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Molte sorprese e qualche delusione alla kermesse francese del cinema

Si è svolta dal 17 al 28 maggio la 59° edizione del prestigioso festival francese, che ormai ha poco o nulla da invidiare agli Oscar in fatto di glamour, ed è anzi denotato da una certa eleganza rispetto alle pacchiane cerimonie hollywoodiane. D’altra parte, dai cugini d’oltralpe non ci si può aspettare nulla di meno. La giuria, multinazionale, è stata presieduta dal grande regista cinese Wong Kar-Wai, con, fra gli altri, Helena Bonham Carter, Samuel Jackson, Zhang Ziyi e Monica Bellucci.

Fuori concorso, ad aprire la manifestazione è stato l’attesissimo e tanto discusso “Codice da Vinci”, ma l’esordio è stato deludente: un minuto scarso di applausi e qualche risata hanno seguito la prima proiezione. Molte, in compenso, le pellicole, che hanno riscosso grande successo tra il pubblico del Palais du Cinéma:in particolare, applausi e standing ovation per Kim Rossi Stuart, al suo esordio come regista con “Anche libero va bene”, e per “Il regista di matrimoni” di Marco Bellocchio. Consensi anche per “Il caimano” di Nanni Moretti, dato per favorito ma poi rimasto a mani vuote al momento della consegna dei premi. Stessa sorte per Pedro Almodóvar, in gara con “Volver”, a cui è sfuggita anche questa volta la Palma d’oro: si è però consolato con il premio per la miglior sceneggiatura, e con l’assegnazione del premio per la miglior attrice all’intero cast femminile del suo film (“capitanato” da Penélope Cruz). Premio collettivo pure per gli interpreti maschili di “Indigènes” (di Rachid Bouchareb); la Palma d’oro è invece andata all’unanimità a Ken Loach e al suo “The wind that shakes the barley”, film sulla guerra d’indipendenza irlandese del 1916-1921. Tra i rimanenti premi, l’hanno fatta da padrona i film che hanno affrontato il tema della guerra: “Flandres” di Bruno Dumont (Gran Premio della Giuria), “Babel” di Alejandro González Iñárritu (miglior regia). Sconvolti quindi tutti i pronostici, ma anche quest’anno sulla Croisette non sono mancate le forti emozioni.

Federico Permutti

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Cari amici fashion, dopo un mesetto siamo di nuovo qui per parlare di glamour. Come i più scaltri di voi sapranno, la moda ci accompagna in qualsiasi ambito della vita di tutti i giorni; ma oggi ci troviamo a vivere una situazione che si presenta solo una volta ogni quattro anni: chiaramente sto parlando dei tanto amati mondiali di calcio! Pensavate che i nostri illustri vati stilisti ci avrebbero abbandonati al caso per questa meravigliosa circostanza? Certo che no! Essi, infatti, hanno creato delle linee ad hoc per farci sentire adeguati e in sia per recarci a vedere le partite nelle piazze o nei locali o a casa con gli amici, sia – per coloro i quali avranno la fortuna di vederle dal vivo – per far schiattare di invidia i tedeschi, i quali – tendenzialmente – non brillano per eleganza. Cito solo i famigerati Birkenstock, anche quelli creati per i mondiali, con i calzini bianchi.

Ebbene, per quelli che non vogliono sbagliare e desiderano mantenere un look sportivo, Adidas offre una linea veramente completa, dagli occhiali da sole alle scarpe, dai borsoni alle tute. Sulla stessa scia ci sono anche Dirk Bikkembergs (anche con la nuova linea Bix), il quale offre un set total look coloratissimo e dai tagli puliti, e la classica Nike, che però delude per eccessiva banalità proponendo le maglie dei giocatori e delle normalissime scarpe da abbinarci. H&M presenta t-shirts, pantaloncini e costumi per uomini, donne e bambini e il tutto a prezzi veramente contenuti. Ma in quanto a costumi, imbattibile è la Parah, la quale ha creato un bikini tricolore molto elegante per coinvolgere anche l’universo femminile e magari far sentire tutte le fanciulle come la bellissima testimonial Elena Santarelli, sopravvissuta a “L’Isola dei Famosi 2”. Per i ragazzi Calvin Klein ha creato biancheria intima tempestata da loghi tricolore per i tifosi più “intimamente” convinti. Carine sono le scarpe di Cesare Paciotti: il bianco-rosso-verde va bene, ma l’argento ricorda quello dei pacchianissimi giubbotti sfoggiati dalla squadra azzurra nelle recenti Olimpiadi invernali di Torino. Per gli appassionati di orologi, Tissot ha creato “one more time” un banale orologio in acciaio con due minuscoli palloncini da calcio: lasciamolo tranquillamente ai collezionisti. Una menzione speciale la merita Bulgari che ha creato una cravatta di estrema finezza in quanto combina piccoli particolari che ricordano il mondiale, senza scadere nell’eccesso rendendola portabile anche nelle occasioni più formali senza dare nell’occhio.

L’oggetto più trendy, però, è lo chiccosissimo pallone di jeans e pelle pregiatissima (forse umana!) di DSquared2, forse non sarà adatto alla spiaggia e all’acqua di mare, però sicuramente non rovinerebbe il delicatissimo nuovo praticello dell’università di via Alviano! Ma di tutto questo, cosa indossa la nostra nazionale? Dolce&Gabbana hanno pensato ai nostri giocatori creando dei bellissimi vestiti per le trasferte e serate dei mondiali, con abiti scuri dal taglio sottile e fornendo loro degli occhiali da sole semplicemente meravigliosi. I due stilisti hanno creato anche una linea di biancheria intima indossata (solo quella) dai nostri calciatori in migliaia di cartelloni visibili da qualsiasi punto di una grande città come Milano. Però, ahimè, la coppa per l’eleganza la vincono gli Inglesi vestiti da Giorgio Armani. La coppa dei mondiali, invece, speriamo di vincerla noi: forza Azzurri.

Mattia Mazza

Cari amici fashion, noi tutti sappiamo (soprattutto i lettori di questa rubrica!!) quanto sia importante essere sempre in ordine, eleganti e –perché no- cool anche durante il periodo più caldo dell’anno accademico. L’umidità goriziana, infatti, ci pone qualche problema con il guardaroba e rende difficile la decisione del nostro outfit universitario, facendo sì che ci si abbandoni a indumenti azzardatamente scollacciati lasciando intravedere –forse- più del dovuto. La scelta per le ragazze può ricadere su magliette dal tessuto leggerissimo, piuttosto che su canottiere succinte che non dovrebbero nemmeno far parte del guardaroba istituzional-accademico di una femme-diplomate; e poi, diciamocelo, se noi maschietti riusciamo a resistere con le t-shirt o le polo a manica corta, per le fanciulle ciò non dovrebbe essere una mission impossible!
Di fondamentale importanza ora è sapere quali saranno i colori e i tagli più in per questa primavera-estate 2006. Orbene, gli stilisti hanno parlato al popolo del glamour e si sono pronunciati in favore dei colori forti e decisi. Mio malgrado, il verde sarà il colore dell’estate: costumi, magliette, accessori e persino giacche a vento saranno di questo colore. Ma per coloro i quali non sono degli amanti del verde (che per essere portato necessita di una visitina alle Lampados!), ci si può sempre vestire con gli azzurri intensi, i gialli carichi o i rosa shocking; ricordate che è sempre meglio avere solo il particolare “forte” e che, al contrario, l’effetto “arlecchino fluo” non premia! Finalmente sono stati aboliti i pantaloni “alla pescatora” o “a tre-quarti” che dir si voglia (in particolar modo quelli da uomo). Un must per la bella stagione saranno i bermuda (anche in jeans) sia per lui che per lei, la quale potrà osare –dopo un attento esame di coscienza- anche con gli hotpants.

Mattia Mazza

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