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Cari amici fashion, finalmente ci ritroviamo dopo la lunga pausa estiva, in cui spero abbiate approfittato dei preziosi consigli fornitivi dal vostro umile ambasciatore del mondo della moda preferito . E affinché non vi sentiate persi nel decidere cosa acquistare per il vostro nuovo guardaroba invernale, mi sono dovuto addirittura recare a qualche sfilata e a qualche after-party di queste ultime… E il risultato è che, per questa stagione autunno-inverno la moda è abbastanza anarchica, varia e aperta alle differenti interpretazioni, nonostante rimangano alcuni dettami. I tagli proposti dagli stilisti, soprattutto per quanto riguarda la moda femminile, sono molto vari per quanto riguarda le gonne: si passa da quelle con orli regolari e geometrici, a quelle più sregolate e dalle lunghezze variabili; insomma, corto, lungo, largo, stretto…tutto va bene! Un must saranno i leggins (specialmente neri per il loro effetto smagrente) da abbinare con vestiti in jersey dalle fantasie più disparate o semplicemente con gonne piuttosto corte. Il colore predominante per uomini e donne indistintamente sarà l’imperituro ed elegante nero che, tra le tante qualità, ha anche quella di essere un’ottima base per qualsiasi abbinamento (a parte con il blu-scuro e attenzione con i marroni). Le passerelle presentano anche molto marrone e delle reminescenze estive delle tinte sabbia, ma colori come il viola, da abbinare –appunto- col nero, danno un tocco caratterizzante al vostro outfit 2006/2007. Molta attenzione è stata posta sui tessuti pregiati e ricompaiono come protagonisti il velluto, presente anche negli accessori (incantevoli quelli proposti da Louis Vuitton), e il cachemire presentato in caldi, ampi e avvolgenti maglioni portati quasi come capi-spalla. A proposito di accessori, le borse devono essere grandi e capienti! Alcune riviste hanno parlato inoltre di “esplosione metallica” perché dappertutto si vedono accessori, ma anche capi, color argento od oro…evidentemente un alto must per questo –almeno apparentemente- lussuoso inverno. Per l’uomo tuttavia si può arrivare ad osare con un tocco di bronzo sugli accessori, che sui maschietti risulta più gradevole e decisamente meno “truzzo anni ottanta”. Per lui e per lei tornano le giacche e i cappotti stile impero o divise militari (ma assolutamente non mimetiche!!!), con bottoni dorati, cinture, medaglie (?!?) e chi più ne ha, più ne metta! Assolutamente imprescindibili saranno i guanti, dai colori sgargianti, con particolari preziosi…insomma, da farsi notare!!!

Bene, ora avete tutti gli strumenti (sfortunatamente non abbiamo i fondi per fornirvi anche i mezzi!) per lanciarvi nello shopping più sfrenato, che ricordo essere una delle attività maggiormente antidepressive e creative, soprattutto per questa democratica stagione che lascia molto spazio (mi raccomando, non troppo!) all’estro e al gusto personale! BUON SHOPPING!

Mattia Mazza

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Al Lido di Venezia vince a sorpresa la Cina

È giunta quest’anno alla sessantatreesima edizione la Mostra del Cinema di Venezia, che si inquadra nel più vasto scenario della Biennale di Venezia. Per la prima volta dal dopoguerra, l’edizione 2006, che si è svolta dal 30 agosto al 9 settembre, ha portato in concorso tutti film in prima mondiale, tra cui in particolare “The Queen” e “Il diavolo veste Prada” (fuori concorso) hanno portato una ventata d’aria fresca in una manifestazione a volte un po’ troppo uguale a se stessa. Madrina della rassegna è stata l’attrice italiana Isabella Ferrari, mentre la giuria è stata presieduta da Catherine Deneuve e composta da José Juan Bigas Luna, Paulo Branco, Cameron Crowe, Chulpan Khamatova, Park Chan-Wook e Michele Placido.

Molte le star di calibro mondiale presenti: sul tappeto rosso, inaugurato da una Scarlett Johansson in ritardo di 40 minuti (da vera diva), hanno sfilato, tra gli altri, Sandra Bullock, Helen Mirren, Adrien Brody, Jeremy Irons, Ben Affleck, Anne Hathaway, Meryl Streep, Rachel Weisz e Lindsay Lohan

Di seguito, una veloce carrellata dei premi assegnati in questa edizione.

A sorpresa, e non senza disappunto di molti, il
Leone d’Oro della 63ma Mostra del Cinema di Venezia è andato al cinese Jia Zhang-Ke, regista del film “Still Life”.

Leone d’Argento per la migliore regia
a Alain Resnais per “Coeurs”.
Leone d’Argento Rivelazione a
Emanuele Crialese
perNuovomondo”.
Premio speciale della Giuria a “Daratt“, di Mahamat-Saleh Haroun.
Leone d’Oro alla carriera per il regista statunitense David Lynch.
Leone speciale d’insieme alla carriera per
Jean-Marie Straub e Danièle Huillet.
Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile a Ben Affleck per “Hollywoodland”.
Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile a
Helen Mirren per il film “The Queen”.
Premio Osella per migliore contributo tecnico alla fotografia a “Children of Mendi
Alfonso Cuaron.
Premio Osella per la miglior sceneggiatura a “The Queen” di Stephen Frears.
Premio Marcello Mastroianni per la miglior attrice emergente a Isild Le Besco in “L’intouchable” di Benoît Jacquot.
Il Premio Orizzonti DOC è stato conferito al lungo documentario di Spike Lee, “When the Levees Broke”, mentre il Premio Orizzonti è andato al film cinese “Mabei shang de fating” di Liu Jie.
Premio Venezia Opera Prima “Luigi de Laurentiis” a Peter Brosens e Jessica Woodworth per il loro “Khadak”.

Per la categoria Cortometraggi, Menzione Speciale al film “Adults Only” di Yeo Joon Han;
Prix UIP per il miglior cortometraggio europeo a “The Making of Parts” di Daniel Elliott.
Leone Corto Cortissimo per il miglior cortometraggio a “Comment on freine dans une descente?” di Alix Delaporte.

Federico Permutti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E A ROMA CI SI PREPARA PER LA FESTA

 

E’ ancora presto per poter dare un giudizio complessivo su una manifestazione tanto attesa come la prima edizione della
Festa internazionale del Cinema di Roma, voluta fortemente dal sindaco Walter Veltroni e dal presidente della Fondazione Musica per Roma, Goffredo Bettini. La manifestazione, in programma dal 13 al 21 ottobre, si propone come un evento veramente pensato per il pubblico: già a cominciare dalla denominazione (“festa” e non “festival”) si intuisce l’originalità dell’evento. Come ogni festa che si rispetti, la manifestazione toccherà il cuore della città, snodandosi in un percorso che va dall’Auditorium Parco della Musica fino alla Casa del Cinema, passando ovviamente per piazza del Popolo e via Veneto, fino a sfiorare luoghi meno centrali come la Casa del Jazz e la Casa delle Letterature.

Ma vediamo l’ossatura della programmazione: articolata in cinque sezioni principali, la Festa internazionale del cinema vedrà in programmazione 95 film da tutto il mondo, di cui 16, inediti, in concorso: tra questi, vale la pena menzionare “La Sconosciuta” di Giuseppe Tornatore ed “N – Io e Napoleone” di Paolo Virzì. Altro elemento innovativo è la composizione della giuria: non ci saranno infatti addetti ai lavori, ma il miglior film (al quale andrà un premio di 200mila euro), il miglior attore e la migliore attrice saranno giudicati da una giuria popolare, selezionata  da “Cin Cin Cinema” già nella primavera scorsa.

Chi spera di avere un “red carpet” all’altezza del Lido veneziano non dovrebbe restare deluso: è già stata confermata la presenza di star come Monica Bellucci, Sean Connery, Richard Gere, Harrison Ford, Viggo Mortensen, e soprattutto Nicole Kidman, che aprirà la prima edizione di questa rassegna del cinema con il suo ultimo film “Fur”, storia immaginaria della vita di Diane Arbus, la più importante fotografa del XX secolo.

Una prima edizione, dunque, che si profila molto più corposa di un numero zero, e, nonostante Veltroni si sia affrettato a ringraziare il presidente della Biennale Croff per aver compreso che “Roma non intende far concorrenza alla Mostra di Venezia”, sarà interessante tirare le somme di questo primo confronto tra le due rassegne cinematografiche.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RECENSIONI

 

THE QUEEN

 

Voto: 9

Nazione: Regno Unito

Cast: Helen Mirren

Michael Sheen

James Cromwell

Alex Jennings

Durata: 97′

 

La notte tra il 31 agosto e il 1° settembre 1997, tutto il mondo fu profondamente colpito dalla morte della principessa Diana. Della tragedia furono incolpati i media, l’autista di Diana, e tante altre persone, non ultima la Famiglia Reale britannica. In questa pellicola ci viene offerto uno sguardo all’interno di Buckingham Palace e nella vita della regina Elisabetta II.

 

Il regista Stephen Frears è riuscito a ricreare la settimana seguente la morte di Diana in modo intelligente e acuto: è particolarmente efficace la presentazione della figura della “Principessa di cuori”, con immagini e filmati d’archivio che ci ricordano il suo impatto sul popolo britannico (e non).

 

Il film, però, è dominato dalla magnifica interpretazione di Helen Mirren (giustamente premiata come miglior attrice a Venezia), che riesce a mostrare come sotto l’apparenza austera della Regina ci sia una persona con sentimenti umani. Elisabetta II, dopo la morte di Diana, scelse di non manifestare pubblicamente il proprio dolore, attirandosi così l’odio della nazione: il film, però, ci racconta che la scelta della sovrana non dipese dalla sua indifferenza nei confronti di Diana, ma piuttosto dal fatto che lei stessa era convinta di dover fare così in quanto Regina.

 

Molto bravo anche Michael Sheen nel ruolo di un ambizioso e sorridente Tony Blair alle prime armi: fanno in effetti da filo conduttore del film il suo ruolo di mediatore tra la nazione inglese e la Regina, e i suoi tentativi di convincere la sovrana stessa a limitare i danni da lei causati all’immagine della Famiglia Reale.

Condito di battute e interpretazioni davvero degne di nota, “The Queen” è un film spiritoso e molto intelligente, sicuramente una delle migliori produzioni inglesi degli ultimi tempi.

 

 

IL DIAVOLO VESTE PRADA

 

Voto: 8

Nazione: USA

Cast: Meryl Streep

Anne Hathaway

Emily Blunt

Stanley Tucci

Durata: 109′

 

 

Tratta dal bestseller di Lauren Weisberger, da lei scritto dopo aver lavorato come assistente del direttore di “Vogue America” Anna Wintour, questa commedia pungente (diretta da David Franklin, già regista di molti episodi di “Sex and the City”) offre uno spassoso affresco del mondo dell’alta moda e del jetset internazionale che gravita attorno a New York.

A farla da padrona è la divina Meryl Streep (già in odore di un ennesimo Oscar), nei panni impeccabili e molto fashion della dispotica Miranda Priestly, direttrice della rivista “Runway”, vera autorità della moda a livello mondiale. L’interpretazione della Streep è davvero uno spettacolo: se da una parte è capace di cacciare via chiunque con un glaciale “That’s all” accompagnato da un gesto disgustato della mano, dall’altra riesce comunque a dare un certo spessore, e quasi un po’ di umanità alla diabolica Miranda.

Al suo fianco c’è la giovane Anne Hathaway (già vista in Brokeback Mountain), nel ruolo di Andy Sachs, la nuova “seconda assistente” della direttrice, al rimpiazzo dell’ennesima segretaria licenziata in malo modo. Fresca di laurea in giornalismo e piena di buoni ideali, Andy si trova così in quel posto che milioni di ragazze “ucciderebbero pur di avere”, mentre lei lo vuole usare solo come passaggio verso altre redazioni: è infatti fieramente ignara di come si scriva “Dolce e Gabbana” e indossa golfini infeltriti e gonne della nonna, suscitando l’ilarità delle (anoressiche) colleghe e il disgusto di Miranda.

 

Ma non avrà vita facile: dovrà infatti districarsi tra una serie di umiliazioni e di missioni impossibili (come recuperare il manoscritto dell’ultimo libro di Harry Potter per le figlie del capo), e alla fine cederà anche al suo look dimesso per indossare i capi da fashion victim scelti per lei da Nigel (uno Stanley Tucci in gran forma), braccio destro di Miranda. Si guadagnerà così persino la fiducia della “capa”, ma la sua vita personale ne risentirà, e per rimediare a ciò l’unica soluzione sarà ritornare la vecchia Andy di una volta.

 



 

Cari amici fashion, dopo un mesetto siamo di nuovo qui per parlare di glamour. Come i più scaltri di voi sapranno, la moda ci accompagna in qualsiasi ambito della vita di tutti i giorni; ma oggi ci troviamo a vivere una situazione che si presenta solo una volta ogni quattro anni: chiaramente sto parlando dei tanto amati mondiali di calcio! Pensavate che i nostri illustri vati stilisti ci avrebbero abbandonati al caso per questa meravigliosa circostanza? Certo che no! Essi, infatti, hanno creato delle linee ad hoc per farci sentire adeguati e in sia per recarci a vedere le partite nelle piazze o nei locali o a casa con gli amici, sia – per coloro i quali avranno la fortuna di vederle dal vivo – per far schiattare di invidia i tedeschi, i quali – tendenzialmente – non brillano per eleganza. Cito solo i famigerati Birkenstock, anche quelli creati per i mondiali, con i calzini bianchi.

Ebbene, per quelli che non vogliono sbagliare e desiderano mantenere un look sportivo, Adidas offre una linea veramente completa, dagli occhiali da sole alle scarpe, dai borsoni alle tute. Sulla stessa scia ci sono anche Dirk Bikkembergs (anche con la nuova linea Bix), il quale offre un set total look coloratissimo e dai tagli puliti, e la classica Nike, che però delude per eccessiva banalità proponendo le maglie dei giocatori e delle normalissime scarpe da abbinarci. H&M presenta t-shirts, pantaloncini e costumi per uomini, donne e bambini e il tutto a prezzi veramente contenuti. Ma in quanto a costumi, imbattibile è la Parah, la quale ha creato un bikini tricolore molto elegante per coinvolgere anche l’universo femminile e magari far sentire tutte le fanciulle come la bellissima testimonial Elena Santarelli, sopravvissuta a “L’Isola dei Famosi 2”. Per i ragazzi Calvin Klein ha creato biancheria intima tempestata da loghi tricolore per i tifosi più “intimamente” convinti. Carine sono le scarpe di Cesare Paciotti: il bianco-rosso-verde va bene, ma l’argento ricorda quello dei pacchianissimi giubbotti sfoggiati dalla squadra azzurra nelle recenti Olimpiadi invernali di Torino. Per gli appassionati di orologi, Tissot ha creato “one more time” un banale orologio in acciaio con due minuscoli palloncini da calcio: lasciamolo tranquillamente ai collezionisti. Una menzione speciale la merita Bulgari che ha creato una cravatta di estrema finezza in quanto combina piccoli particolari che ricordano il mondiale, senza scadere nell’eccesso rendendola portabile anche nelle occasioni più formali senza dare nell’occhio.

L’oggetto più trendy, però, è lo chiccosissimo pallone di jeans e pelle pregiatissima (forse umana!) di DSquared2, forse non sarà adatto alla spiaggia e all’acqua di mare, però sicuramente non rovinerebbe il delicatissimo nuovo praticello dell’università di via Alviano! Ma di tutto questo, cosa indossa la nostra nazionale? Dolce&Gabbana hanno pensato ai nostri giocatori creando dei bellissimi vestiti per le trasferte e serate dei mondiali, con abiti scuri dal taglio sottile e fornendo loro degli occhiali da sole semplicemente meravigliosi. I due stilisti hanno creato anche una linea di biancheria intima indossata (solo quella) dai nostri calciatori in migliaia di cartelloni visibili da qualsiasi punto di una grande città come Milano. Però, ahimè, la coppa per l’eleganza la vincono gli Inglesi vestiti da Giorgio Armani. La coppa dei mondiali, invece, speriamo di vincerla noi: forza Azzurri.

Mattia Mazza

Cari amici fashion, noi tutti sappiamo (soprattutto i lettori di questa rubrica!!) quanto sia importante essere sempre in ordine, eleganti e –perché no- cool anche durante il periodo più caldo dell’anno accademico. L’umidità goriziana, infatti, ci pone qualche problema con il guardaroba e rende difficile la decisione del nostro outfit universitario, facendo sì che ci si abbandoni a indumenti azzardatamente scollacciati lasciando intravedere –forse- più del dovuto. La scelta per le ragazze può ricadere su magliette dal tessuto leggerissimo, piuttosto che su canottiere succinte che non dovrebbero nemmeno far parte del guardaroba istituzional-accademico di una femme-diplomate; e poi, diciamocelo, se noi maschietti riusciamo a resistere con le t-shirt o le polo a manica corta, per le fanciulle ciò non dovrebbe essere una mission impossible!
Di fondamentale importanza ora è sapere quali saranno i colori e i tagli più in per questa primavera-estate 2006. Orbene, gli stilisti hanno parlato al popolo del glamour e si sono pronunciati in favore dei colori forti e decisi. Mio malgrado, il verde sarà il colore dell’estate: costumi, magliette, accessori e persino giacche a vento saranno di questo colore. Ma per coloro i quali non sono degli amanti del verde (che per essere portato necessita di una visitina alle Lampados!), ci si può sempre vestire con gli azzurri intensi, i gialli carichi o i rosa shocking; ricordate che è sempre meglio avere solo il particolare “forte” e che, al contrario, l’effetto “arlecchino fluo” non premia! Finalmente sono stati aboliti i pantaloni “alla pescatora” o “a tre-quarti” che dir si voglia (in particolar modo quelli da uomo). Un must per la bella stagione saranno i bermuda (anche in jeans) sia per lui che per lei, la quale potrà osare –dopo un attento esame di coscienza- anche con gli hotpants.

Mattia Mazza

Flickr Photos

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