You are currently browsing the tag archive for the ‘anno accademico’ tag.

Dopo la riforma seguita al Decreto Mussi è necessario un ripensamento generale del SID

20 anni fa nasceva il SID. Non staremo qui a richiamare alla memoria le vicende che si sono susseguite da allora nelle aule di via Alviano, i momenti gloriosi e quelli un po’ meno, i volti, i nomi e le storie che hanno caratterizzato il nostro corso di laurea dal 1989.

Ma è meglio guardare al futuro e ricordare che proprio quest’anno, il SID affronterà il più grande restyling della sua storia, forse anche più incisivo (ed ahimè forse anche più deleterio) del passaggio dalla laurea quadriennale al 3+2. Come forse i più sapranno, con l’entrata in vigore del decreto Mussi, dal prossimo anno accademico l’ordinamento didattico delle lauree triennali e specialistiche della Facoltà sarà completamente rivoluzionato, e quindi anche il SID.

Il decreto Mussi ha l’obiettivo, più che condivisibile, di porre freno alla proliferazione di corsi di laurea più o meno fantasiosi in giro per l’Italia, riportandoli tutti a delle classi di laurea molto più stringenti, che finiscono per escludere tutti quei corsi che presentavano caratteristiche uniche e specifiche, come il SID. Altro obiettivo è quello di impedire che interi corsi si reggessero per la gran parte su personale di docenza a contratto e presentassero esami troppo numerosi o troppo fantasiosi (sempre in base alle famose classi di laurea dettate dal ministero). Il decreto prevede pertanto che la metà dei crediti formativi sia coperta da personale di ruolo, che gli esami non siano più di 20 per la triennale e 12 per la specialistica, che ci siano almeno 12 professori di ruolo per triennale e 8 per specialistica e che la metà dei crediti sia presa dalle apposite tabelle ministeriali.

Insomma, senza entrare troppo nel merito della normativa, poste le condizioni dettate dalla classe di laurea in cui rientra in SID e dal personale docente strutturato presente presso la Facoltà di Scienze Politiche, il risultato praticamente forzato è quello che è stato presentato nell’assemblea di martedì 28 aprile in sala Atti. Se nella laurea triennale il corso sembra mantenere una sua organicità, pur con la perdita di insegnamenti fondamentali come Diritto dell’Unione Europea, Statistica o la lingua a scelta obbligatoria tra Tedesco e Spagnolo, al contrario le lauree specialistiche, nei tre curricula Politico-Diplomatico, Economico-Internazionale e Studi Extra-Europei, non sembrano avere molto senso nella loro configurazione attuale, mancando sia di una vera e propria specificità sia di una caratterizzazione ben precisa e di una coerenza interna, al punto che chi entrerà in specialistica dall’attuale triennale si troverebbe a sostenere al biennio esami già superati precedentemente (sono qui riportati i nuovi piani di studio che entreranno in vigore dall’a.a. 2009-2010).

Di fronte a questa prospettiva ci si sta iniziando ad interrogare nuovamente sul futuro da dare al SID. Mentre il ministro Gelmini si appresta ad effettuare tagli al Fondo di Funzionamento ordinario che rischiano di coinvolgere anche pesantemente l’Università degli Studi di Trieste e quindi Scienze Internazionali e Diplomatiche, sembra sempre più urgente cercare anche fonti di finanziamento alternative per il corso di laurea, guardando in primo luogo ai privati.

In ogni caso si dovranno fare delle scelte di campo, per elaborare un progetto per Gorizia. Abbiamo bisogno di nuove idee, ma anche solo di osservazioni su come migliorare il SID. Quali aree disciplinari salvaguardare, se mantenere la presenza di docenza a contratto esterna al mondo prettamente accademico (personale diplomatico, delle forze dell’ordine, del mondo privato…), se mantenere le specialistiche o puntare piuttosto alla triennale, se mantenere i curricula attuali, se puntare sui master… In quest’opera di ripensamento del SID a tutti (a partire da molti professori) è parso utile cogliere l’opportunità dell’Alumni Day per chiedere un contributo anche agli alumni (oltre che agli studenti ovviamente), affinché essi stessi individuino cosa del nostro corso di laurea li ha agevolati o ostacolati più di ogni altra cosa una volta usciti dalle aule di via Alviano; affinché dicano se rifarebbero o meno la scelta che hanno fatto, e perché, o anche ci spieghino cosa hanno trovato altrove che al SID non c’era (soprattutto coloro che hanno avuto esperienze di formazione post-laurea in altri atenei – magari all’estero).

Da qui l’idea di stendere un Manifesto degli Studenti e degli Alumni del SID per il SID, in cui esprimere il proprio pensiero, partendo dal presupposto che è interesse di tutti noi mantenere un SID di alto livello (del resto anche per i nostri laureati non sarebbe un’ottima cosa avere un titolo di studio presso un corso di laurea che ora è scadente o peggio non esiste più!). Per questo è attivo da oggi uno spazio all’interno del blog dell’ASSID (http://assid.wordpress.com) cui speriamo sarete in molti a portare il vostro contributo. L’idea è quella di creare sulla base dei commenti inseriti da tutti noi un documento da rendere noto proprio il giorno dell’Alumni Day, e da far conoscere al Consiglio di Facoltà ed al Rettore come documento comune di indirizzo per le politiche da attuare a Gorizia nei prossimi anni.

È ovvio che esso avrà senso e sarà incisivo quanto più numerosi saranno i contributi su di esso espressi, di qualunque tenore essi siano (anche i più critici), restano valide le regole della buona educazione! Più saranno numerosi gli interventi e più saranno gli stimoli e le idee, e più il documento avrà forza nell’arena della discussione.

Per questo il mio invito è di scrivere, anche solo poche righe, per il futuro del SID…

Attilio Di Battista

Insegnamento     CFU
I Anno
Diritto Privato     6
Sociologia     10
Scienza della Politica     9
Economia Politica     6
Storia Contemporanea     9
Storia delle Relazioni Internazionali     10
II Anno
Diritto Costituzionale e Comparato     9
Economia Internazionale     9
Politica Economica     10
Storia ed Istituzioni dei Paesi Afro-Asiatici     6
Relazioni Internazionali     9
Diritto Internazionale Pubblico     6
Lingua Inglese I     9
Lingua Francese I     9
III Anno
Storia dell’Europa Orientale     9
Filosofia Politica     6
Geografia Politica     9
Lingua Inglese II     9
Lingua Francese II     6
Insegnamento a scelta     12
Ulteriori conoscenze linguistiche, informatiche…     6
Prova Finale     6

Economico-Internazionale

Insegnamento     CFU
I Anno
Relazioni Economico e Finanziarie Internazionali e Cooperazione allo Sviluppo     9
Metodologia e Tecnica delle Relazioni Internazionali     6
Storia delle Relazioni Internazionali     9
Marketing Internazionale     6
Psicologia delle organizzazioni e del Negoziato     9
Lingua Francese III     9
Lingua Inglese III     9
II Anno
Geografia Economica     6
Diritto dell’Unione Europea     6
Sistemi Economici e Fiscali Comparati     6
Sociologia Politica     6
Insegnamenti a scelta     12

Ulteriori conoscenze linguistiche, informatiche…     6
Prova Finale     21

Politico-Diplomatico

Insegnamento     CFU
I Anno
Relazioni Economico e Finanziarie Internazionali e Cooperazione allo Sviluppo     9
Metodologia e Tecnica delle Relazioni Internazionali     6
Storia delle Relazioni Internazionali     6
Istituzioni del Mondo Musulmano     6
Psicologia delle organizzazioni e del Negoziato     9
Lingua Francese III     9
Lingua Inglese III     9
II Anno
Geopolitica     6
Diritto dell’Unione Europea     9
Sistemi Economici e Fiscali Comparati     6
Sociologia Politica     6
Insegnamenti a scelta     12
Ulteriori conoscenze linguistiche, informatiche…     6
Prova Finale     21

Studi Extra-Europei

Insegnamento     CFU
I Anno
Storia ed Istituzioni dell’Africa     9
Sociologia Politica     6
Storia delle Relazioni Internazionali     9
Istituzioni del Mondo Musulmano     9
Metodologia e tecnica delle Relazioni Internazionali     6
Lingua Francese III     9
Lingua Inglese III     9
II Anno
Geopolitica     6
Diritto dell’Unione Europea     6
Antropologia dello Sviluppo     6
Storia Politica e Diplomatica dell’Asia Orientale     6
Insegnamenti a scelta     12
Ulteriori conoscenze linguistiche, informatiche…     6
Prova Finale     21

La distribuzione degli esami negli anni è ancora indicativa fino al 10 giugno, data in cui verranno anche definiti i titoli precisi degli insegnamenti, il cui settore disciplinare è comunque già stato fissato.

Positivo il Decreto varato dal Ministro Gelmini, ma attenzione al Progetto di Riforma.

News d’Ateneo: nuovi corsi, assunzioni bloccate, conti in rosso.

Dall’inizio dell’anno accademico proseguono le manifestazioni di dissenso e di preoccupazione per la manovra estiva varata dal governo in agosto e per il progetto di riforma dell’università che il Ministro Gelmini presenterà in questi giorni. Ma prima di dedicarmi alla riforma ed alle iniziative che sono state prese anche a Gorizia in questi giorni, credo sia importante dare alcune informazioni “di servizio” interne al nostro ateneo e alla nostra facoltà.

La novità di maggior rilievo è senz’altro l’elezione del nuovo preside di Facoltà, il Prof Roberto Scarciglia, docente di Diritto Pubblico Comparato, eletto a grande maggioranza nel mese di ottobre e subentrato al Preside Coccopalmerio dal 1 novembre. Facciamo al neo-preside un in bocca al lupo e ci aspettiamo che riesca a portare una ventata di novità nella nostra Facoltà, portando avanti iniziative originali e più adatte ai nostri tempi.

Sempre nel mese di ottobre (16 ottobre) una seduta congiunta di Senato Accademico, Consiglio d’Amministrazione e Consiglio degli Studenti ha analizzato i primi dati raccolti nella Valutazione didattica per l’anno accademico 2007-2008. Tralasciando i dati in sé che sono consultabili sul sito della nostra università, è interessante sottolineare come nel dibattito che è seguito si sia sottolineata l’esigenza di dare un seguito a questi questionari, la cui validità statistica è però messa in discussione dal fatto che i soli questionari presi in considerazione sono quelli in cui è indicata una frequenza di più del 75%, senza considerare il fatto che l’assenteismo a lezione è esso stesso un giudizio sulla qualità dell’insegnamento. In questo modo tutti i dati risultano in qualche misura falsati.

Da un punto di vista più prettamente amministrativo è invece emersa anche quest’anno la necessità di utilizzare parte dei fondi studenteschi di facoltà 2009 (20.000 dei 70.000 euro del fondo) per la copertura di alcuni corsi previsti per l’anno accademico 2008-2009. Nello specifico per Gorizia erano a repentaglio i corsi di Spagnolo I e II e di Arabo II, che senza questi fondi non sarebbero potuti partire. La querelle sui fondi studenteschi usati per coprire le attività didattiche si ripete in realtà ogni anno. In cambio della disponibilità a spendere questi soldi per le suddette attività già programmate il Consiglio di Facoltà del 5 novembre ha però accolto quest’anno la richiesta dei rappresentanti di attivare nel secondo semestre di questo stesso anno accademico quattro corsi da 60 ore a contratto, il cui costo sarà coperto da parte dei restanti fondi studenteschi (circa 12.000 euro). Si tratterà di Russo I, Portoghese I,
Storia ed Istituzioni dell’America Latina e Economia Pubblica (o Scienza delle Finanze). È però da segnalare la protesta avanzata da parte del corpo docente (in particolare dai ricercatori) che hanno contestato la richiesta degli studenti ricordando che il SID non è un corso di lingue, che corsi come il cinese, quando c’erano, andavano deserti e che in un momento di vacche magre non dovrebbero essere sprecati fondi per “corsi inutili come questi” affidati a contratto a personale esterno.

Nello stesso CdF del 5 novembre è stata proposta dal Preside Scarciglia la modifica del regolamento di Facoltà per rendere elettive le cariche di rappresentanti degli studenti nella Giunta di Facoltà (sino ad ora erano di nomina del Preside). La discussione di questo punto è stata rimandata al 19 novembre per mancanza di tempo, ma con ogni probabilità ci troveremo presto ad eleggere un rappresentante nella giunta per Gorizia ed uno per Trieste.

Ma passiamo dunque ai perché di questo periodo di vacche magre: il decreto 133 del 6 agosto 2008 e l’imminente riforma del sistema universitario.

La convocazione dell’assemblea il 28 ottobre era concepita dai rappresentanti soprattutto come un momento di analisi della legge e delle sue problematiche, grazie all’indispensabile e puntuale contributo di Marco Barelli (rappresentante al CdF di Lettere e Filosofia), in modo da poter arrivare in maniera più cosciente all’elaborazione di iniziative concrete per manifestare il dissenso del nostro corso di Laurea. La piattaforma condivisa dall’assemblea, ed esposta nel documento proposto dai rappresentanti ed approvato nella seduta, è stata quella di un dissenso nei confronti di un provvedimento miope che non curandosi di una riforma globale del sistema universitario puntava solo a ridurne i costi, e non gli sprechi, che invece sono tanti e sarebbero restati tali perché nulla si faceva nello specifico contro di essi. Con il taglio drastico del Fondo di Funzionamento Ordinario da 1441 miliardi per il prossimi anni non si assicurava affatto una razionalizzazione della spesa: nessuna distinzione era prevista tra le università virtuose e le altre, tra i docenti che fanno ricerca e gli altri…solo un taglio che avrebbe colpito tutti e che combinato con il turn over al 20% avrebbe messo a rischio tutto il sistema universitario.

Pur restando invariata l’entità dei tagli al FFO, da allora molte cose sono cambiate. Con il Decreto del MIUR pubblicato lunedì in gazzetta ufficiale il ministro Gelmini ha apportato alcune modifiche ai tagli precedentemente varati dal governo.

Rendendo effettive direttive della finanziaria 1998 (rimaste lettera morta fino ad oggi) vengono bloccate tutte le assunzioni (di docenza ma anche del personale tecnico amministrativo) in tutti gli atenei che spendono in stipendi più del 90% del FFO. Sette ricadranno sicuramente in questa categoria e tra essi compare anche il nostro ateneo, insieme a quello di Cassino, Firenze, Bari, L’Aquila, Pisa, L’Orientale di Napoli; ma ad essi potrebbero aggiungersi altri 19 atenei.

Riprendendo inoltre il Patto con le Università firmato dal Ministro Mussi il decreto destina il 7% del FFO 2009 (circa 500 milioni) agli atenei virtuosi, le cui performance saranno valutate dal Cnvsu (Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario) e dal Civr (Comitato per la valutazione della ricerca) in base ai parametri di ricerca, crediti acquisiti dagli studenti e numero degli iscritti. In questo modo alcuni atenei, tra cui non compare il nostro ateneo, si troveranno ad avere addirittura più fondi per l’anno 2009 (43 milioni in più per Torino, 40 per il Politecnico di Milano, 30 per Padova, 29 per Bologna – IlSole24ore 7-11-08). Tra questi non compare Trieste che anzi nel periodo 2009-2011 avrà un taglio pari a 1.700 euro circa per studente (elaborazione IlSole24ore, 10 novembre 2008).

Il turn over viene inoltre ridotto dal 20% al 50%, ma il 60% delle risorse liberate dovrà essere impiegato per assunzioni di ricercatori, in modo tale che per ogni docente in pensione si assumano tra i 2 ed i 3 ricercatori (si punta a 3.000 ricercatori in più nel 2009).

Sono stanziati inoltre 65 milioni di euro in più per le residenze universitarie e 135 milioni per le borse di studio, in modo da accorciare il gap che ci distanzia dagli altri paesi europei (siamo ultimi in Europa per numero di studenti riceventi borse di studio: 11% contro l’86% della Gran Bretagna).

Vengono confermati i concorsi già banditi anche se le regole cambieranno. Per i ricercatori la commissione sarà formata da 2 ordinari (uno nominato ed uno sorteggiato) ed un associato, nessuno comunque appartente all’ateneo che bandisce il concorso. Mentre dal 2010 la selezione “è effettuata sulla base dei titoli e delle pubblicazioni dei candidati, ivi compresa la tesi di dottorato, utilizzando parametri riconosciuti anche in ambito internazionale”.

A questo decreto seguirà comunque in questi giorni il Progetto di Riforma vero e proprio, le cui linee guida sono comunque stilate già da ora. Si punta sulla razionalizzazione dei corsi di laurea (arrivati a 5.000) e delle sedi distaccate ed al cambiamento radicale del cursus honorum dei docenti, i cui scatti di stipendio non dovranno più essere legati all’anzianità ma alla produttività didattica e di ricerca degli stessi. Ma questo sarà di certo il punto su cui ci sarà lo scontro più duro con la casta dei baroni accademici.

Altro punto controverso su cui la riforma dovrà fare luce è quello della governance degli Atenei e della possibilità di trasformarsi in fondazioni di diritto privato. A riguardo è necessario fornire precise e più stringenti garanzie circa l’influenza che gli eventuali enti privati potrebbero esercitare sulla didattica e sulla determinazione delle tasse universitarie. Nessuno inoltre sembra aver pensato al fatto che le condizioni economiche e la cultura amministrativa delle diverse regioni d’Italia avrà un peso determinante sulla vita delle fondazioni, creando università di serie A e di serie B.

Ancora da dissipare sono poi i dubbi sullo stato di salute delle finanze del nostro ateneo. Nella splendida assemblea svoltasi il 29 ottobre in Piazzale Europa a Trieste in un clima di grande libertà di cui il Magnifico Rettore è stato imparziale custode, lo stesso Peroni ha assicurato di fronte a 3000 tra studenti, docenti, personale ATA e semplici cittadini, che le finanze del nostro ateneo godono di ottima salute, che si è sempre raggiunto il pareggio di bilancio e che la nostra amministrazione non ha mutui di alcun tipo. È però del 10 novembre l’articolo del Sole24ore che include Trieste tra gli atenei “in profondo rosso”, salvo poi astenersi dal quantificare suddetto debito e limitarsi a scrivere che “un piano di rientro è in cantiere anche a Trieste”. Chiedo dunque ufficialmente che il Rettore, dati alla mano, faccia chiarezza su questo punto e che seguano eventuali smentite pubbliche sullo stesso giornale.

L’assemblea triestina ha inoltre approvato il documento elaborato il giorno precedente dall’assemblea di Gorizia, che è stato letto in Piazzale Europa da Nastasi.

Tutto dunque è ancora in movimento per l’università. Di certo molto è cambiato dagli inizi di ottobre ed il Decreto di lunedì va senz’altro nella direzione giusta. Restano però alcuni punti i cui sviluppi sarà importante seguire nella Riforma vera e propria: dalle Fondazioni Private all’abbattimento dei privilegi del ceto accademico. Come ci insegnano le Scienze Politiche, è importante ora non spegnere i riflettori sull’università e continuare a vegliare sull’operato di governo ed opposizione in maniera consapevole ed informata, esercitando al meglio la nostra Facoltà di Dissentire. È stato questo anche il senso profondo della giornata di leizoni all’aperto, lunedì 10 novembre. Circa 60 studenti hanno ascoltato interessati le lezioni tenutesi in Piazza Sant’Antonio e nella Galleria in Corso Verdi, attirando anche l’attenzione un po’ curiosa dei passanti goriziani. Alle splendide lezioni dei professori Tonchia, Goio, La Mantia, Schulze, Scarciglia, Abenante, Scaini e Palmisano è seguito l’intervento del Preside Gabassi che ha focalizzato l’importanza della qualità della didattica e dell’amministrazione, con un occhio anche ai rischi per Gorizia nell’ambito della razionalizzazione delle sedi distaccate.

Auspichiamo che altre iniziative continuino non per un dissenso fine a se stesso, ma per tenere viva l’attenzione e creare la consapevolezza alla base di un eventuale dissenso, affinchè, qualunque giudizio esprimeremo sulla riforma che verrà, esso sia argomentato sulla realtà dei fatti.

Da leggere: L’università corrotta, di Roberto Perotti ed. Einaudi; La crisi del potere accademico italiano, di Gilberto Capano e Giuseppe Tognon ed. Arel-Il Mulino; Come cambia la scuola, instant book del Sole24ore.

Attilio Di Battista

Rappresentante degli Studenti in CdF.


 

Martedì 7 novembre, ore 15.00. Università degli Studi di Trieste.

Trovare parcheggio è anche più difficile di quanto non sia nei giorni comuni.

Un convulso movimento di persone, telecamere, forze dell’ordine e macchine d’ordinanza prelude all’inaugurazione dell’ottantatreesimo anno accademico.

Nell’accaldata Aula Magna al terzo piano di piazzale Europa, traboccante di persone come solo in speciali occasioni si vede, regna una trepidante attesa per l’arrivo del Magnifico Rettore e del Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive, l’onorevole Giovanna Melandri.

Inseguiti dalle irreprensibili hostess prendiamo posto: i più organizzati e puntuali, seduti; gli altri, e molti, in piedi.

Ci sono il coro dell’Università, il gruppo dei goliardi con il tradizionale cappello, rappresentanti degli studenti, del personale tecnico – amministrativo, senato accademico e professori. Le autorità, fra cui il sindaco di Trieste, Di Piazza e il presidente della regione, Illy, sono presenti numerose ed in prima fila.

Sfilano i Presidi di Facoltà ed i rappresentanti delle altre Università. Assente di rilievo, il rettore uscente, Domenico Romeo.

Alla speaker che annuncia “il Magnifico Rettore, prof. Francesco Peroni” segue un’inusuale standing ovation. “Una cosa mai vista ad una cerimonia di questo genere”, secondo le spettatrici più esperte. E l’ovazione si ripete, per ben due volte.

Sono gli studenti i più entusiasti. Gli stessi studenti che il neo – eletto rettore ringrazierà e ricorderà quali primi sostenitori della sua candidatura e quale risorsa preziosa, meritevole di particolare attenzione.

Così inizia un discorso che rivela da subito un deciso programma d’azione per i prossimi tre anni: riforma della didattica nel segno della professionalità e della razionalizzazione; collaborazione con gli enti locali al fine di migliorare i molteplici aspetti della vita universitaria; centralità degli studenti e valutazione dell’operato dell’ateneo da parte di soggetti esterni ad esso; sostegno alla ricerca, anche se in un periodo di evidenti difficoltà finanziarie.

Questi, alcuni dei principali aspetti di un discorso che unisce realismo politico a sani ideali di meritocrazia e collaborazione.

“Fate che”, dirà in conclusione del suo intervento il prof. Peroni, citando un discorso di Aldo Moro, “la vita pulsi dentro – l’università -, che la società con i suoi interrogativi vi si rifletta, che i problemi della difficile convivenza umana vi siano compresi ed affrontati.

Gli interventi a seguire, del rappresentante del personale tecnico – amministrativo, dott.ssa Giuliana Masci, e del presidente del Consiglio degli Studenti, dott.ssa Gisella De Rosa, manifestano fiducia e speranze nel nuovo dirigente.

Pur senza omettere le numerose necessità ed esigenze dei 23000 studenti dell’ateneo giuliano, la neo dottoressa De Rosa ribadisce l’appoggio dell’organo da essa rappresentato al rettore ed auspica un dialogo ed una collaborazione sempre più proficui con i vertici dell’Università.

“Il più giovane rettore d’Italia sostenuto dai giovani”. Questa, una delle prime considerazioni del Ministro Giovanna Melandri, che condivide con il rettore il medesimo primato, tra i ministri in carica, e che rimarca l’interesse del governo verso le nuove generazioni, riconoscendone il rilevante apporto alla comunità locale.

Un discorso lungo ed articolato, il suo, che, da una generale considerazione sull’impossibilità di colmare il ritardo storico accumulato con una sola finanziaria, giunge ad una presentazione più completa del programma economico in discussione in parlamento (sostegno al precariato, bonus fiscale di 2.600 € per gli studenti fuori sede, prestiti bancari agevolati e quant’altro).

Nel corso della cerimonia viene, in fine, conferita la laurea ad honorem in ingegneria ambientale e del territorio al prof. Adolfo Josè Melfi, Rettore Emerito dell’Università Statale di São Paulo (Brasile).

Resta di questa giornata la chiarezza d’intenti e l’attenzione del Rettore Peroni, come altresì dimostra la presenza di quest’ultimo il 17 novembre scorso all’inaugurazione del ciclo conferenziale presso il polo goriziano.

In questo “piccolo mondo nel quale completamente quello grande si riflette”, riprendendo il pensiero do Aldo Moro riportato dal prof. Peroni, speriamo davvero di poter “fare che questa piccola società sia un ponte verso la vita”.

Valentina Collazzo

Era già nell’aria in aprile, storicamente il mese delle ‘tesi’ sovversive. Avrebbe dovuto iniziare in giugno, solitamente il mese dell’ultima sessione d’esami. E’ scoppiata il 10 luglio, quando, bandiere italiane in una mano e pesanti valigie nell’altra, gli studenti si salutavano, augurandosi un’estate il più possibile lontana da Gorizia. Per tutto questo tempo, ha continuato ad agitare gli animi dei cittadini goriziani, alimentando proteste e proposte. E solo ad ottobre, all’inizio del nuovo anno accademico, ha smosso la classe studentesca. E’ la rivoluzione rifiuti.

Il nuovo sistema di raccolta di rifiuti non poteva lasciare indifferenti gli studenti che, terminata la pausa estiva, hanno ripopolato la città. Anche loro, come tutti i goriziani, si sono mobilitati per far fronte al radicale cambiamento nella gestione dei rifiuti; anche loro, varcata la soglia degli appartamenti universitari, hanno dovuto far i conti con il nuovo calendario di raccolta recapitato dal Comune di Gorizia; e anche loro, dopo averlo provato di persona, si sono schierati a favore o contro il progetto “Più porta a porta a Gorizia”.

L’opinione della classe studentesca tende, in gergo politico al riforismo. Pochissimi sono i controrivoluzionari, che vorrebbero un ritorno all’anarchia del “come era prima”. Non sono di più i sostenitori a spada tratta della rivoluzione immondizie. Prevale dunque una via di mezzo che, pur condividendo l’ideale pro-ambiente della differenziata, pone critiche di inefficienza e di scomodità.

In questo correntone confluiscono la gran parte degli studenti del polo in via Alviano. Luca, iscritto al terzo anno del corso in scienze internazionali e diplomatiche (SID), fa proprio l’ideale ambientale: “E’ un segno di civiltà e di rispetto per la natura, nonché per noi stessi”. Ma subito critica la mancanza di un’adeguata campagna informativa: “Quando sono tornato a Gorizia ho visto il nuovo calendario di asporto e ho capito che qualcosa era cambiato”. Perplessa sul materiale informativo anche Sara (23 anni), secondo anno specialistico del SID: “La campagna informativa è mancata soprattutto per noi studenti che, non vivendo a Gorizia nel periodo estivo, siamo venuti a conoscenza solo adesso del cambiamento”. Dello stesso partito del “Si, ma…”, anche Paolo (24 anni) e Selly (23), entrambi iscritti al SID. Si, favorevoli e sensibili alle tematiche ambientali, ma più critici di fronte all’efficienza del nuovo sistema, soprattutto se messo di fronte alle esigenze degli appartamenti universitari. “Passano troppo poco spesso a raccogliere le immondizie, in particolare l’umido” afferma Selly e Paolo, sulla stessa linea, spiega: “Il tipico problema degli studenti è dimenticare di depositare alle’esterno l’umido nel giorno programmato prima del ritorno a casa nel fine settimana.” Lasciando intendere quali siano gli effetti maleodoranti di una tale dimenticanza, i due si dichiarano a favore di un reinserimento delle campane, accanto al nuovo sistema di raccolta domiciliare e convengono: “I due sistemi, vecchio e nuovo, dovrebbero essere integrati”.

Votano “Si ma…” anche Andrea (24 anni) e Luca (21 anni). Il primo, iscritto all’Università di Udine ma residente a Lucinico, è convinto della necessità della tutela ambientale ma allo stesso tempo “della maggior comodità del precedente sistema in cui ognuno decideva di scaricare i propri riciclabili quando preferiva e non a date fisse”. Punta il dito sull’inefficienza Luca, iscritto ad economia e gestione dei servizi turisitici: “Il maggior problema è quando si producono grandi quantità di rifiuti organici in appartamenti dagli spazi limitati come quelli di noi universitari”. E sembra così riecheggiare anche nei corridoi universitari la protesta del comitato di via Rastello che, attraverso la portavoce Stefania Atti, ha denunciato (al Piccolo): “Così le nostre case si sono trasformate in piccole discariche”.

Contro questa corrente che va per la maggiore il pensiero di Marco (26 anni), assistente alla docenza universitaria: “Pur essendo favorevole alla differenziata e all’eliminazione delle maleodoranti campane, mi sento insensibile alle tematiche ambientali per il modo in cui sono proposte” e, schierandosi contro il finto buonismo di facciata, argomenta: “Ti fanno sentire in colpa se non getti i fondi del caffé nell’umido, mentre trascurano di sensibilizzare a problemi più importanti in materia d’inquinamento”.

Dal 10 luglio si è dato il via al progetto “Più porta a porta a Gorizia”. Ecco i punti salienti del nuovo sistema di raccolta:

– prelievo a domicilio di carta e cartone (ogni 15 giorni)

– prelievo a domicilio di plastica e lattine da sistemare in apposito sacco bianco dell’IRIS.

– prelivievo a domicilio di secco (una volta a settimana nei sacchi gialli) e umido (due volte nel periodo invernale)

– possibilità di portare il vetro nelle apposite campane o, come per il resto dei riciclabili, in apposite isolette ecologinche CONAI o comunali.

Davide Lessi

Gorizia. Dopo nove intense giornate e ben quantotto partite cala il sipario sul torneo universitario, l’evento più sentito dell’intero anno accademico. L’ambito trofeo è stato alzato al cielo del Pastor Angelicus da Marco Iodice, capitano della CSKA Turismo, ed ha avuto nel suo mattatore l’aitante centravanti dei vincitori, Emmanuele Moretti. Medaglie e tanti sinceri complimenti per i secondi classificati, i Vulcan Bargains, autentica rivelazione del campionato. La finale, svoltasi in una bella serata di fine maggio, è stata una partita avvincente, ricca di capovolgimenti di fronte, con il risultato perennemente in bilico. La CSKA ha prodotto una gran mole di gioco, prendendo il comando delle operazioni sin dai primi minuti, dimostrandosi tuttavia sterile nei metri conclusivi. Al contrario, i Vulcan risultavano essere pungenti con rapide azioni di contropiede non finalizzate solo per la cattiva serata dell’acciaccato Marraffa, limitato da un precedente infortunio al ginocchio. Il primo tempo terminava sullo zero a zero ma entrambe le squadre sembravano non avere alcuna intenzione di mollare. Il secondo tempo iniziava in modo spettacolare, con la CSKA scatenata e vicinissima alla segnatura proprio con Moretti, prima lesto ad intercettare un superficiale retropassaggio di Bellinghieri e poi rabbioso nello scagliare una fucilata verso la porta. Il palo e la traversa strozzanavano in entrambi i casi l’urlo di gioia del giocatore. Ironia del calcio: nell’azione successiva Adriano Trampus, erculeo centrocampista dei Vulcan, prima ruba palla a centrocampo e poi, con un preciso rasoterra ad incrociare, supera imparabilmente l’estremo difensore avversario. La felicità dei Vulcan dura pochi minuti, precisamente sette; è il tempo che passa tra il loro goal ed il pareggio di Marco Iodice, felino nella deviazione su corner di Faidutti. La partita si infiamma e la CSKA attacca a testa bassa e sfiora la marcatura per ben tre volte. Fuori per questione di centimetri. Ancora una volta i Vulcan sfruttano una ripartenza e purgano in contropiede: bellissimo il cross di Mezzaroba ed il destro ad incrociare nell’angolo alto di Filippo. Nuovo vantaggio e catenaccio per i Vulcan. Ma non basta. Ancora una palla inattiva, precisamente una rimessa laterale, ancora una dormita del pacchetto arretrato e Faidutti realizza un goal molto simile a quello di Crespo in Argentina-Messico del campionato mondiale. A quel punto le energie svaniscono, i ritmi si abbassano finchè non si arriva alla roulette russa dei rigori. Decisivo l’errore del difensore dei Vulcan Antonio Esperi, eletto migliore in campo. CSKA campione, Vulcan ci proverà l’anno prossimo. Onore ad entrambe le squadre. Nella finalina, netta vittoria dei Siderurgici sulle feccie rosse, forse unica delusione del torneo, grazie ad un impressionante Lessi ed un energico ed instancabile Gambardella. Senza banalità alcuna affermo che un clima turbato come quello che il nostro calcio sta pesantemente vivendo a causa dello scandalo di Moggiopoli, queste piccole manifestazioni organizzate dall’università possono riavvicinare la gente ad uno sport tra i più belli del mondo e far dimenticare l’inquinamento morale e materiale che il business e gli interessi economici hanno prodotto nell’universo del pallone. L’obbiettivo sarebbe di sottolineare come una partita sia sempre un gioco e non un affare o peggio un lavoro. Infine, il livello di gioco apprezzato durante il torneo è stato discreto, lo spettacolo folkloristico e l’ambiente quasi famigliare, ideale non solo per gli studenti ma anche per tutti coloro che volessero rilassarsi e divertirsi semplicemente al martedì ed al mercoledì sera. Tutto questo rappresenta un invito a tutti quelli che amano il calcio e la migliore pubblicità per questo meraviglioso sport.

Marco Di Liddo

Cari amici fashion, noi tutti sappiamo (soprattutto i lettori di questa rubrica!!) quanto sia importante essere sempre in ordine, eleganti e –perché no- cool anche durante il periodo più caldo dell’anno accademico. L’umidità goriziana, infatti, ci pone qualche problema con il guardaroba e rende difficile la decisione del nostro outfit universitario, facendo sì che ci si abbandoni a indumenti azzardatamente scollacciati lasciando intravedere –forse- più del dovuto. La scelta per le ragazze può ricadere su magliette dal tessuto leggerissimo, piuttosto che su canottiere succinte che non dovrebbero nemmeno far parte del guardaroba istituzional-accademico di una femme-diplomate; e poi, diciamocelo, se noi maschietti riusciamo a resistere con le t-shirt o le polo a manica corta, per le fanciulle ciò non dovrebbe essere una mission impossible!
Di fondamentale importanza ora è sapere quali saranno i colori e i tagli più in per questa primavera-estate 2006. Orbene, gli stilisti hanno parlato al popolo del glamour e si sono pronunciati in favore dei colori forti e decisi. Mio malgrado, il verde sarà il colore dell’estate: costumi, magliette, accessori e persino giacche a vento saranno di questo colore. Ma per coloro i quali non sono degli amanti del verde (che per essere portato necessita di una visitina alle Lampados!), ci si può sempre vestire con gli azzurri intensi, i gialli carichi o i rosa shocking; ricordate che è sempre meglio avere solo il particolare “forte” e che, al contrario, l’effetto “arlecchino fluo” non premia! Finalmente sono stati aboliti i pantaloni “alla pescatora” o “a tre-quarti” che dir si voglia (in particolar modo quelli da uomo). Un must per la bella stagione saranno i bermuda (anche in jeans) sia per lui che per lei, la quale potrà osare –dopo un attento esame di coscienza- anche con gli hotpants.

Mattia Mazza

Flickr Photos

Commenti recenti

Anulik su Armenia e Nagorno Karabak…
Edoardo Buonerba su Benvenuti al Sud
Fabione su Un piccolo riepilogo sulla…
marzia su Agenzie interinali
dott. Luca Campanott… su Il Friulano non è una lin…

Blog Stats

  • 11.485 hits