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Ci siamo. Sconfinare tra pochi giorni non significherà più attraversare un valico, ma semplicemente camminare lungo una strada, magari via San Gabriele, e senza accorgersene ritrovarsi in un altro Stato, in Slovenia. La mezzanotte di giovedì 20 dicembre segnerà una svolta per la città, per i goriziani e per chi di Gorizia ha fatto la sua seconda residenza, come gli autori degli articoli di questo numero di “Sconfinare”. Un numero dedicato in gran parte – e non poteva essere altrimenti – all’ingresso della Slovenia nell’area Schengen e alla caduta dei confini. Un evento che porta con sé anche una scia di polemiche. Prima su quello che da molti è stato considerato uno “scippo” da parte di Trieste, ovvero  il trasferimento da Gorizia a Rabuiese della manifestazione ufficiale. Poi l’incertezza, fino all’ultimo minuto, sul programma di festeggiamenti che la città avrebbe offerto. Nell’attesa della mezzanotte del 20 dicembre, già con qualche settimana di anticipo hanno preso il via – almeno da parte slovena – i lavori di smantellamento delle vecchie garitte della polizia. Pezzi di lamiera, finestre, cemento sono finiti nei cassonetti, nei kosovni odpadki, che al valico di Sant’Andrea hanno segnato per qualche giorno la linea di confine fra Italia e Slovenia.

Annalisa Turel

Martedì 7 novembre, ore 15.00. Università degli Studi di Trieste.

Trovare parcheggio è anche più difficile di quanto non sia nei giorni comuni.

Un convulso movimento di persone, telecamere, forze dell’ordine e macchine d’ordinanza prelude all’inaugurazione dell’ottantatreesimo anno accademico.

Nell’accaldata Aula Magna al terzo piano di piazzale Europa, traboccante di persone come solo in speciali occasioni si vede, regna una trepidante attesa per l’arrivo del Magnifico Rettore e del Ministro per le Politiche Giovanili e le Attività Sportive, l’onorevole Giovanna Melandri.

Inseguiti dalle irreprensibili hostess prendiamo posto: i più organizzati e puntuali, seduti; gli altri, e molti, in piedi.

Ci sono il coro dell’Università, il gruppo dei goliardi con il tradizionale cappello, rappresentanti degli studenti, del personale tecnico – amministrativo, senato accademico e professori. Le autorità, fra cui il sindaco di Trieste, Di Piazza e il presidente della regione, Illy, sono presenti numerose ed in prima fila.

Sfilano i Presidi di Facoltà ed i rappresentanti delle altre Università. Assente di rilievo, il rettore uscente, Domenico Romeo.

Alla speaker che annuncia “il Magnifico Rettore, prof. Francesco Peroni” segue un’inusuale standing ovation. “Una cosa mai vista ad una cerimonia di questo genere”, secondo le spettatrici più esperte. E l’ovazione si ripete, per ben due volte.

Sono gli studenti i più entusiasti. Gli stessi studenti che il neo – eletto rettore ringrazierà e ricorderà quali primi sostenitori della sua candidatura e quale risorsa preziosa, meritevole di particolare attenzione.

Così inizia un discorso che rivela da subito un deciso programma d’azione per i prossimi tre anni: riforma della didattica nel segno della professionalità e della razionalizzazione; collaborazione con gli enti locali al fine di migliorare i molteplici aspetti della vita universitaria; centralità degli studenti e valutazione dell’operato dell’ateneo da parte di soggetti esterni ad esso; sostegno alla ricerca, anche se in un periodo di evidenti difficoltà finanziarie.

Questi, alcuni dei principali aspetti di un discorso che unisce realismo politico a sani ideali di meritocrazia e collaborazione.

“Fate che”, dirà in conclusione del suo intervento il prof. Peroni, citando un discorso di Aldo Moro, “la vita pulsi dentro – l’università -, che la società con i suoi interrogativi vi si rifletta, che i problemi della difficile convivenza umana vi siano compresi ed affrontati.

Gli interventi a seguire, del rappresentante del personale tecnico – amministrativo, dott.ssa Giuliana Masci, e del presidente del Consiglio degli Studenti, dott.ssa Gisella De Rosa, manifestano fiducia e speranze nel nuovo dirigente.

Pur senza omettere le numerose necessità ed esigenze dei 23000 studenti dell’ateneo giuliano, la neo dottoressa De Rosa ribadisce l’appoggio dell’organo da essa rappresentato al rettore ed auspica un dialogo ed una collaborazione sempre più proficui con i vertici dell’Università.

“Il più giovane rettore d’Italia sostenuto dai giovani”. Questa, una delle prime considerazioni del Ministro Giovanna Melandri, che condivide con il rettore il medesimo primato, tra i ministri in carica, e che rimarca l’interesse del governo verso le nuove generazioni, riconoscendone il rilevante apporto alla comunità locale.

Un discorso lungo ed articolato, il suo, che, da una generale considerazione sull’impossibilità di colmare il ritardo storico accumulato con una sola finanziaria, giunge ad una presentazione più completa del programma economico in discussione in parlamento (sostegno al precariato, bonus fiscale di 2.600 € per gli studenti fuori sede, prestiti bancari agevolati e quant’altro).

Nel corso della cerimonia viene, in fine, conferita la laurea ad honorem in ingegneria ambientale e del territorio al prof. Adolfo Josè Melfi, Rettore Emerito dell’Università Statale di São Paulo (Brasile).

Resta di questa giornata la chiarezza d’intenti e l’attenzione del Rettore Peroni, come altresì dimostra la presenza di quest’ultimo il 17 novembre scorso all’inaugurazione del ciclo conferenziale presso il polo goriziano.

In questo “piccolo mondo nel quale completamente quello grande si riflette”, riprendendo il pensiero do Aldo Moro riportato dal prof. Peroni, speriamo davvero di poter “fare che questa piccola società sia un ponte verso la vita”.

Valentina Collazzo

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