Demetris Christofias, leader del partito comunista Akel, ha vinto al ballottaggio di domenica 24 febbraio le elezioni presidenziali cipriote, battendo il rivale conservatore Ioannis Kassoulides.
Le elezioni hanno riguardato solo la parte greca, nel sud dell’isola, a nord esiste la repubblica turco-cipriota, riconosciuta solo da Ankara. Cipro infatti è divisa in due dal 1974, anno dell’invasione militare turca a seguito del fallito golpe dei nazionalisti greco-ciprioti.
Uno dei primi a complimentarsi per la vittoria è stato Mehmet Ali Talat, presidente della parte turca dell’isola. I due leader si dovrebbero incontrare a breve per avviare le trattative per la riunificazione di Cipro. D’altrone l’Akel, da tempo intrattiene rapporti privilegiati con i sindacati turco-ciprioti, e in passato il neoeletto si è incontrato più volte con il leader turco-cipriota.
Christofias è un personaggio particolare, è stato nove volte presidente del Parlamento e da 20 anni segretario generale dell’Akel. Si è laureato in scienze sociali in Unione Sovietica, si dichiara orgogliosamente figlio della classe lavoratrice, ma ha chiarito immediatamente di non voler cambiare l’economia di libero mercato che vige sull’isola. Molti scommettono su di lui come chiave di volta per sbloccare la situazione cipriota. Il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso ha detto che c’è ora «l’opportunità di superare il lungo stallo sulla questione cipriota» e ha incoraggiato Christofias «ad avviare senza indugi i negoziati sotto l’egida dell’Onu» per «un accordo risolutivo». Sembra che anche sull’altro fronte, quello turco, ci sia un qualche spiraglio per iniziare questa trattativa. Dal muro che taglia in due Nicosia passano questioni diverse ed importanti, anche l’eventuale adesione della Turchia alla Ue. Il muro rappresenta il maggior ostacolo nel processo di adesione della Turchia alla Ue, dal momento che Ankara si è rifiutata di aprire i suoi porti e aeroporti a navi e aerei greco-ciprioti. Si sta creando un clima più disteso anche tra Grecia e Turchia, nell’ultimo incontro tra il premier greco Kostas Karamanlis ed il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan, quest’ultimo aveva espresso ottimismo sulla questione cipriota.
Equilibri e strategie internazionali dipendono molto dall’evolversi delle vicende nelle piccola isola mediterranea(appena 700mila abitanti), che dal 1° Gennaio di quest’anno fa parte dei paesi della zona euro. La pace è un susseguirsi di piccoli passi, nel quadro mondiale anche Cipro è importante e a Bruxelles questo lo sanno.
Il muro di Berlino è caduto grazie alle fine del comunismo nell’Europa orientale, potrebbe ora essere un presidente comunista ad abbattere l’ultimo muro d’Europa.

Federico Nastasi