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Verrà presto il tempo di ricominciare a scrivere. Per molti è già arrivato. Il prossimo numero di Sconfinare è già in preparazione e verrà pubblicato entro la fine di gennaio. Per evidenti motivi accademici, non credo vi aspetterete una edizione di febbraio. Quindi l’appuntamento per il prossimo numero è per Marzo 2009.

Una buona lettura e in bocca al lupo per gli esami da tutta la redazione di Sconfinare.

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“Nel mondo siamo conosciuti anche per qualcosa di negativo…

Quelle che voi chiamate piaghe… Una terribile, e lei sa a cosa mi riferisco: L’Etna, il vulcano, ma è una bellezza naturale… Ma ce ne un’altra grave che nessuno riesce a risolvere, lei mi ha già capito… La Siccità… la terra brucia e sicca, una brutta cosa… Ma è la natura… e non ci possiamo fare niente…

Ma dove possiamo fare e non facciamo, perché in buona sostanza, purtroppo non è la natura ma l’uomo… dov’è? È nella terza di queste piaghe che veramente diffama la Sicilia e in patticolare Palemmo agli occhi del mondo… ehh… lei ha già capito, è inutile che io gli lo dica… mi veggogno a dillo… è il traffico!!! Troppe macchine! è un traffico tentacolare, vorticoso, che ci impedisce di vivere e ci fa nemici famigghia contro famigghia, troppe macchine!”

Così parlava della sua Sicilia lo “zio avvocato”, il personaggio uscito dalla penna di Cerami e Benigni per il film Johnny Stecchino.

Entro in Sicilia nel modo migliore: sorvolandola. La scorgo in tutto il suo splendore mentre l’ Etna comincia a riempire la scena senza sembrare per niente una piaga. Vedo gli stessi orti, frutteti, vigneti solcati dalla lava, che Piovene aveva visto nel suo Viaggio in Italia cinquanta anni fa. Le cose saranno cambiate?

Conosco la Sicilia attraverso il suo traffico, la piaga delle piaghe. Il traffico che ci porta a Catania e che ci accompagna per tutta la città. Anche l’ Etna non ti lascia mai e ti intimidisce. Ti guarda dalla via Etnea, la Broadway del mezzogiorno, con lo sguardo dei Ciclopi che ancora là sotto lavorano alla forgiatura delle saette di Zeus. Catania accoglie il freddo nordico nel suo vortice di colori e voci esagerate a cui presto mi abituo con piacere. Accompagnato dai tre siciliani (ma precisiamolo pure che due di loro, pur essendo immigrati intranazionali, non hanno perso un pizzico di sicilianità!) il mio battesimo avviene con il caffè più entusiasmante di tutta la vita: una crema che è ancora più piacevole non zuccherata.

Seguendo i filari di aranci ci muoviamo verso la costa tirrenica, verso il panorama delle isole Eolie.

Si deve dare una certa ragione al geografo arabo
Idrisi quando scrive che “non esiste terra né paese più bello ed emozionante di Milazzo”. Vi si respirano tutti i popoli che in questa cittadina hanno lasciato traccia: greci, romani, arabi e tedeschi. Il castello, con le sue sette cinte murarie di altrettante epoche, domina sul mare; si vedono le Eolie là a sinistra e Capo Milazzo ci abbraccia a destra, con i suoi profumi di erica, mirto e ginestre. Febbraio non ci concede il piacere di un bagno salato. L’ acqua è ancora troppo fredda e mossa. Allora mi accontento di riempirmi i polmoni con il vento del sud. Il mare, in controluce, prende il colore del peltro.

A Milazzo si può conoscere chi investe la propria vita nella lotta alla piaga che lo “zio” evita di nominare. Riccardo Orioles fa parte del movimento antimafia da sempre. Comincia negli anni settanta, lavorando nelle radio libere e nei giornali locali. Con Giuseppe Fava, ucciso una sera del 1984,  fonda il mensile “I Siciliani”, coraggioso e deciso nei toni, si espone a molti rischi. Malgrado le difficoltà, Riccardo continua nel suo importante lavoro di informazione trasparente: pubblica periodicamente la “Catena di San Libero”, alla quale vi invito ad iscrivervi per supportare il lavoro di un grande giornalista che della controinformazione in rete ha fatto il suo punto di forza, una persona che ha mantenuto lo spessore delle sue scelte e non si è abbassato agli sfavillii dei grandi media nazionali.

Messina è rimasta un vivaio di medici. In prossimità della facoltà di medicina, è tutto un formicaio di camici bianchi. Ho la fortuna di seguire una lezione in questa facoltà, tristemente famosa per aver cominciato il tango dello scandalo dei quiz di ammissione di due anni fa. Vedo i volti dei raccomandati, gli stessi che giravano in tivù, e penso che i messinesi non potranno più brillare nella professione più classica.

Dalla casa in cui passiamo la notte distinguo le luci della costa calabrese e immagino il ponte sullo stretto e i treni che vi sfrecciano sopra e che raggiungono velocemente l’ Italia continentale e provo a farmi spiegare da qualcuno quale sarebbe la differenza tra la Sicilia con il ponte e la Sicilia senza.

Il giorno successivo, il treno è in orario e non ci sono particolari problemi a raggiungere velocemente l’ altra sponda.

La sensazione di essere stato in mezzo a gente che mi pare di aver sempre conosciuto accompagnerà per sempre i ricordi della mia prima esperienza siciliana. Il treno saltella e mi concilia il sonno.

Alessandro Battiston

schlagstein@gmail.com

“Noi siamo qui, oggi, per affermare il fatto che l’università è il luogo dove si impara il pensiero critico, dove si cerca di capire quello che ci circonda”. Con queste parole il Magnifico Rettore Peroni ha motivato l’assemblea di Ateneo del 30 ottobre, in Piazzale Europa, convocata per discutere della legge 133 e dei tagli all’università. Il mese che ci siamo lasciati alle spalle, in effetti, è stato carico di eventi importanti, dalla crisi economica alla riforma scolastica, fino alle imminenti elezioni americane. Un mese impegnativo per chiunque. In questa situazione, Sconfinare ritorna dopo la pausa estiva, per dare ancora una volta voce a tutti gli studenti del Sid. In questo contesto, possiamo fare nostre le parole del Magnifico Rettore: Sconfinare non è, non deve essere, un “giornalino”; esso è piuttosto un tentativo che noi studenti facciamo per capire e interpretare il mondo in cui viviamo. Può essere un punto di vista imperfetto, può essere soggettivo; ma è pur sempre un mezzo per dare voce ai nostri pensieri, per creare dibattiti, confronti, anche all’esterno, per esercitare quel “pensiero critico” che l’università deve dare come prima cosa, e che ultimamente è seriamente messo in pericolo. E’ quindi importante, ancora più di prima, che tutti partecipino, che tutti coloro i quali hanno qualcosa da dire la dicano, senza timore; la forza di Sconfinare sono proprio i suoi lettori, perché è da essi che prende linfa e idee ogni numero. E’ un giornale fatto DA studenti PER gli studenti. Certamente poi cerca di diffondersi nel territorio di Gorizia e Nova Gorica, e anche oltre, e in questo aspetto sta avendo un sempre maggiore successo; ma la base su cui poggia è il corpo studentesco. Senza la partecipazione massiccia del Sid nel suo insieme, perde il suo significato. E’ un compito impegnativo, ma ricco di soddisfazioni; ed è sempre più necessario oggi, se non altro come atto di “Resistenza”. Non potremo fare molto contro chi ci vuole togliere la possibilità di studiare, capire e ragionare liberamente, ma è comunque un segno, la cui forza dipende dalla partecipazione di tutti. Per dimostrare al mondo fuori dall’Università che siamo altro rispetto a facinorosi svogliati, come i media hanno descritto gli studenti universitari manifestanti in questi ultimi giorni. Buona lettura!

Giovanni Collot

giovanni.collot@sconfinare.net

Pubblichiamo la mail dell’amico Vito Todeschini, uno dei rappresentanti degli studenti della facoltà di giurisprudenza di Ferrara “per capire la questione riguardante la trasformazione in fondazione delle università e i tagli ai finanziamenti della legge 133/2008 (conversione del decreto legge Tremonti)”.

“In particolare consiglio il power point del prof. Nappi che trovate al secondo link (sito dell’università di Ferrara). Bastano 10 minuti ed è molto chiaro.”

Testo della legge 133/08. In particolare vanno consultati gli artt. 16(Fondazioni) e 66(Tagli ai finanziamenti):
http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm

Pagina Unife sul decreto, con interventi dei vari soggetti:
http://www.unife.it/comunicazione/materiali/manovra-economica-2008-e-universita-di-ferrara/relazioni-assemblea-generale-di-ateneo-8-luglio-2008/

Piattaforma dell’UDU:
http://digilander.libero.it/Officina_unife//Varie/piattaforma%20l_%20133.pdf

Sito dell’UDU in cui possono trovarsi le posizioni di diversi Atenei e soggetti universitari:
http://web4.managed196.serverclienti.com/index.php?option=com_content&task=view&id=173&Itemid=59

Sito di RUA in cui sono reperibili diverse rassegne stampa:
http://www.ruaferrara.it/index.phtml?id=46

Last but not least:
http://officina-unife.blogspot.com

Grazie Vito!

Da Federico Nastasi, Studenti in Movimento

Come vi avevamo promesso in anteprima,
martedi 28 ottobre alle ore 16.00 in aula magna si terrà un’assemblea studentesca per capire come cambierà l’università pubblica italiana
se il disegno del governo dovesse diventare effettivo.
Credo ci siano seri motivi di preoccupazione da parte di tutti gli studenti universitari, indipendentemente da ciò che avete votato alle ultime elezioni: si tratta di ricostruire l’università, riconsiderare l’assunto dell’istruzione pubblica e fare tutto questo con tagli di finanziamenti statali che arriveranno a 445 mln di euro nel 2013.
Per questo vi invitiamo a partecipare numerosissimi, bisogna essere in tanti per parlarsi, capirsi e spiegare le nostre ragioni all’esterno. Per questo i prof sono stati invitati a sospendere le lezioni e partecipare all’assemblea.
Se vi interessa il sole 24 ore ha pubblicato una “vademecum” sulla finanziaria e sul decreto gelmini.
ci vediamo martedì,
vi prego di far girare questa mail
buone cose

Federico

Se cominciavate ad annoiarvi non temete! Sconfinare ricomincia la sua attività tra pochi giorni! Il prossimo numero coinciderà con l’inizio delle lezioni, un appuntamento per salutare il nuovo anno!

Siete tutti invitati a partecipare alla prossima riunione! Volete esprimere una idea? Volete proporre un vostro articolo? Siete promotori di un progetto? Il giornale è aperto a qualsiasi contributo.

E quando dico qualsiasi, intendo QUALSIASI! Ognuno può chiedere di essere pubblicato! Fatevi avanti dunque. La riunione si terrà il 24 settembre alle 12 in Torretta (VI piano, Polo universitario goriziano,  Università di Trieste, in via Alviano – Gorizia).

Un saluto a tutti e a presto.

Settembre, il mese della fine dell’estate, della vendemmia, della burocrazia e degli esami d’ammissione.

Ogni anno, ogni rientro dalle vacanze, ci si scontra inevitabilmente con questo signor Settembre. E bisogna farci in qualche modo i conti. Bisogna finire quello che è rimasto in sospeso prima delle vacanze e prima che (ri)comincino le lezioni, ci sono sempre le domande e bollettini da pagare e controllare, ci sono gli ultimi esami dell’anno da completare e ci sono anche gli esami d’ammissione.

Per questi ultimi fortunati è stata l’estate della maturità e della fine del liceo, delle vacanze veramente meritate e la vostra prima estate da “maggiorenni e maturi”. Ora scordatevi i 3 mesi estivi di libertà, appartengono al liceo, qui in estate si suda sui libri, e solo chi è stato veramente bravo può forse gustarsi le vacanze a partire da luglio.

Per l’esame di ammissione al SID 2008 si parla di circa 240 candidati, per 120 posti disponibili. Ottimi numeri, considerando il calo dei candidati nei due anni precendenti. Ma quest’anno ci sarà una novità ad accompagnare i candidati all’ammissione al SID, uno sportello informativo organizzato dall’ASSID (Associazione Studenti di Scienze Internazionali e Diplomatiche) con la collaborazione di tutte le Associazioni Studentesche presenti a Gorizia, per consigliare e informare i candidati, i “Futuri Studenti Universitari”, nel loro ingresso nel mondo dell’università.

Buon rientro dalle vacanze, in bocca al lupo per gli esami e buon inizio del nuovo anno accademico!

Scarica il Foglio Informativo dell’ASSID

Diego Pinna

Conferenza dell’Ammiraglio di Squadra Ferdinando Sanfelice di Monteforte,

Rappresentante d’Italia presso il Comitato Militare della NATO

di Andrea Frontini  e Federico Vidic

L’Ammiraglio di Squadra Ferdinando Sanfelice di Monteforte, Rappresentante d’Italia presso il Comitato Militare della NATO a Mons (Belgio), è stato ospite, lo scorso 18 Aprile 2008, del Corso di Laurea in Scienze Internazionali e Diplomatiche di Gorizia.
L’evento, tenutosi presso l’Aula Magna del Polo Universitario Goriziano dell’Università di Trieste, è stato promosso e supportato dalla nascente sede goriziana del Comitato Atlantico Giovanile del Friuli Venezia Giulia, componente universitaria locale dell’Atlantic Treaty Association (ATA), che, nata nel 1954 all’Aja, promuove da più di cinquant’anni le tematiche legate alla NATO, alla sicurezza internazionale ed alle relazioni transatlantiche all’interno delle istituzioni della società civile.
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Voto: 8 1/2
Nazione: USA
Cast: Jim Sturgess
Kevin Spacey
Kate Bosworth

Durata: 123’

Basato su una storia vera, “21” segue le vicende di uno studente ventunenne del MIT, Ben Campbell (Jim Sturgess), che si trova a far parte di un pugno di “genietti” matematici della sua università dediti a sbancare i casinò di Las Vegas al blackjack. A condurre il gruppetto c’è il losco professor Micky Rosa (Kevin Spacey), che ha elaborato un sofisticato sistema di conteggio delle carte fatto di gesti e parole-chiave. Il piano funziona alla grande, almeno inizialmente, ma il timido Ben si trova presto trascinato dalla sete di soldi, in contrasto con le sue intenzioni iniziali di smettere non appena raggiunta la somma necessaria per pagarsi gli studi.
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“In Eretz Israel (terra d’Israele) è nato il popolo ebraico, qui si è formata la sua identità spirituale, religiosa e politica, qui ha vissuto una vita indipendente, qui ha creato valori culturali con portata nazionale e universale e ha dato al mondo l’eterno Libro dei Libri. […] Quindi noi, membri del Consiglio del Popolo, rappresentanti della Comunità Ebraica in Eretz Israel e del Movimento Sionista, siamo qui riuniti nel giorno della fine del Mandato Britannico su Eretz Israel e, in virtù del nostro diritto naturale e storico e della risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dichiariamo la fondazione di uno Stato ebraico in Eretz Israel, che avrà il nome di Stato d’Israele. […] Lo Stato d’Israele è pronto a compiere la sua parte in uno sforzo comune per il progresso del Medio Oriente intero.”

Il 14 maggio 1948 queste parole, pronunciate con una voce carica di emozione da David Ben Gurion, annunciavano al mondo intero la nascita dello Stato d’Israele. Parole che segnavano il coronamento di un’epopea avvincente e drammatica iniziata decenni prima, il concretizzarsi di un’ideale e di un progetto. L’idea di pochi intellettuali europei che aveva saputo conquistare  centinaia di migliaia di uomini e donne, ebrei e non, ora approdava nella creazione di uno Stato. Un popolo, o almeno una parte di esso, che per secoli era stato disperso e umiliato, che aveva conosciuto il ghetto, che aveva visto l’abisso della Shoah, non aveva però dimenticato (o forse aveva riscoperto?) la sua identità e sessant’anni fa costituiva la propria dimora nazionale in quella che considerava la terra dei suoi padri. Questo stesso evento festeggiato ogni anno da Israele ha però tutt’altro significato per i palestinesi: per loro è al-Nakba, la catastrofe.
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Vivere e morire di cantiere
Si dice che la realtà ha diverse facce, che è composta da luci ed ombre, e che per capirla davvero bisogna considerare tutte le sfumature e comporle in un quadro il più possibile completo. A Monfalcone, la realtà del cantiere navale attivo dal 1908 è sicuramente così: da una parte c’è un’azienda, la Fincantieri, leader mondiale nel settore delle navi da crociera, che ha dato lavoro a centinaia di famiglie, giocando un ruolo determinante nello sviluppo economico della cittadina; dall’altra parte ci sono circa 2000 morti in 20 anni in quelle stesse famiglie che nel cantiere cercavano una possibilità di vita. Morti per aver lavorato a contatto con fibre di amianto o asbesto, minerale a basso costo utilizzato dalla Fincantieri nella costruzione di navi fino alla metà degli anni ’80, senza che gli operai fossero informati dei rischi a cui andavano incontro e senza che fossero adottate elementari misure di sicurezza, previste da leggi emanate addirittura negli anni ’50.
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Incontro aperto tra Docenti e Studenti, Gorizia 26 Maggio 2008

Lunedì 26 Maggio, ore 10.30 , noi Studenti del SID ci riuniamo in Aula Magna per capire quale sarà il futuro del nostro corso di Laurea. Puntuali arrivano il Preside della Facoltà di Scienze Politiche Domenico Coccopalmerio e il Prof. Emidio Sussi, (accompagnati dal Prof.. Georg Meyr); poco dopo li raggiunge anche il Presidente del nostro corso di Laurea, il Prof. Piergiorgio Gabassi. . A loro spetta il compito di far luce sui cambiamenti, o peggio, sui tagli che interesseranno la didattica del nostro Piano di Offerta Formativa.
L’Aula Magna, che nel frattempo ha cominciato a riempirsi, ascolta con attenzione il meccanismo di funzionamento del Decreto Ministeriale 270/2007 (noto come Decreto Mussi): diventano fondamentali per la sopravvivenza del corso 12 Docenti strutturati (tra ordinari, associati e ricercatori) per la Laurea di base triennale e 8 Docenti invece per la Laurea Specialistica biennale. Le tabelle ministeriali riordinano, inoltre, le materie di studio in ambiti scientifico-disciplinari, esse acquistano così diverso peso per quanto riguarda il numero di crediti e l’importanza dell’insegnamento. Il numero di esami dovrà scendere a 20 nel corso della Laurea Triennale e a 12 per quella Specialistica. Sono a rischio alcuni degli insegnamenti che caratterizzano il nostro corso: in primis le lingue straniere, che probabilmente diverranno degli insegnamenti pluriennali con un unico esame finale (sul modello seguito già da altre Facoltà, dove però le lingue non sono così importanti), o saranno destinate a diventare dei corsi marginali, che non incideranno sul punteggio finale di Laurea. Dagli attuali tre curricula specialistici si passerà probabilmente ad un unico curriculum, forse il risultato dell’unione dei diversi percorsi didattici.. Il Professor Gabassi ha addirittura ipotizzato la possibilità di tornare ad un corso di Laurea a ciclo unico, della durata di cinque anni.

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Boris Pahor si presenta come un signore molto solare, di ben 93 anni, ma che come spirito e prontezza ne dimostra ben di meno. Scrittore conosciuto in tutto il mondo, più volte candidato al Premio Nobel per la Letteratura e insignito delle massime onorificenze da parte di molti Paesi europei e non, tranne, non proprio stranamente, da parte dell’Italia. Eh sì, perché Pahor fa parte di quella minoranza risultata per lungo tempo scomoda per l’Italia, la minoranza slovena residente sul confine, che nel periodo tra le due Guerre mondiali fu assimilata a forza nella comunità italiana, a cui venne fatto divieto di utilizzare la propria lingua ed esprimere la propria cultura. In molti suoi scritti Pahor si è dedicato sia alla critica delle politiche repressive italiane nei confronti di tale minoranza, di cui l’esempio più eclatante è il rogo della casa della cultura slovena (Narodni Dom) a Trieste del 1920 , evento che ha sconvolto profondamente lo scrittore allora bambino, sia alla critica del regime comunista di Tito in Jugoslavia, cosa che gli costò il divieto d’acceso nella Repubblica jugoslava per un anno.
Dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale venne reclutato dell’esercito italiano e mandato a combattere in Libia, ma dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943 fece ritorno a Trieste e si unì alle fila della resistenza antifascista slovena nella Venezia Giulia occupata dai nazisti. Catturato, venne mandato prima a Dachau, successivamente in Francia, nel campo di concentramento di Natzweiler-Struthof, a Harzungen e a Bergen-Belsen. Nonostante le atrocità e gli stenti a cui venne sottoposto, grazie prima alla mansione di interprete e poi a quella di infermiere, Pahor riuscì a tornare a Trieste, dove dopo la guerra si è dedicato principalmente ad attività culturali, e alla scrittura di opere che gli sono valse appunto la fama e la stima di tutto il mondo.
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Due anni sono trascorsi dal primo numero di Sconfinare. Dopo due anni molte cose sono cambiate, ma molte altre sono rimaste le stesse.
Le persone che scrivono su questo giornale, ad esempio, sono diverse dal primo numero: molti ormai fanno parte del “popolo del SID” sparso per il mondo o altri sono in Erasmus e torneranno in questo periodo per gli ultimi esami dell’anno.
La nostra Università invece non è cambiata e ancora per qualche anno non cambierà, come spiega il preside di facoltà Domenico Coccopalmerio al Sole24ore: «Ristrutturazioni e accorpamenti slittano al 2009-2010». Eppure qualche cambiamento è già stato fatto nei corsi della Specialistica del SID, ma questo al Sole24ore non lo sanno. La città di Gorizia non è cambiata: la contestata giunta del centro sinistra fa ormai parte della storia, non ci sono più telecamere ai semafori, e qui i problemi di “monnezza” non ci sono e mai ci saranno. La nuova piazza Vittoria sarà a breve aperta e, anche se le attività commerciali sono in calo, i bar sono sempre strapieni. I disagi per il traffico notturno e per gli schiamazzi sono stati prontamente segnalati, sono più quelli che la notte dormono di quelli che vogliono fare casino (e la maggior parte di questi non sono nemmeno residenti!).
Pare allora che l’Università da Gorizia non andrà mai via, quindi nemmeno gli studenti che la popolano. Ma per meglio dire, l’Università di Trieste non andrà mai via, grazie a legislazioni nazionali che piantano irremovibilmente il nostro Corso di Laurea qui. Circa l’Università di Udine, invece, sono molte le voci che circolano all’ombra del Castello: sono in molti a scommettere che almeno un Corso di Laurea sarà trasferito nella sede centrale. Attendiamo ulteriori notizie dalla webradio Uniud.it
Rimangono tanti interrogativi allora per Gorizia e per questo giornale e i giochi si riapriranno in settembre, con una carica propositiva nuova e con un nuovo Preside di Facoltà. Gli studenti continueranno a proporre e a essere presenti, in facoltà come nella città. Sono molti i progetti in preparazione, ma non possono essere il frutto dell’iniziativa dei soli studenti, hanno bisogno dell’impegno di tutti. Allora ecco un piccolo suggerimento al quale qualcuno sta pensando: la Città ha bisogno di presentarsi, ha bisogno di essere presente e attivarsi, negli eventi, nelle attività commerciali. Non si può ancora fare affidamento sul passaparola delle persone e degli studenti. La Gounicard ha iniziato a smuovere le acque, ma ha ormai perso slancio e sono molti gli esercizi che non la accettano più.
L’idea di una Scuola Superiore in Relazioni Internazionali a Gorizia premierebbe un percorso di 20 anni costellato da grandi successi, e lo dimostra il popolo del SID nel mondo. Chi non è favorevole ai miglioramenti (purchè siano effettivamente tali)?. A lato, bisogna lavorare sulle esigenze di tutti i giorni degli studenti: dalla mensa ai corsi extra-didattici, dalle opportunità di studio internazionali ai corsi di lingua, dal cinema al divertimento: “perchè lo studente non vive solo di acqua e libri“.
Così come la Città e il Corso di Laurea, anche questo giornale deve percorrere lo stesso percorso: già al giorno d’oggi ha acquisito una conoscenza diffusa all’interno delle due città transfrontaliere, ma dovrà evolversi ancora di più quale forum partecipativo tra studenti e città.
E questo lo sta facendo grazie al contributo del Consorzio che rappresenta l’interesse costante della città verso queste nostre iniziative.
Da settembre si ricomincerà con nuovo slancio con nuove discussioni, con la consapevolezza di stare facendo qualcosa di grande e che aspira ancora a qualcosa di più.
Buona estate, buoni esami, buone lauree, buone vacanze.

La Redazione

Assegnato a Fabrizio Gatti, autore di Bilal, Il mio viaggio da infiltrato nel mercato dei nuovi schiavi

E’ sempre di grande emozione la serata della consegna del Premio Terzani che si svolge a Udine ormai da quattro anni nell’ambito della manifestazione Vicino Lontano. Quest’anno la serata del 17 maggio 2008 lo è stata ancor di più: una Angela Terzani Staude commossa ha letto la motivazione della giuria che ha stabilito vincitore Fabrizio Gatti, scrittore e giornalista dell’Espresso, per il suo libro “Bilal, il mio viaggio da infiltrato nel mercato dei nuovi schiavi”. E’ stato il premio che secondo Angela Terzani  si è probabilmente avvicinato di più a Tiziano: al suo spirito giornalistico e umano. La giuria, composta da Giulio Aselmi, Toni Capuozzo, Andrea Filippi, Ettore Mo, Valerio Pellizzari, Peter Popham, Paolo Rumiz ha riconosciuto all’autore di Bilal “qualità professionali ormai dimenticate nel giornalismo e rare qualità umane”.
Fabrizio Gatti ha più volte condotto inchieste sotto copertura e testimoniato tramite queste le tragiche vicende di prostitute, lavoratori in nero, immigrati clandestini. Vestendo i panni di Bilal, Fabrizio, da Agadez, in Niger, comincia il suo viaggio da immigrato clandestino verso l’Italia. Attraversa il deserto  su un camion stracolmo di persone, assiste e subisce i soprusi dei militari che pretendono denaro da ogni passeggero. La situazione degli immigrati è complicata dagli accordi tra i governi sull’immigrazione, più volte si fa riferimento a quello italo-libico. Il viaggio della speranza, già viaggio di disperazione, è ormai viaggio della disillusione. E il disincantamento aumenta entrando nel CPT di Lampedusa. Fabrizio Gatti nella gabbia di Lampedusa resta una settimana: questo centro è “la vergogna della nostra democrazia”. Bilal ottiene il foglio di via e inizia a lavorare come immigrato clandestino, prima al Nord e poi al Sud, raccogliendo pomodori in Puglia. L’esperienza di lavoro è un continuo di violenza e umiliazioni perpetrate dai caporali. Infine, Bilal compie il viaggio a ritroso e torna con gli immigrati respinti dalla Libia nel deserto.
Bilal è un libro straordinario, Fabrizio Gatti è una persona stupenda, come continuavano a ripetere tutti quelli che gli si avvicinavano per ringraziarlo del coraggio e dell’onestà del suo essersi trasformato completamente in Bilal.
Gli immigrati sono al tempo stesso i nuovi eroi e i nuovi schiavi.

Giulia Cragnolini

Flickr Photos

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