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Gli ultimi giorni di maggio hanno visto un folto manipolo di studenti del SID, iscritti e simpatizzanti, partecipare al viaggio di visita presso le istituzioni europee organizzato dalla sezione goriziana del Movimento Federalista Europeo.

Il tour di cinque giorni ci ha visto raggiungere la città tedesca di Francoforte e quella francese di Strasburgo, dove hanno sede importanti organi comunitari.

Trascorsa una entusiasmante notte in autobus, la fredda e piovosa accoglienza della città sul Meno è stata mitigata dal benvenuto riservatoci presso la Banca Centrale Europea, nella quale dopo la visita guidata abbiamo assistito alla conferenza dei dott. Mazzaferro e Zisola sul ruolo e le funzioni della BCE, spaziando attraverso argomenti di più stretta attualità quali i rischi continente di fronte alla crisi economica e le risposte europee.

Dopo un lauto pasto e una breve visita della città sul Meno, ci siamo diretti oltreconfine verso la città di Strasburgo e il luogo di pernottamento per le successive tre notti: Munster, un piccolo comune alsaziano di 4000 abitanti con una pensione a conduzione familiare la cui capacità ospitante ha sorpreso tutti noi.

Il giorno successivo è stato dedicato alla visita libera della città, che per la sua identità biculturale è conosciuta come una delle capitali dell’Unione: dalla cattedrale gotica al centro storico della Grand Ile, patrimonio Unesco; oltre che, ovviamente, alla ricerca di qualche specialità alsaziana per i pasti e qualche svago serale.

Il viaggio è proseguito l’indomani, con la visita al Consiglio d’Europa, il tour guidato alla Debating Chamber dell’Assemblea e la conferenza sul ruolo di questa organizzazione internazionale, ancora troppo spesso sconosciuta, o peggio, confusa, con le strutture istituzionali dell’Unione Europea (il Consiglio Europeo). Questa organizzazione (di cui fanno parte, per intenderci, anche paesi come Russia e Turchia) ha lo scopo di promuovere l’identità culturale europea vegliando sul rispetto per i diritti e la democrazia, predisponendo e favorendo la stipulazione di accordi e convenzioni internazionali tra gli stati membri. Tra le istituzioni che dipendono dal Consiglio d’Europa, la Corte Europea dei diritti dell’uomo (CEDU).

L’ultima sera a Strasburgo abbiamo avuto modo di trascorrerla in compagnia dei giovani della sezione JEF (Jeunes Européens Fédéralistes), occasione di svago e di confronto sulle tematiche e le battaglie comuni che portiamo avanti nei rispettivi paesi.

Come ultima tappa del viaggio, la visita al Parlamento Europeo ci ha portato ad assistere dalle tribune a parte della seduta parlamentare dalla tribuna e all’entusiasmante e piacevolmente informale dibattito con la parlamentare europea uscente P. Napoletano, vice presidente del PSE e della Commissione esteri. Oltre al coinvolgente entusiasmo della nostra connazionale nel raccontare il funzionamento di una sessione plenaria e la sua personale esperienza politica, l’onorevole ci ha intrattenuto con il resoconto del recente viaggio a Gaza con la delegazione europea nei territori palestinesi colpiti dal recente conflitto.

Un viaggio che ora, a meno di un mese dalle elezioni per il rinnovo del parlamento, non poteva che risvegliare le coscienze europeiste di ciascuno di noi.

Matteo B. Lucatello
www.matteolucatello.it

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Parigi, un caldo luglio di due anni fa. Ero appena approdata sulla rive Gauche, lasciandomi Notre Dame alle spalle, quando l’ho visto apparire al numero 37 di rue de la Bucherie: forse sono state le pile accatastate di libri fuori dall’ingresso o il gruppetto di ragazzi seduti per terra intenti ad ascoltare una lettura di poesie, ma appena è comparsa l’insegna di legno di Shakespeare & Co. davanti ai miei occhi ho capito che si trattava di un posto speciale. Non potevo non entrare, e così ho varcato la soglia, impaziente di vedere cosa si nascondeva all’interno. Ed è stato subito come essere catapultati in un mondo lontano, tanti anni fa: infiniti scaffali fino al soffitto colmi di libri polverosi, scalette di legno appoggiate qua e là e un ragazzo decisamente eccentrico dietro ad un vecchi tavolo. Mi aggiravo con aria sognante tra le montagne di volumi, per gli angoli della libreria, quando ho notato una misteriosa frase di Yeats vicino ad una scala di legno: “I must go down where all the ledders start, in the full rag and bone shop of the heart”. Piena di curiosità sono salita per la scala scricchiolante e mi sono trovata in una vecchia biblioteca cosparsa di libri e letti ovunque e sotto i letti zaini, vestiti e fogli scritti. In cima alle scale poche lettere incise sul muro: “Be not inhospitable to strangers, lets they be angels in disguise”. Così, rinfrancata dalle parole di accoglienza, ho iniziato a curiosare per le stanze indisturbata. C’erano ragazzi che leggevano attorno ad un tavolo, qualcuno che faceva il caffè in una piccola cucina installata in corridoio e una macchina da scrivere in una nicchia di legno. Decisamente sbalordita, stavo iniziando a fantasticare su che razza di posto avessi trovato, quando un ragazzo, giunto al mio fianco, ha iniziato a raccontarmi la storia di Shakespeare & Co. Prima libreria americana di Parigi, aperta negli anni ’20 da una ragazza americana di nome Sylvia Beach, era diventata poi anche un rifugio per poeti e ragazzi disposti a lavorare tra i libri in cambio di un letto in cui dormire. Così ho scoperto che era qui che James Joyce aveva pubblicato l’Ulisse per la prima volta, che Hemingway era uno di casa e che tutti i migliori scrittori del XX secolo si erano fermati qui almeno una volta. Ho ascoltato i racconti delle vite dei ragazzi che alloggiavano al Tumbleweed hotel -questo è il nome dato alla parte della libreria trasformata in ostello negli anni ’50-, di chi era scappato di casa, di chi veniva da molto lontano, di chi era rimasto una notte soltanto. Come potete immaginare è stato facile innamorarsi di un posto come questo. Sono tornata a Shakespeare & Co. tutti i pomeriggi per una settimana, ho conosciuto personaggi folli dalle storie più assurde, ho frugato ovunque, letto intensamente, scoperto qualche segreto degli abitanti di questo piccolo mondo perduto. E’ stato qui che ho sognato, che ho visto la Parigi d’altri tempi, che mi sono sentita un po’ a casa. E’ incredibile cosa possa succedere da Shakespeare & Co., e comunque sia è un luogo da cui si esce cambiati. Io mi auguro di tornarci presto, e spero possiate farlo anche voi.

Agnese Ortolani

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