Storia di polli nati negli ’80 oggi rigettati fuori dallo scaffale musicale

Piacere, mi presento: sono una ventenne che una volta, ahimè, rientrava nel target di Mtv Italia ma oggi forse si sente un po’ troppo vecchia per Amici e TRL; sono un perfetto prodotto di Tmc2 Videomusic e Viva ReteA, sono stata nutrita ed allevata per essere il succulento bocconcino di musica pop inscatolata a breve scadenza. Ignoro cosa sia una chiave di do e raramente mi accorgo delle stonature (ancora oggi porto i segni del trauma di quando “l’amico esperto” disse che Jovanotti aveva una pessima voce a detta di chiunque). Conclusa la doverosa presentazione possiamo finirla di parlare di me e passiamo per lo meno ad una prima persona plurale: Noi,
i polletti 10+ della macelleria musicale, Noi con le ali tarpate per vivere nelle gabbiette delle rotazioni musicali, Noi siamo molti, almeno metà degli anni ’80 ci hanno visti nascere, ma siamo ancora stuzzichevoli come una volta? Voi, membri del pollame come me, vi sentite ancora un piatto pieno di attenzioni pubblicitarie o siamo finiti nella merce al 50% ormai vicini alla scadenza? So che Noi siamo numerosi, lo vedo al Karaoke del giovedì sera quando qualche buon vecchio pezzo anni ’90 fa sempre capolino, e so che siamo stati fedeli quando nel post-infanzia Loro ci hanno covati -anche se non siamo stati appassionati sicuramente tolleravamo senza allergie le loro banalità cantate su ritmi noiosamente uguali- e so che siamo stati ubbidienti quando iniezioni di vitamine Britney e 883 scorrevano lungo le nostre vene, e ora? E ora, almeno da un paio d’anni, sentiamo per la prima volta musica che persino il nostro senso critico assuefatto ad ormoni pop percepisce come “brutta”, c’è qualcosa che non va… Quale strana nuova sensazione risale le nostre piumette invecchiate, siamo costretti a rigettare fuori ritornelli talmente scemi persino per polletti imboccati come Noi con ciò che era considerato “il peggio”, cosa sta succedendo?

Ci stanno forse punendo? Forse le fantomatiche major, Loro, hanno scoperto che più o meno tutti nell’età della quasi-maturità siamo stati infettati dal fratello grande o dal papà da quell’ aviaria “musica impegnata” covandone ancora oggi il virus? Ma infondo non era un così grosso tradimento da meritare tale condanna, perché producono note per Noi inascoltabili? Cosa veramente ci ha escluso da una bella fetta del ricco mercato commerciale?

Allora nella piccola gabbietta d’allevamento cerco di risalire nei ricordi del mio imbarazzante passato musicale per capire cosa è successo, che male ho fatto, e sovviene l’illuminazione…

Forse Loro ci vogliono castigare perchè l’unico disco che possediamo è il nostro disco rigido con Gb di musica più o meno legalmente scaricata? L’ultimo disco originale che ricordo, in effetti, risale ai tempi di quand’ero appena uscita dall’ovetto, e ora che sono un pollo grande e grasso cosa posso offrire a Loro? Facendomi due conti in tasca, oltre a qualche concerto, non credo di aver dato grosse soddisfazioni finanziarie ai miei educatori poppettari, mi giungono voci statistiche di come lo stipendio medio di un laureato si aggiri sui mille euro, insomma una cifra del genere non se la fila nessuno, Loro non cercano neanche più di attaccarla, di persuadermi a comprare, sono una pietanza ormai fredda, povera me!

Noi, brandelli di pollo rimasti orfani non possiamo competere con i nuovi arrivati: i tredicenni, carne fresca e redditizia che stuzzica molto di più l’appetito e i portafogli. La nostra bistecchina ammollita dal tempo sarà forse buona per quelle collane di Mediashopping (in 96 dischi tutta la musica anni 60-70-80-90) niente a che vedere con dischi originali, cartelle, diari, spille, borsette, e gadget-vari-che-paga-papà che fanno tanto rizzare le piume ai novellini polli…

Allora sconsolata cerco qualche conferma della mia teoria nel web: Marco Carta vincitore di Amici ha vinto un disco d’oro e un disco di platino, un suo singolo ha venduto più di 70.000 copie; i Sonohra hanno vinto un disco d’oro e un disco di platino e l’album d’esordio ha contato 75.000 copie vendute; i Finley hanno ricevuto ben tre dischi di platino, e poi i Dari, i Lost, per non toccare poi il capitolo TokioHotel – una chilometrica pagina di Wikipedia è dedicata esclusivamente ai loro dischi vinti di varie leghe metalliche- così provo un senso di stordimento e mi ritrovo a tirarmi il collo da sola in un vano tentativo di poll-omicidio, “tanto chi mi si compra più…”.

Quindi è ufficiale, se la tv ancora ci stordisce di mangime a basso prezzo la musica ci sta trascurando, siamo in fase di disintossicazione pollame over 20 escluso dalla fetta di torta che guadagna, non resta che goderci gli effetti benefici sul nostro organismo ammuffendo sullo scaffale dei fuori target in scadenza.

Gabriella De Domenico

gabriella.dedomenico@sconfinare.net

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