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Con Phil Collins l’unione di tribale e melodia per creare l’emozione

Rumori lontani, echi. Improvvisamente partono congas, timbales e bonghi. Ritmo e volume salgono e con essi la tensione. Poi, tutt’un tratto, lo scoppio delle altre percussioni. Gli archi iniziano il loro trillo lontano, ma teso e piuttosto acuto; i corni e gli strumenti gravi caricano l’aria di ansia e paura. C’è un cattivo che si aggira per la jungla: ha già colpito. Forse ancora colpirà…

Sembra la descrizione di un triller, vero? E invece è una traccia della colonna sonora di “Tarzan”, il cartone animato firmato Walt Disney uscito nelle sale di tutto il mondo nel 1999. Anzi, ad esser precisi è “Two worlds“, la canzone scritta da Phil Collins e da lui non solo cantata in più di venti lingue diverse, ma addirittura suonata: sue sono la batteria e molte percussioni che si sentono nella versione originale. Un omaggio alla sua passione e allo strumento che, ai tempi dei “Genesis”, l’ha reso famoso in tutto il mondo.

“Two worlds” (in italiano titola “Se vuoi“), è una canzone speciale, dal messaggio profondo e forse per questo più adatto a questo periodo dell’anno, in cui ognuno esce dalla propria routine per guardare là dove la vita è spesso violata. Rappresenta bene l’esordio del film, il momento tragico in cui il cucciolo d’uomo Tarzan perde mamma e papà e un dolce gorilla femmina perde il proprio piccolo a causa dello stesso nemico. Da questo tragico evento, infatti, proprio come recita la canzone, due mondi si toccheranno e scopriranno che, a dispetto di quanto progresso e pregiudizi dicano o facciano, le diversità possono ancora convivere pacificamente.

E che dire di “You’ll be in my heart” (in italiano “Sei dentro me“)? Altra canzone del film, forse più celebre, uscita dalla penna di Phil Collins e Mark Mancina (quest’ultimo ha creato gran parte della colonna musicale), momento in cui una mamma scopre che può essere tale anche nei confronti di un figlio che non ha il suo stesso aspetto…

Meno note sono invece “Son of man” (“In tuo figlio“), in cui un cucciolo cercherà di conquistare l’affetto di un padre che non si sente più tale e “Strangers like me” (“Al di fuori di me“), che accompagna l’avvicinamento fra due anime tanto simili quanto in apparenza lontane.

Forse vi sarà già capitato di ascoltare una colonna sonora prima di aver visto il film a cui essa fa da cornice. A me capita spesso ed è andata così anche con questa colonna sonora, che credo sia speciale non solo per le tematiche che toccano canzoni e film in sé, ma anche per il collegamento con l’esotico che scatta appena si sentono le prime battute.

Se non avete visto il cartone animato, beh, vi consiglio di guardarlo, soprattutto ora che è quasi Natale e tutti hanno voglia di sentirsi più buoni. Se già l’avete visto guardatelo di nuovo e ascoltate bene le canzoni. Scoprirete che, in fondo, parlano di tutti noi.

Ius Isabella

“E’ il tuo cuore che ti sta parlando. Se vuoi, lo sentirai. Lascialo decidere, non ti deluderà.”

Se vuoi, P. Collins

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