La satira, secondo la Corte Costituzionale, è pietra angolare dell’ordine democratico. La sua scomparsa dai mass media, dove è simulata dallo sfottò, ne sancisce la latenza voluta proprio per la sua pericolosità, dato che mina l’identità stessa di chi colpisce, smitizzandolo e umanizzandolo: devastante per chi fa affidamento sul carisma.

La satira castigat, ridendo mores dunque perché non usarla per la protesta studentesca, invece di dare un titolo a chi si contesta, riconoscendoglielo per il solo fatto di contestarlo; infatti, buggerando il governo riguardo la finanziaria e l’opposizione riguardo il cavalcare la protesta studentesca di fatto non politica, mostrandosi smaccatamente concordi si delegittimerebbe l’autorità perché si incrina il suo riconoscimento. Se qualcuno dirà per questo che non si cerca il dialogo noi dunque si andrà in piazza a mezzodì a cercarlo con un lanternino in testa.