In questi mesi, mentre nel panorama nazionale si consumava la lotta elettorale tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni per la Presidenza del Consiglio, in Friuli Venezia Giulia assistevamo alla sfida tra il governatore uscente Riccardo Illy e Renzo Tondo che ha visto prevalere quest’ultimo. L’imprenditore triestino a capo della coalizione di centro-sinistra (Pd, IdV, Sinistra Arcobaleno, Slovenska skupnost, Cittadini per il Presidente, partito socialista) e l’albergatore di Tolmezzo sostenuto dello schieramento di centro-destra (PdL, Lega Nord, Unione di Centro, Pensionati ) hanno dato vita ad un’interessantissima sfida per la giuda della regione. Per quello che riguarda i programmi c’è da dire che i due candidati hanno deciso di intraprendere due diverse strade. Gli elettori friulani si sono così trovati di fronte a due proposte molto competitive, che promettevano di mettere mano a questioni delicate ed importanti:

Illy, nel suo programma, affermava la necessità di valorizzare prodotti e servizi per il turismo; salvaguardare le produzioni alimentari; nell’ambito sociale: migliorare la rete ospedaliera regionale, incrementare l’occupazione femminile e sostenere le famiglie che hanno in casa diversamente abili o anziani; produrre energia tratta da fonti rinnovabili, ridurre le emissioni dei gas ad effetto serra; rafforzare il sostegno alla ricerca ed infine, nel campo delle infrastrutture completare la copertura della banda larga e costruire la nuova linea ferroviaria transpadana.

Renzo Tondo puntava sul valore della famiglia; le pari opportunità tra uomo e donna; la sicurezza come diritto inviolabile; la diminuzione delle spese della politica; il miglioramento della collaborazione tra il porto di Trieste e quello di Venezia; l’apertura verso i nuovi paesi emergenti come Serbia, Bulgaria, Kosovo, Albania, Macedonia e Bosnia Erzegovina; la diminuzione dell’Irap alle piccole imprese; la salvaguardia del piccolo commercio che negli ultimi anni era stato messo in disparte per dar spazio ai grandi centri commerciali.

Alla fine, lo scorso weekend, i cittadini friulani e giuliani si sono trovati a decidere e, ribaltando le previsioni della vigilia che vedevano Illy favorito, Renzo tondo è risultato vincitore, distaccando di quasi sette punti il proprio avversario. Una sorpresa? NO! Infatti se controlliamo la lista di Tondo ci accorgiamo che il carnico ha potuto godere non solo dell’ appoggio della lega ma anche di quello dell’UdC. Tale aiuto si è rivelato determinante dal momento che ha portato quei sei punti che costituiscono il divario tra le due coalizioni. Certo è che la campagna elettorale del neo eletto governatore non è stata tra le più brillanti considerato che, al primo contraddittorio con Illy, l’esponente del PdL ha abbandonato dopo pochi minuti lo studio televisivo, rifiutando di avere altri faccia a faccia in assenza di spiegazioni sul bilancio regionale.

Bisogna comunque riconoscere che negli ultimi anni la regione si è trovata ad avere un debito maggiore di quello di Sicilia e Calabria, tristemente note per lo sperpero di denaro pubblico. Inoltre, Tondo ha ricordato come la tanto citata crescita del Pil di 2,53 punti negli ultimi 4 anni sia valsa a ben poco dato che le spese di amministrazione sotto la precedente giunta sono arrivate alla metà del Pil regionale. Un’ altra questione di risalto che ha reso impopolare il precedente governatore è quella delle sue apparizioni troppo sporadiche nelle province di Pordenone e Udine, senz’altro ha pesato molto sull’elettorato portando dei voti importanti allo schieramento di centrodestra.

Possiamo dunque dire che la discutibile campagna elettorale di Tondo non è stata influente sulla decisione dei cittadini, ma piuttosto, alcuni errori commessi dalla precedente amministrazione hanno fatto spostare molti voti facilitando così la vittoria dell’albergatore di Tolmezzo.

Infine va segnalato che l’affluenza alle urne ha registrato una notevole impennata: sui 1.092.901 aventi diritto al voto in Friuli Venezia Giulia i cittadini che sono andati alle urne sono stati 790.492, poco più del 72%, un’affluenza superiore di quasi l’8% dalle scorse elezioni del 2003(64,24%).

Ora al neo-eletto presidente spetterà l’arduo compito di guidare la regione in un periodo in cui l’economia non solo italiana ma anche europea fatica a rialzarsi. Non ci resta che augurare a Renzo Tondo un “buon lavoro!” per questi 5 anni che lo vedranno al timone della regione.

Federico Filipuzzi