Regia: Ridley Scott.

Cast: Leonardo di Caprio, Russell Crowe, Mark Strong, Golshiften Faranani, Oscar Isaac. «continua

Ali Suliman, Alon Abutbul, Vince Colosimo, Simon McBurney, Mehdi Nebbou, Michael Gaston, Kais Nashif, Jamil Khoury, Lubna Azabal, Ghali Benlafkih

Titolo originale: Body of Lies.

Drammaticao, durata 128 min.

USA 2008 – Warner Bros.

Dopo “I diamante di Sangue” Leonardo di Caprio torna alla ribalta, questa volta non in Africa ma nel Medio Oriente, vestendo i panni di Roger Ferris, agente CIA incaricato di raccogliere informazioni per l’agenzia. Capo generale dei servizi segreti è Hoffman – un convincente Russell Crowe – che interpreta la parte del padre di famiglia americano tutto casa e lavoro. In maniera forse un po’ caricaturale, Hoffman passa la giornata al telefonino e svolge tutte le attività del buon padre di famiglia – come accompagnare i bambini a scuola – mentre pacatamente ordina ai suoi uomini di sacrificare vittime in nome della libertà e della sicurezza del mondo. Terzo, geniale, personaggio centrale nella storia è il capo dei servizi segreti girordani, Hani Salama, elegantissimo, sicuro di sé, signorile e sempre impeccabilmente vestito.

Tratto dal romanzo del columnist del Washington Post David Ignatius e sceneggiato da William Monahan, “Nessuna verità” nelle mani di Ridley Scott diviene un gioco di prospettive e punti di vista. Sullo sfondo degli attentati terroristici in Europa, e della guerra di intelligence nel Medio Oriente, Ferris (Di Caprio) è il punto di vista interno, Hoffman è quello esterno e globale e Hani è li sguardo sia esterno che interno ma concentrato sul locale. Ferris, che parla correntemente l’arabo, ha una capacità innata di districarsi sul territorio e raccogliere informazioni e rischia la vita in ogni volta che è impegnato in un’operazione. Perennemente escoriato, rincorso da cani e proiettili, Ferris vive sulla sua pelle gli sforzi per portare allo scoperto il pericoloso terrorista Al-SAleem, e tra i vari personaggi sembra essere l’unico a possedere scrupoli morali e capacità affettive. Hoffman è invece l’opulento e tracotante capo dell’agenzia americana e gestisce tutta la guerra in mediaticamente tramite cellulare e satellite. L’occhio vigile del “grande fratello” è sempre presente e gli schermi della sala di controllo trasformano in spettacolo la tragicità umana delle vicende di Ferris, che ad un certo punto del film si trova addirittura cosparso di pezzi di ossa di un suo amico dilaniato da una esplosione. Hoffman, forte della distanza e della sua missione di paladino della giustizia non possiede la stessa rotondità emotiva di Ferris e gestisce le operazioni come una grande partita in cui è necessario sacrificare le pedine per dare scacco all’avversario. Hani, il capo dell’intelligence Giordana è invece un boss completamente diverso, molto più preoccupato a mantenere il potere nel proprio feudo che a salvaguardare un qualche ordine o controllo globale. Pur essendo il vertice di un corpo di spionaggio – e disponendo quindi di una visione d'”insieme” o dall’alto – Hani è pur sempre un giordano e la sua prospettiva si colloca a metà tra l’uomo della ribalta – Ferris – e il grande burattinaio – Hoffman. Anche le procedure operative dei servizi segreti rispecchiano questa diversa impostazione prospettica: mentre gli americani gestiscono tutto via telematica tramite cellulare e schermo, i giordani si affidano agli informatori e agli infiltrati e alla fine la loro strategia di dimostrerà vincente. La pellicola non perde quindi l’occasione di sottolineare che la tecnologia, per quanto innovativa ed avanzata dà solo l’illusione del controllo e non può che soccombere alla conoscenza del territorio al vecchio passaparola.

Nessuna verità è quindi una spy-story di menzogne e tradimenti incrociati, sapientemente costruita tramite il contrasto di prospettive, e intrecciata a una pallida vicenda di amore tra Ferris e una dottoressa giordana. Un saggio di relativismo etico e morale, che non cede alle facili tentazioni di buonismo americano o alla retorica semplificata del bene contro il male. Un cast di buon livello, una fotografia piacevole senza abuso di effetti speciali e una trama coinvolgente ne fanno una pellicola decisamente gradevole. Voto della redazione: otto e mezzo.

Francesco Gallio
francesco.gallio@sconfinare.net

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