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E anche quest’anno è finalmente arrivata l’estate, ed è arrivato anche il momento di tirare le somme sulle attività sportive del CUS. Noi, assieme ad altre ragazze (Cate, Mira, Susanna, Desirée, Valerie,
Carmen, Giulia, Francesca, Isabella, Jane, Valeria, Elena, Erinda, e Lydie) abbiamo deciso di provare l’esperienza del calcetto femminile. Nonostante i maliziosi commenti dei nostri compagni maschi, ci siamo
divertite veramente tantissimo. Ovviamente la tecnica non era molta, ma la voglia si, e così ogni lunedì sera ci trovavamo in qualche palestra (che poi col caldo è diventata campetto) per tirare 4 calci “in amicizia”. Purtroppo non essendoci un torneo femminile non abbiamo avuto molte occasioni per mostrare al mondo quanto siamo dei fenomeni… Abbiamo disputato una sola partita, formando squadre miste con dei simpatici “volontari” del SID, visto che la squadra femminile di Udine (temendo le nostre grandi doti) ha dato forfait. Il prossimo appuntamento (a meno che non vi siano cambiamenti di programma) è il 28 giugno, proprio contro il polo di Udine al (…nome del campo…). Aspettiamo dunque un pubblico numeroso e, nel mentre, cogliamo
l’occasione per ringraziare coach Domenico e la sua infinita pazienza…

Giulia e Leonetta

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Voto: 8 (ma solo perché “La mala educatión merita 10” )

Anno: 2006

Nazione: Spagna

Durata: 120´

Sceneggiatura: Pedro Almodovar

Fotografia: José Luis Alcaine

Musiche: Alberto Iglesias

Montaggio: José Salcedo

Cast: Penélope Cruz

Carmen Maura

Lola Dueñas

Blanca Portillo

Yohana Cobo

 

Volver è il ritorno di Pedro Almodovar a La Mancha, dove è cresciuto. È il ritorno alle sue donne: quelle che hanno fatto la sua storia, sia dal punto di vista artistico (le attrici del film), sia quelle della sua infanzia (la madre e le altre donne della sua famiglia).

Il film è un intreccio di generazioni, di madri e di figlie, di mezzi intrighi in cui tutto ruota attorno alla presenza incombente della madre che muore e poi ricompare per risolvere e chiarire ciò che il passato ha lasciato in sospeso.

L’universo maschile sembra non essere nemmeno considerato, perché questa è la visione almodovariana del mondo: le eroine della quotidianità sono le donne.

In Volver vediamo un Almodovar che ritorna alle sue origini più intime, che ci fa partecipi della sua storia; è il film che ha sempre voluto dirigere, forse per fare pace con se stesso. Esteriormente è come tutti i suoi lavori: colorato, chiassoso, spregiudicato, ma non aggiunge quella nota di clamore che solitamente lo ha contraddistinto. La trama non è di certo piatta e incolore ma sembra mancare di quell’accento particolare. La storia non decolla esattamente come dovrebbe: si è sempre pronti ad attendersi qualcosa di speciale che non arriva e alla fine del film si rimane con un lieve senso di delusione.

Francesca Fuoli

Intervista alle sette studentesse che hanno deciso di sperimentare il rugby inglese

Da marzo 2006 Noemi De Lorenzo, Roberta (Cortina) De Martin, Francesca (Fra) Fuoli, Arianna (Turin) Olivero, Francesca (Rosy) Rosada, Chiara Taverna (tutte del I S.I.D.) e Anna Rizzoli (III anno di Relazioni Pubbliche), si incontrano settimanalmente in via dei Faiti. Hanno deciso di tentare una sfida davvero interessante, sotto la guida dei loro “coaches”, Edoardo Buonerba (II S.I.D.) e Marco Chimenton (III S.I.D.): imparare a giocare a rugby. “Sconfinare” le ha intervistate per scoprire le peculiarità di questa squadra tutta femminile!

Il rugby è tradizionalmente uno sport maschile: perché avete deciso di praticarlo?

Chiara: “Per rompere questi stereotipi maschili che limitano l’accesso femminile a molti sport interessanti”.

Rosy: “E perché è uno sport inusuale, perlomeno tra le ragazze”.

Infatti…Voi, però, praticate rugby all’inglese. Quali sono le differenze rispetto a quello americano?

Rosy: ” Per prima cosa la palla, più grande di quella americana, può essere passata solo indietro. Poi è ammesso il placcaggio (bloccaggio dell’avversario) solo del giocatore che tiene la palla”.

Turin: “E non abbiamo le divise imbottite perché è meno violento”.

Anche se è meno violento, però, prevede degli allenamenti intensi. Com’è stato all’inizio?

Tutte: “Durissima!”

Rosy: “La prima volta che abbiamo fatto il giro del campo di corsa a momenti ci lasciavo un polmone!”

Però…E come vi sembra questo sport ora che lo conoscete direttamente?

Chiara: “E’ uno sport da signore!”

Anna: “C’è una filosofia dietro, che implica il rispetto non solo delle regole di gioco, ma anche dell’avversario”.

Rosy: “Cosa che manca in altri sport più in voga…”

Concordo pienamente. Quindi lo consigliereste anche ad altre ragazze.

Anna: “Certo! Non esiste una taglia corporea per praticarlo. Va bene per qualsiasi fisico”.

Chiara: “Anzi, speriamo che qualcuno si aggiunga, perché dobbiamo raggiungere i 15 elementi!”

Magari qualche lettrice raccoglierà l’invito! E sugli allenatori…?

Tutte: “Sono super-professional, simpatici, pazienti…”

L’anno prossimo, però, andranno all’estero. Come farete?

Fra: “Giocheremo a tennis!”

Turin: “Andremo a Lisbona (meta di Edoardo)!”

Cortina: “Beh, Rosy terrà un corso di can-can…”

Chiara: “No, dai. C’è un vice, Diego (Pinna, I S.I.D.). Ci seguirà lui.”

E a quando la prossima partita?

Cortina: “La prima vorrai dire! Ancora non lo sappiamo”.

Beh, ragazze, speriamo sia presto, perché vi vogliamo vedere in campo. In bocca al lupo a tutte voi!

 

Isabella Ius

elan_isa@hotmail.it

Voto : 7

Anno : 1994
Nazione : Francia
Cast : Jean Reno
Natalie Portman
Gary Oldman
Danny Aiello
Ellen Greene
Peter Appel
Durata : 199’

Il film racconta di come la vita di un infallibile sicario (Jean Reno) si intrecci con quella di una bambina, Matilda (Natalie Portman).Lei bambina simil Lolita, lui killer spietato ma buono di fondo che la aiuta quando le viene sterminata la famiglia per una questione di droga. Da questo incontro nasce una specie di amicizia/ amore dai tratti a volte « casalinghi », a volte romantici.
La trama è molto avvincente, ricca di suspance e le scene violente sono ben distribuite. Soprattutto non hanno quell’ effetto alla Matrix- che tante volte le rende insopportabili- anche se il sicario e i suoi molteplici avversari dispongono di un arsenale veramente invidiabile.
I personaggi sono ben delineati e non mancano figure caratteristiche come il delinquente italiano proprietario di trattoria e il comandante della narcotici corrotto e ovviamente tossicomane che assomiglia molto al delirante Edward Norton di Fight Club. Vincente è soprattutto la figura del protagonista che si snoda tra il carattere impacciato, schivo, incredibilmente sensibile- che emerge grazie all’affetto della bambina- e il suo mestiere che lo vede freddo e spietetato.
L’unica pecca a questo punto sembrerebbe l’intercalare di alcune parti assolutamente banali, perlopiù discorsi mielosi e sentimentali tra il killer e Matilda di cui si potrebbe volentieri fare a meno, ma che forse danno al film ancor più una connotazione melodrammatica.

Francesca Fuoli

Flickr Photos

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