Anche stamattina, come ormai mia consuetudine, sfogliavo i vari giornali (rigorosamente on-line), sorseggiando l’immancabile caffè. Alla prima pagina de “la Repubblica” trovo l’inquietante scritta: ”Nuovo balzo record della benzina Scajola:”Troppa differenza con Ue”, con tanto di allarme sul prezzo ormai oltre la soglia dei 127 $ al barile. Come sempre si è corso ai ripari; il Ministro ha chiamato i petrolieri, i quali si sono impegnati a fare qualcosa, strette di mano, foto per i giornali e tra un mese tutto come prima. La mia attenzione è subito stata attirata dalle profetiche parole del Ministro sulla differenza tra l’Italia e gli altri paesi dell’UE e, poiché diffido facilmente, ho voluto verificare di persona tale notizia facendomi una passeggiata in Slovenia. Scoperta rivelatrice, il Ministro ha ragione. Senza indugio ho cercato le motivazioni di tale scompenso visto che, a rigore di logica di mercato, all’aumento della quantità domandata, i prezzi dovrebbero diminuire (anche se non è sempre così), ed ho scoperto che in un mirabile documento edito il 17 Marzo del 2004 dalla Camera dei Deputati (http://www.camera.it/_dati/leg14/lavori/stenografici/sed440/pdfbt31.pdf), si evince che il 70% del prezzo della benzina è dato da accise (ovvero imposte) tra le quali figurano 1,90 lire per la guerra di Abissinia (1935); 14 lire per la crisi di Suez (1956); 10 lire per l’alluvione di Firenze (1966); 99 lire per il terremoto del Friuli (1976); 205 lire per la missione in Libano (1983); 22 lire per la missione in Bosnia (1996) e lasciatemi ricordare l’IVA (una tassa sulla tassa) nonché altre ed eventuali tasse regionali. Ovviamente ciò che mi ha fatto allibire sono i prezzi ancora in lire, e non che ad ogni litro si debba pagare anche per la guerra d’Abissinia. Si aggiunga a ciò l’esauribilità della benzina, l’aumento di richiesta da parte di Cina ed India, la mancanza di nuovi pozzi di petrolio (non si fanno più ricerche dalla seconda metà degli anni ’70), le  macchine ormai obsolete, le guerre, i pozzi bruciati per ritorsione e chissà quali e quanti altri fattori. Fortunatamente ho un’auto a GPL (0,65 € al litro) ma nonostante tutto anch’esso aumenta. Così, alla ricerca forsennata di modi per risparmiare sul carburante, possibilmente anche biosostenibili, trovo che è addirittura possibile sfruttare l’olio degli scarti industriali per ottenere energia combustibile. Ciò vuol dire che posso fare il pieno andando dal McDonald’s (http://www.greasecar.com/). Altro esito della mia ricerca è un libro Economia all’idrogeno (Mondadori 2002)  di Jeremy Rifkin nel quale l’autore sostiene che anche l’idrogeno può essere usato come combustibile (lo hanno usato per le bombe…), ed essendo questo presente in natura (l’aria è composta all’80% di idrogeno) gli unici costi da sostenere sarebbero di natura tecnica, ovvero di trasformazione. Con estremo piacere campanilistico vengo a sapere che in Puglia è partita (o dovrebbe) la costruzione di cinque distributori di idrometano, una miscela composta dal 70 per cento di metano e dal 30 per cento di idrogeno. In ogni provincia della Puglia sarà così possibile fare il pieno scegliendo fra tre opzioni: idrogeno puro, idrometano e metano (http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/ambiente/rifkin-idorgeno-italia/rifkin-idorgeno-italia/rifkin-idorgeno-italia.html).  Ma la Puglia non è l’unica oasi dove sarà possibile fare il pieno di idrogeno. Molte sono le stazioni che erogano idrogeno in Italia; la prima è stata nell’area di servizio Agip di Grecciano, nel Comune di Collesalvetti, sulla carreggiata nord della Firenze-Pisa-Livorno. Non contento di questo cerco di capire che tipi di macchine sono e chi può essere l’acquirente medio.  La prima notizia che ottengo è che Roberto Formigoni il primo ottobre scorso aveva ricevuto una BMW Serie 7 Hydrogen dalle mani dell’amministratore delegato di Bmw Group Italia, e come se non bastasse ha recentemente ricevuto dall’a.d. di Toyota Motor Italia Massimo Norberto le chiavi di una auto blu Lexus LS600h (http://blog.panorama.it/autoemoto/2008/02/26/a-roberto-formigoni-piace-lidrogeno-ma-anche-librido/). Nel proseguire le mie ricerche, cercando di dare maggior enfasi all’articolo stesso,  leggo che il 7 Agosto 2002 sono stati promessi 1,2 miliardi di Euro per un progetto governativo di un motore totalmente ecologico per ridurre l’inquinamento atmosferico, da parte di George W. Bush.
Pago della scoperta dell’animo ambientalista di Bush figlio, una domanda mi assilla: ma Kyoto?

Giovanni Armenio