La Umma Ridente 

Siamo gentilmente, cordialmente se non financo irenicamente invitati ad esprimere il nostro dissenso. Blog e conferenze non sono certo inutili, ma se nella realtà quotidiana questo viene ripetutamente mortificato, permetteteci di esser un po’ – almeno un po’- sfiduciati.  Pensavamo che la parola fosse uno strumento importante per esprimere le proprie opinioni. Uno strumento per essere compresi e ascoltati. Ci abbiamo provato. Il risultato signori?! Zero! Nulla! Il vuoto! Figurarsi, si trattava di richieste semplici di studenti semplici, nella norma … l’unica sfiga è quella di appartenere ad un curriculum fuori dalla norma.

Ma procediamo per punti. 

  • Orari di 12 ore al giorno sono un po’ pesantucci, se di cognome non fai Stachanov. Anche i lavoratori han conquistato le 8h! E non lavorano il sabato. Noi sì. Fino alle 14. (Dalle 8). E con un’ora di ubiquità … le più stimolanti! E non è l’unico caso alla settimana. Forse oltre ai soliti epiteti di “extraterrestri”, “extracomunitari” dovrebbero aggiungere “extraordinari funamboli”!

 

  • I docenti a contratto (l’ORGOGLIO del nostro corso, giusto?!) non sanno neppure il programma da svolgere. Non sono informati su come gestire gli orari che si accumulano tutti al 2° semestre. E chiaramente al venerdì e al sabato! È così difficile trovare dei contrattisti per un polo d’ “eccellenza”? Senza contare corsi (e professori) giudicati di serie A e di serie B … ovviamente A si sovrappone a B ma B non ad A, nemmeno se A è terminato! Sembra una barzelletta, ma …

 

  • Non parliamo poi della stima di cui gode il curriculum presso professori e compagni. Qualcuno ancora si stupisce della nostra esistenza! E grazie della vostra solidarietà! È un peccato, soprattutto perché da quest’anno si è manifestato un certo interesse per il nostro curriculum e per i corsi che seguiamo, invertendo la tendenza degli anni passati.

 

MALI COMUNI. MEZZO GAUDIO? 

  • Ci dispiace infierire sull’organizzazione della segreteria, ma non ci rendono certo la vita più facile. Se gli orari, l’inizio dei corsi e le date degli esami uscissero per tempo potremmo esercitare meglio il nostro dono dell’ubiquità (vedi sopra).

 

  • Inoltre, se ad una conferenza non ho voglia di andare perché non mi interessa, gradirei che nessuno mi ci forzasse solo perché fa brutta figura. La prossima volta si preoccupi di fare qualcosa di utile ai destinatari (gli studenti, si suppone) e non agli organizzatori. Anche se è estremamente di moda qui da noi! Se ci sono tutti questi soldi (o lo fanno per beneficienza!?) perché non utilizzarli in maniera più razionale? Ci risulta che alcuni corsi di quest’anno siano stati attivati coi fondi studenteschi, mentre le casse universitarie piangevano … Senza contare che per le conferenze indette dalle “autorità” si ferma il mondo e fiumane di scolaretti, con cartelle e in fila per due sono convogliati ad ascoltare le perle degli adulti. Al contrario, quando qualche studente si arroga il diritto di organizzare qualcosa … che si aspetta?! Striscioni sul corso? Che si trascurino importanti lezioni solo per lui? E che ritorno si avrebbe? Se ti interessa, attaccati! Prenditi le tue responsabilità. Ma allo stesso tempo vogliono che seguiamo le conferenze. Cioè, non tutte. LE conferenze. “Perché vi offriamo anche succose opportunità d’apprendimento extracurriculari!”

 

Finora abbiamo chinato la testa, ma siamo arrivati al culmine. Ora non siamo più bambini e abbiamo il diritto e il dovere di arrabbiarci. Le lamentele sappiamo che non portano da nessuna parte, ma troppi muri ci son stati eretti contro. Scusateci le male parole, ma la cortesia abbiam visto non paga. Fateci almeno sfogare. 
 

IL PRIMO ANNO SEE