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Sono passati 30 giorni dall’installazione del nuovo Sconfinare.net, molte cose sono state sistemate e aggiornate e ancora molto rimane da fare, come sempre del resto, ma Sconfinare.net funziona e i risultati si vedono. In un mese di attività, senza nuovi numeri cartacei prodotti, ha contato 815 visitatori e la popolarità del sito è in salita, inoltre il numero di commenti spam è arrivato a oltre 1000 unità (fate voi se è da considerare un elemento positivo o negativo, mah..).

Continuate a seguirci, continuate a leggerci, a visitarci.
Noi continueremo a scrivere e a interessarvi.

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“Se molti di voi pensano che Gorizia senza universitari sia una città morta, si sbagliano di grosso”.

Sono in molti a pensare che Gorizia non meriti le realtà universitarie, altri che non riesca a gestirle o a valorizzarle. Nonostante questo non bisogna sottovalutare o giudicare per partito preso le iniziative presenti in città. Vi sono essenzialmente due novità: ciò che interesserà sopratutto il popolo di studiosi che di Gorizia ha fatto la sua seconda città, o semplicemente il luogo dove “spende” la settimana dal lunedì al venerdì, è l’apertura dei bandi dell’Erdisu, per usufruire dei contributi per lo studio, per l’alloggio, per maggiori info Erdisu.

Interesserà invece anche la cittadinanza l’apertura del nuovo “Conference Center” in via Alviano, a partire da Gennaio 2009. Come riportato da “Gorizia Oggi” il sindaco Romoli ha salutato la conclusione dei lavori con la speranza che la struttura possa essere adeguatamente sfruttata e pubblicizzata.

Dunque appuntamento a Settembre e a Gennaio… godetevi le vacanze.

Diego Pinna

Pagina Immagini corretta, aggiunte 33 foto.

Pagina Pdf aggiunta, primi 4 numeri disponibili in pdf.

Pagina Redazione corretta, aggiornato elenco.

Aggiunta sezione sidebar Link veloci redazione: collegamenti alla webmail sconfinare.net ai documenti e agenda personali.

Chi dedica un po’ di tempo alla stampa internazionale, sicuramente ha una idea di come l’Italia ora sarà oggetto di attenzione. Tutti attenti a seguire le ultime affermazioni del premier (e le necessarie smentite).

Ricomincia l’era de “Italia – lo zimbello d’Europa”: una nuova gestione politica all’Italiana.

Andatevi a leggere questo articolo di Peter Popham, inviato dell’Independent a Roma.

http://www.independent.co.uk/news/europe/antiislamic-prankster-set-to-be-berlusconis-deputy-813334.html

Cari sconfinati, sconfinanti, sconfinantissimi… (meglio fermarsi qui)

il numero di aprile 2008 è stato pubblicato e stampato! E’ disponibile già ovunque!!

Gli argomenti di questo numero sono tantissimi, ecco qui l’indice per una più facile consultazione:

Politica Internazionale: responsabile: Diego Pinna

  • Olimpiadi in Cina (Giovanni Collot)
  • Indice di Sviluppo Umano (Giovanni Armenio)
  • Articolo fulminante (Francesco Marchesano)

Politica Nazionale : responsabile: Davide Caregari

  • Anniversario sequestro Moro (Lisa Cuccato)
  • Anniversario Impastato (Michela Francescutto)
  • Dopo-elettorale (Matteo Lucatello)
  • 2 artt “Papa e La Sapienza” (Athena Tomasini e Francesco Marchesano)
  • Risposta art. aborto (Antonio Del Fiacco)

Politica e Cultura Glocale : Responsabile Marco Brandolin

  • Articolo elezioni regionali (Federico Filipuzzi)
  • Allargamento Polo Goriziano (Marco Brandolin)

Università: responsabile Edoardo Buonerba

  • Fasana – poesia ex collega
  • Art. di “denuncia istituzionale” (Valentina Collazzo)
  • Nota biografica su Fasana di Abenante
  • Intervista al Preside Coccopalmerio (Federica Salvo)
  • Articolo-intervista a Gabassi sull’istituzione del Comitato Scientifico del Polo del Negoziato (Edoardo Buonerba).

Musica: responsabile Isabella Ius

  • Articolo su Allevi (Marta Landoni)
  • The Wombats in concert (Luca Nicolai)
  • Articolo di archivio di Rodo le Parisien

Cinema: responsabili Federico Permutti e Francesco Gallio

  • Il Cacciatore di aquiloni (Elisa Calliari)
  • Tutta la vita davanti (Federico Nastasi)
  • Il Lato grottesco della vita (Francesco Bruno)

Libri : Giulia Cragnolini responsabile ad interim

  • MFE Pougala (Federica Salvo) /
  • Presentazione libro di Sgrena a Gorizia (Valentina Tresoldi)

Stile Libero: responsabile Luca Nicolai

  • Recensione serie TV (Luca Nicolai)/
  • Sistemi di sicurezza aerei (Edoardo Buonerba)
  • Incontro col ministro (ex) Damiano (Federico Vidic)

Il Gruppo Giovani del Comitato Provinciale Unicef di Gorizia, vi
annuncia che tra qualche giorno riprenderà la rassegna cinematografica
dal tema DONNE E BAMBINI, PARITA DI GENERE E DI DIRITTI, iniziata lo
scorso inverno. Anche gli ultimi tre film saranno proiettati presso la
sede del Punto Giovani di Gorizia, in via Cappuccini 21, alle ora
20h30.
I film in programma sono:
– 28 aprile:  “OSAMA”
di S. Barmak, Afgahnistan/Giappone/Irlanda, 2003, (durata 82′).
Kabul, poco tempo fa. Una ragazzina di 12 anni, sua madre e sua nonna
sono sopravvissute alla repressione delle manifestazioni di protesta
organizzate dalle donne afgane all’inizio del regime talebano. L’unico
modo per lavorare e procurarsi da vivere è travestire la piccola da
maschio e fingere che si chiami Osama, purché i talebani non la
scoprano…
-12 maggio:  “ABC AFRICA”
di A. Kiarostami Iran, 2001 (durata 83′)
Uganda, marzo 2000. Su richiesta dell’Ifad, l’International Fund for
Agricultural Development delle Nazioni Unite, Abbas Kiarostami e il
suo assistente Seifollah Samadian arrivano a Kampala. Per dieci
giorni, le loro telecamere digitali catturano e accarezzano i volti di
un migliaio di bambini, tutti orfani, i cui genitori sono morti di
Aids.
-19 maggio:  “WATER”
di D. Mehta Canada/India, 2005, (durata 114′)
India. La storia parla di tre vedove Hindi, che dopo la morte dei loro
mariti vanno a vivere in una casa lungo il fiume dove vivono di
elemosina, ma alcune sono costrette a prostituirsi perchè il denaro
non basta. Tra le vedove, una bambina di soli otto anni, vittima dei
matrimoni infantili, che viene portata dal padre nella casa sul fiume,
ma che, essendo ancora piccola, non riesce a capire bene quello che le
sta accadendo…

Per qualsiasi informazione o curiosità ci trovate in via Santa Chiara
3/6 da martedì al venerdì dalle 10h00 alle 12h30, oppure potete
scriverci a comitatounicef.go@libero.it.
Vi aspettiamo numerosi!

A Gorizia l’incontro del 9 aprile

Mercoledì pomeriggio goriziano, nuvole, ma non piove. Sono le quattro e mezza, piccola folla di giovani davanti al Palace Hotel, aspetta il ministro del lavoro Cesare Damiano, invitato dai Giovani Democratici di Gorizia sull’onda di una provocazione, “giovani ed eventuali”, che dà il titolo all’incontro. «Siamo noi gli “eventuali”, quelli che non hanno granché voce nella politica e nell’economia», dice Valentina, sedicenne che prima ancora della maggiore età ha già votato due volte alle primarie del Pd. «Il problema – le fa eco Michele, al primo anno di Legge – è che vogliamo mettere il naso fuori casa, progettare un minimo di futuro». Già, questa, la parolina magica. Forse la molla che ha portato tanti ragazzi a discutere di politica con un ministro del lavoro oramai agli ultimi giorni del suo mandato. E quando arriva Cesare Damiano, sulle note di “Mi fido di te”, vero inno unofficial della campagna veltroniana, tutti in piedi, ad applaudire – un po’ forse con sollievo, dopo l’attesa dovuta ad una tappa imprevista in un’azienda vinicola…

Marco Fabozzi, visibilmente emozionato, festeggia i suoi 23 anni introducendo gli argomenti su cui Damiano dovrà rispondere. Da poco laureato in Tecniche della prevenzione degli infortuni sul lavoro, Marco tratteggia in breve le inquietudini di una generazione: lavoro, precarietà, salari, sicurezza, famiglia. Un giovane che oggi vuole entrare nel mondo produttivo – incalza – rimane quasi certamente “intrappolato”, spesso per lungo tempo, in rapporti di lavoro precari che non gli consentono di realizzare progetti a lungo termine, né di acquisire una certa indipendenza economica. «La scarsa sicurezza nei luoghi di lavoro – sottolinea ancora Marco -, unita alle forme contrattuali di assunzione, nasce in gran parte da un’illusoria strategia di mercato che si basa su una riduzione dei costi del lavoro. Tutto ciò incide, alla fine, a scapito della tutela della salute e dei diritti dei lavoratori».

Damiano non si sottrae ai problemi, e rileva subito l’eccessiva durata dei contratti di flessibilità: «Quando ho cominciato a lavorare in fabbrica, quarant’anni fa, dopo trenta giorni di prova avevo già un contratto a tempo indeterminato. Oggi non è più così. Le vecchie certezze non esistono più, e voi, i giovani, siete chiamati a riconquistare i vostri diritti giorno per giorno». Rivendica i risultati raggiunti in pochi mesi di governo, in particolare con la Legge 123 del 2007, una normativa sulla sicurezza – dice – tra le più avanzate in Europa. «Ma le migliori leggi, se rimangono sulla carta, non servono a nulla. Bisogna applicarle: a favorire ciò ci sono i 1411 nuovi ispettori del lavoro, c’è un dialogo con le imprese, per far crescere la consapevolezza che un luogo di lavoro sicuro è utile per tutti, anche per il datore di lavoro». Il nocciolo è questo: le regole non sono degli impedimenti, dei “lacciuoli” inutili e gravosi da evitare quanto più possibile, ma portano alla crescita del Paese in tutte le sue componenti.

Continua il botta e risposta: com’è possibile che la fascia d’età maggiormente coinvolta negli infortuni sia proprio quella compresa tra i 18 ed i 34 anni? «Non se ne può parlare solo dopo fatti eclatanti come quelli di Torino – ribadisce Marco, che ne ha viste già molte nei cantieri del monfalconese -. Il problema è innanzitutto culturale, e la formazione gioca un ruolo di primo piano». «Gli ambienti di lavoro – aggiunge Damiano – sono sempre più “internazionali”, data la forte presenza di immigrati. Occorre comunicare con lingue, culture, modi di pensare diversi dal nostro. E questi lavoratori, specie nel settore edilizio, sono i più esposti ai rischi. Sono migliaia le imprese edili che ho fatto chiudere per mancato rispetto delle norme: di queste, il 40% ha riaperto dopo essersi messa in regola, le altre hanno chiuso, perché dovevano la propria sopravvivenza al “nero”. Proprio in queste si concentra una grossa parte dei morti e dei feriti». Altra novità, rivendicata dal ministro, è l’obbligo di regolarizzare il lavoratore entro un giorno prima dall’inizio dell’occupazione, «proprio perché quasi metà degli infortuni avviene il primo giorno di lavoro». Il milione di incidenti sul lavoro annui colpiscono infatti soprattutto chi è alla prima esperienza lavorativa: giovani spesso messi in difficoltà da un sistema che non permette di crearsi un’esperienza e conoscere bene il proprio lavoro e i rischi che lo caratterizzano.

Un’esistenza precaria inibisce le possibilità di farsi una famiglia, di procedere regolarmente nelle proprie relazioni, di costruirsi un’autonomia. In molti sentiamo questi problemi, chi studia a lungo all’università, come chi finisce presto in un cantiere o in un call center. Trovare una così larga presenza di giovani, a discutere in un pomeriggio goriziano, mi ha veramente stupito. C’è voglia di crescere, di contare. Il tema del lavoro ha richiamato questo desiderio di sentirsi importanti e dare il proprio contributo ad una società sempre più vecchia, dove i giovani lottano ogni giorno per conquistare i propri spazi. È un desiderio importante, una fiammella che potrà crescere, se tutti daranno il loro prezioso, ed individuale, contributo.

Federico Vidic

Il prossimo numero di Sconfinare è alle porte. Non temete… Tutto procede secondo una rigida tabella di marcia:

  • Venerdì mattina il numero in cartaceo sarà pronto e subito distribuito.
  • E’ previsto per Sabato l’aggiornamento su Sconfinare.net

Un saluto a tutti voi, continuate a seguirci, a leggere sconfinare e a visitare il nostro sito.

Sconfinare

Diego

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=-utlhEAl4-s%5D

Vorrei segnalare a tutti i nostri visitatori un paio di video trovati su youtube e realizzati dal sito Il termometro Politico: laboratorio di analisi politica. Presentano molto chiaramente alcuni grafici riguardanti l’andamento del Pil e del Deficit durante gli ultimi 10 anni.

[youtube:http://www.youtube.com/watch?v=9B5TptZVaKQ%5D

Ognuno è libero di trarne le proprie conclusioni, ma per favore prima di vedere lo spettro della propaganda insito in questo post, andate a verificare la veridicità e le nozioni contenute in questo video.

“Buon Voto”

[youtube:http://youtube.com/watch?v=jZULGg9kfCo%5D

Questa volta l’aggiornamento è avvenuto nel motore interno del sito, l’applicazione che permette a Sconfinare.net di essere visibile nella sua forma. E’ WordPress che ormai ha raggiunto la versione 2.5. In questo modo la visualizzazione del sito risulterà, per i lettori, più veloce e ottimizzata, inoltre più sicuro e facile da gestire. Vi ricordo inoltre che l’uscita del prossimo numero di Sconfinare è prevista per la settimana prossima, subito dopo le elezioni! Un saluto Diego

Ad una settimana di distanza dalla stampa del nuovo numero, ecco apparire tutti i nuovi articoli anche sul sito di Sconfinare. A breve saranno anche scaricabili i pdf di tutte le pagine, e le immagini delle prima pagina, nelle rispettive sezioni.

Un saluto a tutti.

A presto

Diego

Zgodbe in portreti šestdeset let meje

V polni mali dvorani Soške knjižnice poteka predstavitev knjige o meji med Italijo in Slovenijo. Nekaj plakatov in dobre besede je prepričalo mnoge goričane naj gredo ven iz hiše in naj ponovno poslušajo anekdote o meji.
Avtor knjige Roberto Covaz razčleni vsako stran z radovednostjo in ponižnostjo. Njegova knjiga nastane s pazljivo raziskavo o osebkih in položajih, ki jih je avtor našel v raznih nenavadnih krajih: na pokopališču Merne mudeča se meja je “oskrunila” grob s tem, da ga je na pol razdelila; iz polja bratov Zoff, uglobljen v Jugoslavijo leta 1947, ponoči je prihajal ropot strelov graničarjev proti vsem tistim, ki so hoteli prekoračiti mejo in zbežati v Italijo; v “muzeju meje” pri Transalpini, najpomembnejši kos je velika rdeča zvezda iz pločevine, socialistični simbol, ki je Tito “dal pod nos” goričanom, tako da ga je obesil na zid železniške postaje. Nastala je tako lepa zbirka bleščečih portretov, narisani navzdolž meje, kateri znajo biti ganljivi, čeprav brez predsodkov. Zelo me je prizadel pripetljaj Rada, prodajalca časopisov Piccolo, katerega so obtožili sodelovanja s Titom pri deportaciji stotin goričanov umrlih v fojbah. Prav zaradi tega Covaz piše: “V Gorici, morda zaradi preteklosti vohunov, položaj ni se spremenil, kajti ostaja nezaupnost proti vsemu kar ni iz Gorice”.
Srečanje poteče hitro. Paolo Rumiz, italijanski novinar časopisa Repubblica, razčleni najpomembnejše točke. Prelista knjigo in si pogleda zgodbo Roberta – v knjigi, Covaz pripoveduje v tretji osebi o nekaterih dogodkih svojega življenja – protagonist knjige, ki zraste z mejo, ki jo je danes videl izginiti. Med spomini in anekdotami, “Niente da dichiarare” ne pozabi na preteklost in bodočnost te zemlje. Gorica in Nova Gorica: “spodnje hlače plesavk in cilinder”. Slovenci “so se iznebili težavnih palto-jev graničarjev, dobili pa so se s spodnjimi hlačami plesavk igralnic”. Na drugo stran se lahko pelješ s kolesom. Imamo mladeniče, ki ob nedeljah popoldne ne gredo na morje in raje ostanejo v muzeju meje, kjer lahko pripovedujejo zgodovino njihovega mesta tudi italijanskim turistom. “Na drugi strani Gorica dokaže vsa svoja leta. Še vedno se smatra za plemiča s cilindrom, ne da bi se zavedala, da svet se spreminja, teče in se prilagaja.”
Potem ko sem kupil knjigo in sem prebral te besede, sem pomislil na tisto popoldne v knjižnici. Velik del prisotnih je bil sestavljen iz starejših ljudi, ki so hoteli ponovno doživeti kak dogodek njihove mladosti. Menim, da smo vsi ostali šokirani, ko je na koncu srečanja goriški igralec Gianfranco Saletta nas pozdravil s temi besedami: “Gorica se mora prebuditi. Mora iti izven osamljenosti v katero se naprej skriva. Mora postati bolj podzavestna. Kupiti knjigo “Niente da dichiarare”  pomeni, da se čuti to potrebo. Vi mladi ste moč, ki lahko pripelje do menjave! Vi, ki se morate razjeziti in ki morate raztresti pisalne mize!” Škoda, da edini mladi prisotni v tisti polni dvorani smo bili mi, pet ali šest študentov SID-a, med katerimi nobenega goričana.

In brasile non si parla d’altro. Un ottimo successo di botteghino porta due milioni e mezzo di brasiliani al cinema ad assistere al film che ha reso José Padilha, il regista, una celebrità assoluta nel Paese. L’unico problema: le copie illegali disponibili su internet e nei baracchini di strada di tutta l’america latina che hanno venduto ben undici milioni di copie. Si calcola che se solo la metà delle persone che hanno comprato i film piratati fosse andata al cinema, Tropa de Elite (truppa di elite in italiano N.d.A.) sarebbe stato il film con il maggior successo di botteghino della storia del Brasile. E a poco sono valse le proteste del regista presso il ministro della Cultura – Gilberto Gil – dal momento che anche quest’ultimo aveva già in casa la sua copia personale del film, rigorosamente piratata. Tropa de Elite, che sta sbancando – più o meno legalmente – nell’america latina, è sbarcato trionfalmente in Europa al festival di Berlino aggiudicandosi l’Orso d’oro.
Rio de Janeiro – 1997, è lo sfondo della storia tratta dai resoconti di 12 poliziotti e uno psichiatra della ex capitale brasiliana. Tuttavia la Rio ritratta da Padilha non è quella del carnevale e del samba, della sabbia di Copacabana o del Pão d’Azúcar. Il regista infatti racconta la violenza e la brutalità della Rio povera, quella delle favelas in cui i signori del narcotraffico regnano a suon di pallottole. Ed è proprio per combattere questo giro di criminalità organizzata che a Rio nasce la BOPE (Battaglione per le Operazioni di Polizia Speciali), una vera e propria task force di assassini addestrati a penetrare silenziosamente nelle favelas e far tabula rasa delle mele marce. Tropa de Elite
Nascimento (Walter Moura), capitano della BOPE e voce narrante del film, ha il compito di “pacificare” la favela del Turano per un motivo che considera insensato. Inoltre la moglie sta per dare alla luce suo figlio e insiste notevolmente affinché egli abbandoni il suo incarico di poliziotto. Per questo il capitano decide di uscire dalla BOPE, ma non prima di aver reclutato un valido rimpiazzo. Le vicende di Nascimento si intrecciano quindi con quelle di altri due poliziotti: Neto (Caio Junqueira) e Matias (André Ramiro), appartenenti alla normale PM (polizia di Rio). Matias in particolare studia legge all’università e si trova invischiato in una storia d’amore con Maria, una sua compagna di studi, la quale vive nella favela di Turano e frequenta compagnie di drogati e piccoli spacciatori. Matias, che tiene nascosta la sua identità di poliziotto, si deve quindi scontrare con una realtà che è molto lontana dalla sua idealizzata visone del mondo ed è quindi combattuto tra la fedeltà alla sua professione e l’amore per ragazza. Alla fine sia Neto che Matias verranno salvati dal pronto intervento della BOPE durante una sparatoria e si convinceranno ad entrare in questo corpo di polizia che lotta – nel vero senso del termine – contro la criminalità organizzata.
La trama, piuttosto lineare, è spezzettata sapientemente con un gioco di flash back e di divisione in capitoli, che permettono al regista di spostarsi da un personaggio all’altro finché le diverse fabule confluiscono nella stessa serie di eventi. In questa maniera Padilha ha l’occasione di gettare uno sguardo cinico e disincantato sulle due forze dell’ordine brasiliano: da un lato la PM, corrotta e inefficiente, piena di parassiti che vivono di protezione e ricatti, di scommesse clandestine e di mazzette; dall’altro lato la BOPE, polizia dall’integerrima condotta morale, violentissima e letale. Inoltre l’autore si destreggia nella descrizione dell’evoluzione della psicologia di Matias: il giovane studente pieno di buoni principi e ottimismo deve cedere di fronte ai meccanismi perversi di corruzione e immobilismo della PM, di fronte all’ipocrisia dei movimenti pacifisti e alla crudeltà delle favelas. Per questo Matias deciderà di entrare nella BOPE, sottoponendosi ad un addestramento alienante in puro stile Full Metal Jacket, che lo porterà nel mondo delle azioni speciali, delle torture e delle violenze ai civili, un mondo che farà di lui il freddo e veloce soldato-assassino.
Un film che percorre i vizi e le piaghe di una società a livello civile e istituzionale, un film che sobriamente affronta un tema intenso e angosciante, un film schietto e cinico, e di sicuro un film che vi farà passare la voglia di passare le vacanze a Rio de Janeiro.

Francesco Gallio

Sconfinare è pronto. Sconfinare è stampato. Il nuovo numero di Sconfinare vi aspetta. A breve l’aggiornamento del sito con i nuovi articoli. Alcuni, per problemi di spazio nell’edizione cartacea, saranno pubblicati nella loro forma estesa qui su sconfinare.net.

Augurandovi buona lettura, vi invito a commentare e far sentire la vostra opinione.

Diego Pinna

A tutti gli affezionati lettori di Sconfinare e Sconfinare.
Numerosi problemi hanno rallentato, (ma non fermato!), la nostra attività. Esami e problemi organizzativi hanno caratterizzato questi primi mesi del 2008. Ma, non temete, il nuovo numero è alle porte: marzo finalmente vedrà ricomparire un nuovo numero di Sconfinare! Voi lettori continuate a seguirci e continuate a visitare il nostro sito. In ogni momento contattateci attraverso il nostro indirizzo email sconfinare@gmail.com o se volete commentate i nostri articoli: critiche e suggerimenti sono sempre i benvenuti.

Un saluto dal webmaster

Diego Pinna

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