E insomma non son certo io a scoprire che laurearsi non è cosa facile. Farlo a luglio è autentica follia. Finiti gli esami il 20 giugno ci si lancia tra le braccia di madama tesi. Alla tipografia ti aspettano al varco per il 10 luglio. Pensi che, in fondo, il tempo, non ti manca. Sarà pure un “lavoro di copia e incolla”, ma corrono i giorni e le notti insonni si dilatano. Poni la parola fine al testo, fai l’indice e controlli la bibliografia, pensi che si, puoi finalmente tirare un sospiro di sollievo. E invece no! Manca meno di una settimana al gran giorno, che bisognerà pur festeggiare no?! E via col rinfresco: telefoni alla ricerca dei consanguinei. Naturalmente ne trovi solo la metà. E la metà di questa metà ti farà sapere tra qualche giorno. Se sei al cellulare bestemmi per la ricarica appena fatta, che si prosciuga in un secondo. Manco a dirlo, proprio in quell’istante, il tuo cellulare, decide di passare alla rete slovena, senza che tu te ne accorga. “Cazzo!” Questo è il meglio che ti esce dalla bocca. Se invece, sei tornato a casuccia, a bestemmiare è tua madre, perché “il telefono costa!”. Il commento è il medesimo. A metà lavoro inoltre devi mollare tutto. Tua madre ha deciso che il giorno della laurea devi essere elegante. Tu concordi ma per orgoglio non l’ammetti e così tra mille proteste cedi allo shopping. Il problema è che: a) sei con tua madre e nonostante siano le 15 e 30 non avrai mai finito per l’ora spritz; b) fa così caldo che nel tuo terrazzo ci sono dei caimani che sorseggiano cocktail tropicali. L’esperienza è atroce. Ti muovi sfatto dai bagordi della sera prima, incapace di controbattere colpo su colpo agli imperativi materni e così, dopo 4 ore di peregrinazioni da un negozio all’altro, ti ritrovi con un vestito nuovo, un paio di scarpe lucide e una camicia che, lo sai, a parte la laurea, non indosserai mai. Nel frattempo tua madre è soddisfatta di averti “vestito di nuovo”, si come quando eri piccino e magari preso dalla nostalgia non pensi ai 300 euro spesi. Arrivato a casa ti riprendi attacandoti al rubinetto dell’acqua, ci scappa pure una doccia e decidi, nella follia ormai cavalcante, di dare una controllata al pdf della tesi. Ed eccolo, un errore fatale: nei ringraziamenti, ti sei dimenticato del tuo relatore. Impanicato chiami la copisteria per avvisarli che gli mandi il file corretto. Per fortuna non hanno ancora stampato, ma ti ricordano cortesemente il costo delle stampe: 5 copie in simil-pelle più 2 in cartonato…fanno 132 euro! Nel resto del weekend termini le telefonate. Sembra fatta, basta parlare con un paio di ristoranti, e tutto è chiuso, ma tornato a Gorizia ti ricordi che non sei l’unico a laurearti. Festeggiarli è un onore, ma organizzare son dolori. Regali, invitati, papiri e denari si sovrappongono ai preventivi degli osti: 300 euro per 30 persone, bufula, crudo, pasta fredda e vitellone. Spritz aperol o normale? Ormai nello spirito gogliardico sei entrato e i versi sgorgano fuori tutti di un fiato. A suon di birre la lingua si scioglie, le ore di sonno invece cadon come foglie, e a mezzo a tutto ‘sto trambusto un quesito sorge lesto: “Che cazzo regaliamo a Luchet?!”. Vai a battere cassa per i regali dei tuoi più stretti amici e a tua volta vieni dissanguato da 7 euro a testa per almeno 5 compagni, 35 euro facili, facili. Improvvisamente ti accorgi che devi andare a prendere la tesi e consegnarla in segreteria, altrimenti sarà solo molto rumore per nulla. Naturalmente c’è il conto da saldare. Il caldo intanto non da tregua. La giornata della laurea è ormai bella e preparata, a parte gli invitati più lenti a dar conferma, hai fatto ormai tutto. Ho fatto, si, fatto, fatto, fatto, fatto! E invece no. Cosa fare infatti della serata? Non si è mai vista una laurea terminata al calar del sole. Bisogna assolutamente sbronzare tutta la città. E allora: l’unione fa la forza. Coi gli altri laureandi organizzi una festa in piscina per un centinaio di persone: 60 euro a testa di partenza, poi ognuno può aumentare il proprio budget se vuole. E’ già venerdì, meno tre alla laurea, di euro ne hai spesi parecchi e le energie non ti assistono più. A questo punto devi pulire la casa, perché vengono a strar da te i parenti per qualche giorno ed è preferibile non fargli vedere in che porcile sei abituato a vivere, basterà già il papiro a farli incazzare. Intanto hai raccolto solo la metà dei soldi per lauree, l’altra ti arriverà il giorno stesso. Anticipi e incroci le dita. Ovviamente fa caldo, ma così caldo che i commessi non vogliono neache servirti. Gorizia è deserta, nessuno a parte te e i tuoi amici si avventura alle 3 e mezza per i viali arsi dal sole. Solo voi osate tanto perché sapete che nonostante dobbiate prendere un semplice ipod, nonostante conosciate già il negozio e abbiate visto il modello, ci vorrà tutto il pomeriggio: non ci sarà mai il colore che preferite; se ci sarà il prezzo sarà troppo alto; se anche quello andrà bene non vi piacerà quell’esemplare, nonostante sia uguale in tutto il mondo! Così arrivate al sabato sera, incredibile ma ce l’avete fatta, avete preso tutto, i papiri sono arrottolati sul tavolo, al ristornate fervono i preparativi, gli invitati già stirano il costume per la festa in piscina, il vostro vestito nuovo pende da una bruccia nell’armadio e le tesi luccicano in libreria. Ora basta solo ripassare la propria parte e sperare che il gran giorno valga tutta la fatica e il denaro costati.

Emmanuel Lucchetta

Andrea Dalle Mulle

La Bionda