Sappiamo che in Slovenia ci sono circa una decina di grandi casinò.  Ma da adesso ne avremo uno ancora più grande, anzi uno dei più grandi d’Europa.  Dove?  Ma a Nova Gorica, ovvaimente.  Da pochi giorni è stato infatti siglato un accordo tra Hit Group (gestore dei casinò sloveni) e la società americana  Harrah’s, colosso dell’industria del gioco d’azzardo.  L’accordo porterà alla costruzione di un mega centro del gioco, dove sarà anche possibile usufruire dei più moderni centri wellness, e di intrattenimento. Va detto che, per far sì che l’accordo venisse siglato, il governo di Lubiana ha dovuto abbassare l’imposizione fiscale sui centri di gioco di ulteriori cinque punti percentuali, portandola a livelli irrisori rispetto a quella degli agli altri concorrenti europei.
Detto ciò, bisogna fare delle considerazioni.  È inevitabile che una struttura di queste dimensioni, anche se non ancora ben definite, abbia delle grosse conseguenze su un tessuto urbano e sociale, quello Goriziano, poco propenso ai cambiamenti.  In questa situazione il cambiamento sembra però inevitabile, in quanto l’accordo è stato già firmato, e quindi alla città restano due differenti opzioni: prenderne passivamente atto, oppure utilizzare al meglio quest’occasione di sviluppo.
È ben chiaro che una decisione di questo calibro non può essere presa solo analizzando l’aspetto economico, ma anche quello etico.  Infatti qualcuno potrebbe obiettare che puntare sul gioco per sviluppare l’economia del Goriziano non sia propriamente legittimo.  Ma, d’altro canto, non è neanche plausibile, di questi tempi, star a disquisire sulla legittimità di una struttura che comunque verrà costruita e che nei piani degli ideatori porterà qualcosa come tre milioni di turisti-giocatori in quel di Nova Gorica ogni anno.  È quindi giunto il momento per le due amministrazioni comunali, e soprattutto per quella italiana, di creare delle strategie pratiche di collaborazione tra i due territori affinché gli introiti derivanti da questa grande operazione vengano ridistribuiti in maniera corretta su entrambi.  Ciò significa che Gorizia dovrà essere in grado di sviluppare delle infrastrutture che esaltino le molte bellezze del territorio, affinché almeno una parte dei vari turisti si fermino anche al di qua del confine ed usufruiscano dei nostri servizi turistici e commerciali.
Incredibilmente, quasi fortunosamente oserei dire, la città di Gorizia si ritrova al centro di un’immensa operazione di sviluppo economico e di riqualificazione territoriale.  Ovviamente quanto detto fin qui non troverebbe alcuna conferma se, per esempio, la municipalità ed i suoi cittadini non si impegnassero fin da subito nel sviluppare strategie economiche sia di tipo turistico territoriale sia nei confronti dei vicini amici sloveni.  L’unico modo per non rimanere, per l’ennesima volta, periferici rispetto al mercato.

Marco Brandolin