Dopo il frastuono delle ultime settimane politiche ci troviamo immersi fino allo sfinimento nell’ennesima campagna elettorale sia a livello nazionale che regionale.
Anche a livello regionale si sono visti e si stanno tuttora vedendo grandi movimenti all’interno dei due maggiori schieramenti, soprattutto per quanto riguarda il fronte di centro destra.
Se da un lato Intesa Democratica, riproponendo il candidato attuale, Riccardo Illy sembra riconfermare la squadra che ha governato negli ultimi cinque anni, il centrodestra a meno di due mesi dal voto non ha ancora trovato un candidato unitario e potrebbe presentarsi spaccato, per la gioia di Illy, che non gode di ottima salute politica.
Forza Italia ed Alleanza Nazionale stanno appoggiando, ormai da diversi mesi, la candidatura di Renzo Tondo, già Presidente della Giunta regionale. La figura di Tondo gode di ampio appoggio popolare soprattutto nel Friuli, dove al contrario Illy non è ben visto a causa della sua “triestinità”. Tondo infatti stando agli ultimi sondaggi, batterebbe, in un confonto diretto, Illy non solo nella Provincia di Udine ma anche in quella di Pordenone e probabilmente anche nella città di Gorizia. Con questi numeri una riconferma dell’attuale Governatore risulterebbe difficile da prevedere.
Ma tutto quello che è stato fin qui detto, cade di fronte alla sempre più forte possibilità che la Lega Nord si presenti da sola alle prossime elezioni. In una regione come il Friuli Venezia Giulia, ciò provocherebbe una clamorosa e sonora sconfitta per la coalizione di centro destra che verrebbe a trovarsi privata di circa il 5-7 % dei voti.
Vista dal di fuori questa sembrerebbe essere una mossa definibile solo come “suicida”, in quanto porterebbe alla sicura riconferma dell’attuale coalizione di governo.
Dietro a queste scelte sembrerebbero esserci due cause ben definite, da un lato un odio personale tra Renzo Tondo ed Alessandra Guerra, mentre dall’altro ci sarebbero le promesse nei confronti della Lega di un possibile assessorato, magari quello alla cultura.
Per quanto concerne lo scontro frontale tra i due massimi esponenti del PDL e della LN, la problematica risale come minimo a cinque anni fa quando tra i due ci fu uno scontro durissimo su chi dovesse guidare la coalizione di centro destra alle passate elezioni regionali, la scelta in quella data ricadde su Alessandra Guerra, ragazza prodigio dei movimenti per l’autonomia locale di tutti gli anni novanta. Guerra in quelle elezioni perse sonoramente non solo in Provincia di Gorizia e Pordenone ma ci fu addirittura un vero e proprio plebiscito per Illy nella città di Trieste e nella sua Provincia con punte che toccavano l’80% dei voti. Di fronte a tale sconfitta, la figura di Alessandra Guerra sembrava definitivamente destinata a diventare solo un brutto ricordo per il mondo del centro destra, ma oggi a cinque anni da quei giorni  sembra, per i votanti del PDL, di rivivere lo stesso incubo politico.
Questa volta, almeno, sembrerebbe esserci un fine politico, la promessa dell’assessorato alla cultura. Infatti, almeno stando alle voci uscite nei giornali locali, sembrerebbe esserci nelle intenzioni di Illy la volontà di un “appoggio esterno” della Lega o almeno degli autonomisti più convinti, nei confronti della Giunta al fine di appoggiare con ancora maggior forza la Legge Regionale sulla difesa della lingua friulana, che è stata (per fortuna N.d.R.) bocciata a livello nazionale.
Ciò che attende il Friuli Venezia Giulia, è un periodo di campagna elettorale molto meno combattuta rispetto cinque anni fa, dove proprio da qui partì la disfatta berlusconiana. Sembrano infatti ben definiti possibili risultati: se la Lega appoggierà  il candidato Tondo il centro sinistra, o meglio Intesa Democratica, sarà destinata ad una probabile sconfitta; viceversa se la Lega non aiuterà il centro destra ci saranno ottime o meglio sicure possibilità per l’attuale maggioranza, di riconfermare l’attuale squadra di governo.

Marco Brandolin