Da anni l’associazione Terre Offese, fondata da alcuni studenti dell’università di Gorizia, si occupa di temi di carattere internazionale, dall’ecologia e sviluppo sostenibile, all’immigrazione, ai diritti umani, alla gestione delle risorse naturali, multiculturalità, commercio equo e giustizia economica.

E’ un laboratorio di informazione, contro-informazione e aggiornamento, un contenitore di incontri, di studio collettivo, di analisi, di un modo ricco e dinamico di stare insieme e di divertirsi con coscienza del proprio posto nel mondo.

Nel tempo si è radicata sempre più nel tessuto urbano, stringendo rapporti di collaborazione con altre realtà cittadine, con istituzioni pubbliche e universitarie. Ha organizzato cicli di conferenze, concerti, dibattiti pubblici, cineforum, …

Molti studenti ne hanno fatto parte durante i loro anni di studio a Gorizia; la maggior parte di loro ha frequentato il corso di laurea in scienze internazionali diplomatiche, ma il gruppo si è poi esteso ad altri studenti e lavoratori.

Federica scrive: Terre Offese è stato per me la prima occasione per discutere di politica, letteratura e attualità con altri studenti su un piano che fosse anche di ricerca.

Appena arrivata a Gorizia, dopo un liceo fatto con molto spirito critico, le lezioni frontali del SID non soddisfacevano il mio bisogno di analizzare ed essere partecipe hic et nunc a questo mondo. Per non parlare delle critiche all’azione umanitaria e al terzomondismo… eravamo parte del sistema SID ma non ci bastava essere contrari all’arrivismo e alla formalità di alcune carriere, ci si interrogava anche sull’utilità di fare cooperazione, quando per cooperazione si intendeva troppo spesso carità… si decide che l’etichetta di “terzomondismo” non vogliamo più lasciarcela affibbiare… alla ricerca di vere forme di partenariato abbiamo sempre trovato nella vendita dei prodotti dell’equo e solidale, un modo per cooperare alla pari e per veicolare il senso di politiche ambientali eque e responsabili, nonché di modi di commerciare basati anche sul valore delle persone e dei prodotti, oltre che sulla concorrenza. Negli ultimi tre anni Terre Offese lottava per sopravvivere, più volte mi sono chiesta perchè fosse così difficile tenere viva un’organizzazione, probabilmente perché è universitaria e tutti usano Gorizia come un punto di passaggio da cui ripartire… ma è bello passare consapevolmente… ed è bello essere parte del territorio in cui si transita, anche se solo per pochi anni…

Chiara, una delle co-fondatrici: “Per molti versi per me Gorizia è stata Terre Offese. Una zattera di salvataggio dall’ipocrisia, l’arrivismo, le relazioni calcolate e un po’ vuote che segnavano la vita universitaria. E anche un ponte con la città, con il mondo, per non rimanere tragicamente rinchiusi in quella torre d’avorio che di internazionale aveva solo il nome ma che non riusciva ad aprire gli occhi nemmeno sul vicino più prossimo. Ovviamente faccio il tifo perché non si spenga anche l’ultimo lumicino di Terre Offese. Non solo per nostalgia, ma perché credo che se rimane anche qualcosa di quell’insieme ricco, fecondo, magari anche un po’ contraddittorio che Terre Offese è sempre stata, sarà una ricchezza importante per l’Università, per i nuovi studenti ma anche per la città.”

Giovanna: “Il mio passaggio in TO e’ stato davvero tangenziale, per me ha rappresentato soprattutto un ambito in cui interrogarsi e ricercare, in cui darsi più e diversi strumenti per leggere il mondo; hanno ampliato e cambiato il mio modo di vedere il mondo e, con il tempo, di viverlo: dalle abitudini di consumo alla scelta di cosa e dove studiare. Credo di non avervi mai ringraziato per questo, per cui lo faccio ora: grazie!!!”

Chiunque desideri avere informazioni e conoscerci, ci scriva su terreoffese@gmail.com.

Annunci