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Caro Iggy Pop:

muoia Sansone, e tutti i Filistei. Cos’è, in questo paese tutti fanno i pagliacci ed io dovrei essere l’unico pirla che scrive un editoriale serio? Ci ho provato. Impossibile. Iniziavo e poi mi piantavo, e allora chissene, mandiamo tutto in vacca anche noi, parlatemi di tutto ma per favore: lasciate stare la politica.

Senti Iggy, ti dò io l’idea. L’età giusta per fare il Presidente ce l’hai. Dai, scendi in campo. Tre anni possono bastare per realizzare uno straccio di programma e convincere l’elettorato. Potresti essere perplesso, ma li hai visti gli altri? Se domani si candidasse una treccia d’aglio, la voterei. Arriverebbe come minimo al sette per cento (guardate Grillo, cos’è riuscito a fare). Qui ho già pronti spillette e striscioni. Ho già in testa i ministeri, mettiamo Bob Dylan alla Cultura, Guccini alle Pari Opportunità, alla Sanità Tom Waits, Bennato alle Infrastrutture. Agli Interni proporrei qualcuno di fidate simpatie repubblicane, credo che Emanuele Filiberto possa andar bene. Agli Esteri Bono, così finalmente l’Italia si preoccuperebbe dell’Africa! Ci sarebbe veramente da ridere. Lou Reed presidente della Repubblica. Ovviamente. In Lazio candidiamo Madonna, così i Vescovi non si lamentano. Devi pur fare qualche concessione, Iggy. E’ normale che siano antiabortisti: li vogliono tutti per loro.

Dovrai trovare qualche occupazione per la vecchiaia. Le giornate a Los Angeles possono essere così noiose. Mettiamo anche noi in cantiere le grandi riforme, sostituiamo il crocefisso con una foto dei Led Zeppelin e costruiamo un ponte da Terracina a Nuova York e due passanti per regolare il traffico tra Cormons e Gorizia, e poi lo facciamo anche noi il giuramento, ho qui una copia di “Sergent Pepper” ancora nel cellophan. Ci metto pure tutte le Escort che riesco a trovarti: dai Iggy, il rock è morto da un pezzo. E’ la politica il vero circo dei dementi ormai.

Rodolfo Toè

rodolfo.toè@sconfinare.net

Qui, su Sconfinare non sono mai mancate le denunce agli sprechi, alle ingiuste sottrazioni di corsi che andavano e tutt’ora vanno a minare le peculiarità di un Corso di laurea come quello in Scienze Internazionali e Diplomatiche.
Nella quasi totalità dei casi Professori ed Istituzioni universitarie hanno sempre motivato tali scelte al ribasso, non come scelte di tipo “politico” ma bensì come conseguenza di problematiche di tipo prettamente economico che non permettevano la presenza di particolari Professori a contratto o di particolari corsi complementari. Se poi ritorniamo con il pensiero nella nostra realtà locale, spesso si è detto che una regione piccola come il Friuli Venezia Giulia ed al suo interno un’Università come quella di Trieste, non si possono assolutamente permettere doppioni, non si possono assolutamente permettere corsi dove partecipano non più di cinque ragazzi. Se a quanto fin qui detto aggiungiamo le varie, e spesso incomprensibili, riforme del mondo universitario allora il gioco è fatto.
Allora, o te ne fai una ragione, e ti dici “ bhè bisogna tirar la cinghia”; e allora anche se un po’ incavolato vai avanti e cerchi di tirare fuori il meglio da quello che resta, oppure prendi e vai da un’altra parte.
Ma nel caso fossi rimasto qui, ti può capitare di tutto. Ti può anche capitare (come è successo a me) di leggere per caso “Il Piccolo” e scoprire con grandissimo stupore che: “L’università della terza età attiva corsi di lingua cinese”.
Come… Corsi di cinese??
Il cinese, lingua strana, qui al S.I.D. l’hanno tolto dal piano di studio circa due anni fa, a causa dei soliti problemi di bilancio e delle solite normative ministeriali, che obbligano a riformare i curricula. E chissenefrega se il cienese lo parlano più di un miliardo di persone, e chissenefrega se secondo molti sarà una delle lingue fondamentali per il futuro. La realtà è che noi qui oggi non possiamo studiarlo perché non rientra più nel nostro piano di studio.
Detto ciò mi chiedo: ma com’è possibile che a Gorizia possa partire un corso di lingua cinese, con tanto di lettrice, per i frequentanti dell’università della terza età?
Vabbè che qui i vecchi ed i pensionati pullulano, ma di questi quanti andranno a frequentare un corso di lingua cinese?? Più o meno di cinque…
Ma soprattutto a che scopo? Cultura personale? Tempo libero? Hobby? Oppure si stanno preparando per sbarcare in massa a Pechino per le Olimpiadi 20008?
Sia ben chiaro, le università della terza età hanno tutto il diritto di fornire nozioni anche a chi, magari, a vent’anni era costretto a lavorare, però questo non giustifica ciò che è accaduto: da un lato noi non possiamo studiare il cinese, mentre dall’altro i pensionati lo possono fare.
Sembra una riproposizione al contrario di certe tematiche legate al ’68. Penso prima di tutto al diritto allo studio. Infatti in quegli anni i giovani chiedevano, ai loro padri e ai loro “vecchi” garanzie e diritti nei loro confronti; mentre oggi sembrano essere i “vecchi” (quelli che nel ’68 avevano circa vent’ani) a chiedere ulteriori diritti, però sempre nei loro confronti. Il problema è che questa continua richiesta di diritti e garanzie, al giorno d’oggi no fa altro che penalizzare i loro stessi figli, cioè noi!
E’ evidente e chiaro, che nel caso specifico, non c’è alcun legame diretto tra la nostra Università e l’Università della terza età di Gorizia; però se pensiamo che in ogni provincia d’Italia è presente un università per anziani, i soldi spesi e gli investimenti fatti cominciano ad essere tanti.
Sembra una situazione assurda e paradossale, ma purtroppo è la mera realtà di un Paese “allo sbando” che pensando sempre a sindacati e pensioni non ha le ben che minima idea di che cosa fare dei suoi giovani, cioè del suo futuro!

Marco Brandolin

Flickr Photos

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