La commovente storia di un uomo vittima delle discriminazioni e dell’ignoranza

“The forces that unite us are far greater than the difficulties that divide us at present, and our goal must be the establishment of Africa’s dignity, progress and prosperity” – Dr. Kwame Nkrumah.
Si apre così il bollettino d’informazione del Movimento Federalista Africano, nato sulla scorta del Movimento Federalista Europeo che ha visto la luce nel 1941, anno in cui Altiero Spinelli ha redatto il Manifesto di Ventotene- o Manifesto per un’Europa Libera e Unita-.
Esponente di spicco del Movimento Federalista Africano è Jean-Paul Pougala, originario del Camerun e ora piccolo imprenditore che lavora tra l’Africa, Torino e la Cina. Il suo percorso verso la realizzazione personale e professionale è stato tortuoso, a causa delle sue origini, del colore della sua pelle e della “razza” cui appartiene. Tutte le difficoltà che egli ha incontrato per diventare ciò che è adesso- un uomo che ha vinto- sono perfettamente illustrate nel suo libro “In fuga dalle tenebre” (edito da Einaudi), un titolo emblematico, simbolo di una sofferenza tuttavia non ancora finita. Perché l’autore sta ancora scappando dalle tenebre dell’ignoranza, della discriminazione e della lotta per la realizzazione. Perché la voce dell’Africa non è ancora ascoltata. Perché lo sfruttamento selvaggio del suo continente d’origine è ancora presente. Il libro rappresenta il cammino di Pougala verso la “libertà”. E’ la sua biografia, che parte proprio dai primi anni della sua vita. I primi vent’anni infatti li trascorre in Africa, in una piccola comunità patriarcale, poco sviluppata culturalmente, politicamente ed economicamente. Sono anni difficili, caratterizzati da violenze e sofferenze di ogni sorta e, soprattutto dalla presenza del padre rigido che ha sempre frenato la voglia d’indipendenza e di libertà di Jean-Paul. La situazione si evolve negli anni Ottanta, quando Pougala lascia l’Africa per recarsi in Italia, dove studia Economia e Commercio a Perugia. Il soggiorno non è dei migliori, ma l’autore riesce a laurearsi brillantemente. All’interno della sua facoltà, era considerato un genio, ma lui, modestamente, non si reputa tale. Se brillava era perchè molti lo giudicavano inferiore, e quando ti trovi in condizione d’inferiorità, quest’ultima diventa lo sprone per dare il massimo. I suoi sforzi sono stati ricompensati e adesso ha un lavoro che lo soddisfa e lo gratifica, sebbene le discriminazioni non sono ancora finite.
Questo libro, comunque, oltre a voler essere una biografia, è anche un messaggio che Pougala sta mandando all’Europa, affinchè questa adotti delle misure più efficaci riguardo al continente africano, troppo spesso abbandonato e vittima dell’indifferenza delle “grandi potenze”.

Federica Salvo