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E’ successo davvero! Il 9 marzo! Giuro! Fatevelo raccontare! In piena assemblea! Il capitano ha detto che se qui non ci piace siamo liberi di andarcene! E lasciare la barca! Bella forza! Ma non sapeva che qui è pieno di Iceberg! Evidentemente no! Da qualcosa avremmo potuto capirlo però! E’ stato troppo facile salirci! E non tutti erano convinti! Gli ufficiali più furbi se n’erano già andati da un pezzo! Per non parlare dei ricchi! Quelli si sono presi le scialuppe più veloci! Verso qualche nuova città all’estero! E i topi! I topi sono sempre i più svegli quando si tratta di andare a picco! Capiscono subito da che parte tira l’aria! Sissignore! Ma noi no! Noi siamo rimasti! Noi abbiamo avuto fiducia! Vorremmo solo che il Titanic a New York ora ci arrivasse! Non siamo capaci di saltare! E l’acqua è gelata! Non ci sono alternative! Ma il capitano non può virare! No! Però il capitano ha detto che siamo liberi di andarcene se così ci fa piacere! Grazie tante! Ma io ho pagato per arrivare fino a New York!

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No, non doveva dirle niente… non poteva!

Come avrebbe potuto sopportare di dirle che, dall’oggi al domani, la loro vita era completamente distrutta?

Bianca era sì una donna forte, ma ne aveva passate veramente troppe perché potesse sopportare anche questa.

All’età di 12 anni, si era ritrovata orfana di padre e costretta a vivere da sola con sua madre che, malgrado l’avesse messa al mondo, era la persona che la comprendeva meno di chiunque altro.

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Buongiorno professore. Oggi si parlerà di P2, sebbene in linee molto generali per motivi contingenti…

Bene, comincio col dirle che ai tempi della P2 facevo il magistrato. Ero anche Vice Presidente vicario del “Centro di azione latina”, fondato da Fanfani (adesso “Istituto italo-latino americano”). L’istituto all’epoca aveva contratto dei debiti: il consigliere economico dell’ambasciatore argentino si trovava all’Hotel Excelsior, credo nell’Ottobre dell’80, dove c’era anche Licio Gelli.

Fu lì che incontrò Gelli per la prima volta?

Si. In quell’occasione mi chiese se ero disposto a fare da consulente legale per una multinazionale, dato che ero (e sono) professore di diritto internazionale (presso l’Università “La Sapienza”, n.d.r.). Da lì poi arrivò la proposta per entrare a far parte della Loggia P2, e mi diede un modulo da compilare.

In cosa consisteva questo modulo?

Era un modulo normalissimo: le uniche cose “particolari” erano due clausole. La prima in cui era previsto il rispetto assoluto della Costituzione e delle leggi statali; la seconda in cui si contemplava il rispetto della segretezza sull’iniziazione muratoria, per garantire la riservatezza del rituale. A quel punto giunsi alla parte relativa ai “soci presentatori”. Insomma, due individui avrebbero dovuto sostenere la mia “candidatura”. Ma non conoscevo nessuno. Fu lo stesso Gelli a farmi due nomi.

Che nomi le fece?

Quello di Fanelli, questore della Polizia di Stato, e di Picchiotti, generale dell’Arma dei Carabinieri. Come potevo non fidarmi? … Firmai il modulo.

Come avvenne l’iniziazione?

In pratica non fui mai iniziato. Il rituale sarebbe dovuto avvenire tra il 18 e il 19 Marzo 1981 (non ricordo di preciso il giorno), ma il 17 ci fu il sequestro della lista. Inoltre, nel giorno in cui avrei dovuto “iniziarmi” mi trovavo a Santiago del Cile. In seguito al sequestro Gelli mi chiese di difenderlo. Io accettai e rimasi suo avvocato fin quando egli non aggiunse nella sua schiera di avvocati anche l’avvocato Vitalone (metà 1982).

Adesso potrebbe fare un breve accenno al “Piano R” (Rinascita)?

Posso dirle che esso non fu scritto da Gelli… mi pare da un magistrato. Era comunque un progetto riformatore, così come erano riformatori gli intenti della P2. La Loggia non era reazionaria, ma riformatrice. Nessuna intenzione di organizzare golpe, sebbene alcuni degli adepti fossero coinvolti nel fallito golpe di Junio Valerio Borghese.

Ho visto che molti punti contenuti nel “Piano R” “coincidono” con i punti programmatici dell’attuale Governo (ricordiamo che Silvio Berlusconi è stato piduista)…

Si, come ad esempio la riforma della Magistratura. Ma Berlusconi non è assolutamente in grado di portare avanti un così ambizioso progetto. Lui, come tutti noi, aveva i suoi interessi da tutelare. La Loggia P2 costituiva l’élite delle classi professionali.

Quindi nessun principio ispiratore, ideale…?

Assolutamente no! Non vi erano principi ispiratori, non c’erano ideologie. All’interno della Loggia vi era un mélange politico incredibile. Quello che accomunava tutti era “fare i propri interessi” e sviluppare magari le proprie carriere ancora agli inizi, com’è stato nel caso del nostro attuale premier. La P2, per quanto mi riguarda, era una società di mutua assistenza. Voi “giornalisti” dovreste accettare certe semplici e banali verità!

Federica Salvo

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