguito l’evolversi non solo dei personaggi, ma anche delle stesse colonne sonore.
John Williams, Patrick Doyle, Nicholas Hooper: questa la sequenza dei compositori che hanno contribuito a iscrivere nella storia del cinema la serie, anche se (e questo va detto), è forse Williams ad avere il merito più grande, essendo la mente delle prime tre colonne sonore, dunque il “padre musicale” di Harry Potter e compagnia bella.
Da notare il crescendo in difficoltà d’esecuzione, dissonanze e tensione che ben disegnano l’inizio dell’avventura nel mondo della magia: dal momento in cui tutto è stupore e scoperta, ben rappresentato da “Harry’s Wondrous World” (il meraviglioso mondo di Harry, altro motivo che, assieme al tema di Edvige, ritorna continuamente nelle varie colonne sonore), a “Fawkes the Phoenix” (Fanny la fenice), motivo che accompagna il volo della creatura magica verso chi rimane fedele al saggio Silente. Per arrivare ai temi più cupi della terza colonna sonora: emblematico a tal proposito “A Window to the Past” (una finestra sul passato), triste motivo che accompagna il momento in cui Harry e Lupin gettano uno sguardo al passato e ai timori del ragazzo camminando per la foresta.
Decisamente tutto un altro taglio ha la quarta colonna sonora firmata Doyle, nella quale troviamo, come prima novità, ben tre canzoni. È il sapore della sfida che pervade l’intera composizione: i suoni sono calcati e vorticosi, come ad indicare l’assenza di calma e la necessità impellente d’azione. Un brano per tutti: “The Quidditch World Cup” (la coppa del mondo di Quidditch, tema che ritorna con l’arrivo degli studenti di Durmstrang a Hogwarts), dove le percussioni e una sorta di basso continuo degli archi accompagnano le grida di sfida (e le scintille dei bastoni) di Viktor Krum e compagni.
E in ultimo c’è la quinta colonna sonora firmata Hooper, nome non noto al cinema. Interessante e nuovo l’uso di pianoforte e fisarmonica, e la rivisitazione del tema di Edvige in chiave più misteriosa attraverso i corni. La musica accompagna il moto dell’anima e l’azione con un tocco di nuovo che si preannuncia allettante.
Certo, fra primi baci annunciati (e ripetuti ventiquattro volte in sede di riprese per ben rendere la crescita dei personaggi!), stanze che spariscono e arte della penetrazione delle menti, sarà un po’ difficile prestare attenzione alla colonna sonora, ma certo non impossibile. Perciò, se vi piace il genere, fate un salto al cinema e giudicate voi se Hooper ha ben accompagnato o meno l’attesissimo “Harry Potter e l’Ordine della Fenice”…

Isabella Ius