“Noi siamo qui, oggi, per affermare il fatto che l’università è il luogo dove si impara il pensiero critico, dove si cerca di capire quello che ci circonda”. Con queste parole il Magnifico Rettore Peroni ha motivato l’assemblea di Ateneo del 30 ottobre, in Piazzale Europa, convocata per discutere della legge 133 e dei tagli all’università. Il mese che ci siamo lasciati alle spalle, in effetti, è stato carico di eventi importanti, dalla crisi economica alla riforma scolastica, fino alle imminenti elezioni americane. Un mese impegnativo per chiunque. In questa situazione, Sconfinare ritorna dopo la pausa estiva, per dare ancora una volta voce a tutti gli studenti del Sid. In questo contesto, possiamo fare nostre le parole del Magnifico Rettore: Sconfinare non è, non deve essere, un “giornalino”; esso è piuttosto un tentativo che noi studenti facciamo per capire e interpretare il mondo in cui viviamo. Può essere un punto di vista imperfetto, può essere soggettivo; ma è pur sempre un mezzo per dare voce ai nostri pensieri, per creare dibattiti, confronti, anche all’esterno, per esercitare quel “pensiero critico” che l’università deve dare come prima cosa, e che ultimamente è seriamente messo in pericolo. E’ quindi importante, ancora più di prima, che tutti partecipino, che tutti coloro i quali hanno qualcosa da dire la dicano, senza timore; la forza di Sconfinare sono proprio i suoi lettori, perché è da essi che prende linfa e idee ogni numero. E’ un giornale fatto DA studenti PER gli studenti. Certamente poi cerca di diffondersi nel territorio di Gorizia e Nova Gorica, e anche oltre, e in questo aspetto sta avendo un sempre maggiore successo; ma la base su cui poggia è il corpo studentesco. Senza la partecipazione massiccia del Sid nel suo insieme, perde il suo significato. E’ un compito impegnativo, ma ricco di soddisfazioni; ed è sempre più necessario oggi, se non altro come atto di “Resistenza”. Non potremo fare molto contro chi ci vuole togliere la possibilità di studiare, capire e ragionare liberamente, ma è comunque un segno, la cui forza dipende dalla partecipazione di tutti. Per dimostrare al mondo fuori dall’Università che siamo altro rispetto a facinorosi svogliati, come i media hanno descritto gli studenti universitari manifestanti in questi ultimi giorni. Buona lettura!

Giovanni Collot

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