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Ci siamo. Sconfinare tra pochi giorni non significherà più attraversare un valico, ma semplicemente camminare lungo una strada, magari via San Gabriele, e senza accorgersene ritrovarsi in un altro Stato, in Slovenia. La mezzanotte di giovedì 20 dicembre segnerà una svolta per la città, per i goriziani e per chi di Gorizia ha fatto la sua seconda residenza, come gli autori degli articoli di questo numero di “Sconfinare”. Un numero dedicato in gran parte – e non poteva essere altrimenti – all’ingresso della Slovenia nell’area Schengen e alla caduta dei confini. Un evento che porta con sé anche una scia di polemiche. Prima su quello che da molti è stato considerato uno “scippo” da parte di Trieste, ovvero  il trasferimento da Gorizia a Rabuiese della manifestazione ufficiale. Poi l’incertezza, fino all’ultimo minuto, sul programma di festeggiamenti che la città avrebbe offerto. Nell’attesa della mezzanotte del 20 dicembre, già con qualche settimana di anticipo hanno preso il via – almeno da parte slovena – i lavori di smantellamento delle vecchie garitte della polizia. Pezzi di lamiera, finestre, cemento sono finiti nei cassonetti, nei kosovni odpadki, che al valico di Sant’Andrea hanno segnato per qualche giorno la linea di confine fra Italia e Slovenia.

Annalisa Turel

Izboljšati odnose med mestom in univerzo v obojestransko korist. To je najpomembnejši cilj krajevnih združenj in ustanov, da bi tako zaustavile postopno staranje Gorice in omejile njeno nagnenje k osamljenosti. Nastala je tako posebna univerzitetna izkaznica, ki naj bi služila kot sredstvo za uspostavljanje novih stikov med univerzo in studenti, ki jo je predlagala in uresničila zadruga – »Consorzio per lo sviluppo del Polo universitario Goriziano.«

Izkaznica predvideva popuste v raznih trgovinah in obratih, olajšave pri javnem prevozu in razne storitve, med temi informacijski center v ulici Garibaldi.

To sta tudi cilj in pot »Sconfinare«, ki prav zaradi tega in ne naklučno, posveča, od sledečega izvoda dalje, stran raznim vsem tistim bralcem, ki bi radi posegli in kaj pripomnili. V to smer je tudi usmirjen »Studenti e rifiuti«, s katerim študentje osveščajo javno mnenje o onesnaževanju in izražajo svoje mnenje o ambientalni revoluciji, ki je še vedno zelo aktualna med goričani. Leto dolgi debati se torej pridružujejo glasovi vseh tistih, ki v tem mestu živijo za krajše oz. daljše obdobje.

Prevedel Samuele Zeriali

Migliorare i rapporti tra città e università, a reciproco vantaggio. Sembra essere questo l’obiettivo principale di enti locali e associazioni di categoria per arginare il progressivo invecchiamento di Gorizia e quella sua radicata tendenza a chiudersi su se stessa. Ed ecco arriva la nuova tessera universitaria, mezzo per stringere nuovi rapporti tra studenti e università messo a punto dal Consorzio per lo sviluppo del polo universitario goriziano. Sconti nei negozi, agevolazioni per il trasporto pubblico e nuovi servizi a disposizione. A partire dallo sportello informativo che aprirà nella sede di via Garibaldi del Municipio di Gorizia.

La strada è quella battuta da «Sconfinare». Che non a caso inaugura in questo numero uno spazio riservato agli interventi dei lettori, studenti e non, goriziani e non. Proiettato in questa direzione anche l’ampio servizio dedicato a «studenti & rifiuti», con cui gli universitari faranno conoscere alla città il proprio punto di vista sulla rivoluzione ambientale che tanto ha fatto e sta ancora facendo discutere i goriziani. Al dibattito che va avanti ormai da un anno si aggiunge dunque una voce diversa, di chi – a tempo pieno o part-time – vive la città.

Annalisa Turel

Per chi si trova a vivere a Gorizia il confronto con il confine rappresenta una tappa obbligata. Il confine non è però soltanto quelloche divide il territorio italiano da quello sloveno, ma anche quello – senza dubbio meno evidente – tra la città e l’università e ancora quello che separa i due atenei goriziani. Questo aspetto non è sfuggitoagli studenti del corso di laurea in Scienze internazionali e diplomatiche dell’Università di Trieste. Ed è da questa consapevolezza che nasce «Sconfinare». Ecco dunque il primo numero di quella che vuole essere da un lato un’occasione di confronto e riflessione all’interno del mondo universitario, ma anche un modo di aprirsi a Gorizia. Troppo spesso città e università vivono esistenze a sè, senza opportunità di scambiarsi esperienze e arricchirsi vicendevolmente. «Sconfinare» si candida allora a diventare lo strumento per superare quel confine che divide il colle che ospita il Seminario minore – oggi, appunto, sede del Polo universitario goriziano di via Alviano – da Gorizia e soprattutto dai goriziani. Non si concludono qui gli obiettivi degli studenti che hanno dato vita a questa nuova iniziativa editoriale. Il
giornale, infatti, avrà anche un’anima transfrontaliera attraverso la traduzione in sloveno dei principali articoli proposti in ogni numero. Nella speranza che continuino ad arricchire con i loro contributi la
realtà di «Sconfinare», i ringraziamenti della redazione vanno sin d’ora a Piergiogio Gabassi, Demetrio Volcic, Roberto Covaz e Pietro Neglie, senza dimenticare il Consorzio per lo sviluppo del polo universitario goriziano

Annalisa Turel

Per chi si trova a vivere a Gorizia il confronto con il confine rappresenta una tappa obbligata. Il confine non è però soltanto quelloche divide il territorio italiano da quello sloveno, ma anche quello – senza dubbio meno evidente – tra la città e l’università e ancora quello che separa i due atenei goriziani. Questo aspetto non è sfuggitoagli studenti del corso di laurea in Scienze internazionali e diplomatiche dell’Università di Trieste. Ed è da questa consapevolezza che nasce «Sconfinare». Ecco dunque il primo numero di quella che vuole essere da un lato un’occasione di confronto e riflessione all’interno del mondo universitario, ma anche un modo di aprirsi a Gorizia. Troppo spesso città e università vivono esistenze a sè, senza opportunità di scambiarsi esperienze e arricchirsi vicendevolmente. «Sconfinare» si candida allora a diventare lo strumento per superare quel confine che divide il colle che ospita il Seminario minore – oggi, appunto, sede del Polo universitario goriziano di via Alviano – da Gorizia e soprattutto dai goriziani. Non si concludono qui gli obiettivi degli studenti che hanno dato vita a questa nuova iniziativa editoriale. Il
giornale, infatti, avrà anche un’anima transfrontaliera attraverso la traduzione in sloveno dei principali articoli proposti in ogni numero. Nella speranza che continuino ad arricchire con i loro contributi la
realtà di «Sconfinare», i ringraziamenti della redazione vanno sin d’ora a Piergiogio Gabassi, Demetrio Volcic, Roberto Covaz e Pietro Neglie, senza dimenticare il Consorzio per lo sviluppo del polo universitario goriziano

Annalisa Turel

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