Mancano poco più di due mesi all’entrata della Slovenia all’interno dell’area Schengen. La Repubblica Slovena è infatti il primo Paese della cosiddetta Europa Orientale ad “abbattere” le proprie frontiere verso Italia e Austria. Infatti il passaggio ai valichi sarà libero già a partire dalla metà di Dicembre quindi quindici giorni in anticipo rispetto la data del primo Gennaio 2008, questo anche grazie all’ importante interesse espresso dal Sottosegretario all’ interno Dott. Rosato.

Al di là delle due settimane d’anticipo, che tutt’al più semplificheranno la corsa agli ultimi acquisti natalizi in Italia o in Slovenia, il momento è di rilevante importanza per i territori italiani del Friuli Venezia Giulia, austriaci della Carinzia ed ovviamente per la Slovenia tutta. Indubbiamente la Città di Gorizia vedrà, più di altri, nascere e svilupparsi una vera e propria rivoluzione, anche se non proprio di grandi dimensioni, a causa della sua ormai unica posizione di Città di frontiera, o meglio di Città divisa da una frontiera.

Ora, per la prima volta dopo sessant’ anni, le due città e tutte le diverse frazioni ritorneranno a far parte di un unico sistema, dove le persone potranno muoversi liberamente utilizzando tutta la rete viaria esistente, senza porsi più il problema di esibire i documenti. Questo momento, insieme all’utilizzo della moneta unica non farà altro che legare sempre di più i diversi territori grazie ad una omogeneizzazione dei linguaggi.

Questa imminente piccola rivoluzione porterà sicuramente degli stimoli nuovi e positivi che potranno trasformarsi in ulteriori fattori di sviluppo. Ancora una volta Gorizia, tutto il Friuli Venezia Giulia e la stessa Slovenia dovranno ringraziare la lungimiranza di chi, anche in queste zone, ha saputo guardare avanti; guardare oltre tutte quei confini insiti nella storia di una terra profondamente segnata dall’odio reciproco verso il vicino.

Ora grazie all’Unione Europea tali limiti di tipo politico ed economico verranno abbattuti, vedremo se anche le persone di queste terre saranno in grado di superare i rancori di una storia passata.

Marco Brandolin