Nazione: USA

Cast: Hayden Christensen

Samuel L. Jackson

Diane Lane

Durata: 88′

Un ragazzo scopre di avere il potere di teletrasportarsi ovunque, impara a controllare i suoi poteri e vive una vita idilliaca tra viaggi e piaceri: colazione sulla Sfinge di Giza, un po’ di surf alle Fiji, pranzo a New York e poi serata in discoteca a Londra. Tutto meraviglioso, finché non scopre che qualcuno gli è alle costole, e che questo qualcuno vuole eliminarlo.

Fin qui nulla di nuovo, anzi, sembra quasi la trama di un episodio di “Heroes”. Ma il teletrasporto ha sempre il suo fascino, come i viaggi nel tempo: d’altra parte, chi non ha mai sognato di potersi spostare in questo modo, magari con un vezzoso schioccare delle dita? L’argomento, se ben sfruttato, può dare risultati senz’altro interessanti. Può, o potrebbe. Infatti, nonostante le promettenti premesse, “Jumper” non riesce a coinvolgere come avrebbe potuto.

Le scene d’azione e di teletrasporto, naturalmente, sono ben fatte come ormai ci si aspetta dalle produzioni di Hollywood, ma tutto il resto non convince: soprattutto, non c’è intesa fra David e Milly, protagonisti di un’improbabile relazione (dopo non essersi visti per 8 anni!) a margine della fuga dai cacciatori di Jumpers. Di questa guerra secolare, tra l’altro, non viene detto quasi nulla, ed è un peccato, perché qualche flashback storico ad hoc avrebbe reso il film notevolmente più interessante. Più in generale, si ha l’impressione che il film non scavi mai nella storia dei personaggi, restando sempre sul vago. Altro punto dolente sono i molti “buchi” nella trama: non sappiamo cosa succeda al padre di David, che fine faccia l’altro “Jumper”, Griffin, eccetera. Sono talmente tante le questioni lasciate in sospeso che viene da chiedersi se sia già previsto un sequel: pare quasi una moda, quella di confezionare i film sin dall’inizio in modo tale che sia necessario un seguito.

Riassumendo: ottimi effetti speciali, trama superficiale, personaggi poco convincenti (a parte il sempreverde Jackson, e Griffin, ovvero l’inglese Jamie Bell, senz’altro una spanna sopra Christensen) e molte domande senza risposta. Come mix non sembra essere dei migliori.

Tuttavia, il film non è del tutto senza merito: è da apprezzare il fatto che il protagonista non sia il tipico supereroe cauto e responsabile (tipo Spiderman, per intenderci), ma anzi, una volta scoperti i suoi poteri, si dia alla pazza gioia. È molto più veritiero e divertente dei classici ammonimenti sulle “grandi responsabilità” imposte dai “grandi poteri”, ed è il motivo principale per cui “Jumper” si merita la sufficienza.

VOTO: 6