In questo momento ascolto i Ramones a palla e spero proprio che ai miei vicini stia dando terribilmente fastidio. Diavolo, spero sia la cosa più fastidiosa che abbiano mai ascoltato in assoluto in vita loro. Così fastidiosa da non riuscire a studiare, a guardare la tele, a leggere il giornale o a parlare di soldi e di politica. Anzi, spero che chiamino pure la pula per schiamazzi notturni. Anche se non sto schiamazzando, si chiama punk, fatti una cultura! e tecnicamente sono, ehm, le quattro di pomeriggio. Ma non cerchiamo il pelo nell’uovo. Perché una cosa del genere manca davvero nel mio curriculum. Altro che stage o roba così. Io parlo delle cose che contano sul serio, metti che poi alla Rock And Roll High School la richiedano una multa per schiamazzi, non voglio per nulla farmi trovare impreparato. Già comincio ad essere vecchiotto e questi dettagli ti penalizzano, avrei dovuto fare la primina anch’io come tutti e saltare un paio di classi e prendermi avanti per tempo, invece di cazzeggiare. Competizione! Che magari va a finire che qualche pischello dell’ultima ora mi passa davanti in lista perché ascoltava il suo stereo a un volume più alto di quanto non facessi io. Non lo tollererei.

Insomma. Spero proprio che qualcuno qui fuori non riesca a sopportarmi per nulla, e men che meno quando ascolto i Ramones. Spero proprio che l’hostess dell’Alitalia che vive sopra di me non riesca a riprendersi dal suo turno di notte, già gli dava fastidio la chitarra acustica quando suonavo Bach, figuratevi questo. Spero che nessuno riesca a portare avanti alcunché (“portare avanti”, che espressione tremenda). Spero che non riescano più a lavarsi, a farsi una doccia o tingersi i capelli o tagliarseli o a farsi il riporto, a prendere integratori vitaminici, a seguire diete equilibrate, organizzare riunioni o leggere l’agenda o radersi o fare sport. Spero che nessuno sia capace di preparare il modulo e di pagare le tasse (soprattutto questo!), contrarre il mutuo (io spero di vaccinarmi) o prendere numeri per mettersi in qualche coda, una delle tante. Spero che i padri non possano padrizzare e le madri non possano madrizzare, così finalmente i bambini riusciranno a fare i Bambini. Spero che nessuno riesca ad ascoltare il proprio medico e meglio ancora l’avvocato o il commercialista, (per non parlare poi dei notai che sono i peggiori di tutti: almeno gli altri qualcosa del loro ci mettono, non solo la firma). Spero che per una volta tutti smettano di perdersi in stronzate e che, se non altro, per un istante si guardino negli occhi prima di decidere cosa fare prima di tirare le cuoia come ogni Comune Mortale. A quel punto spero che facciano spallucce e si accendano una sigaretta e poi un’altra e rimangano ad ascoltare, che escano in strada visto che c’è il sole o magari che se ne finiscano tra le lenzuola una buona volta, insomma gente! E’ lunedì e guardate che sole! E infine spero che vengano a bussarmi alla porta per farmi smettere. Non sentirei nulla, figuriamoci, divento ogni giorno più sordo quando qualcuno bussa e non mi dispiace per niente. Mi sa proprio che dovrebbero buttarla giù a spallate, e sapete cosa gli direi una volta che fossero qui in casa mia, davanti a me che scrivo al computer, prima ancora che possano aprire bocca? La birra è nel frigo, e ce n’è per tutti.

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