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Un’integrazione all’articolo di Rodolfo Toè apparso sullo scorso numero

In quanto membro della commissione che ha redatto la proposta di riparto fondi per le attività culturali e sociali degli studenti per l’anno 2010, desidero fare alcuni considerazioni a proposito dell’articolo di Rodolfo Toè apparso sullo scorso numero di Sconfinare.
Anzitutto, mi preme precisare che dell’articolo in questione ho dato notizia in Consiglio degli Studenti, di modo che chiunque potesse autonomamente scrivere una risposta; queste mie righe, quindi, vanno intese come espressione personale.
Toè affermava che la ripartizione fondi effettuata per le attività culturali e sociali degli studenti del 2010 è stata ambigua nella sua parte riguardante le Liste Oltre-Student Office, Autonomamente e Lista di Sinistra, il che si può anche ritenere vero; dico “anche” perché la lettura del verbale permette di capire come il criterio tenuto sia discutibile, ma anche come tutto sia esposto senza ambiguità, compreso il contrasto che ha spaccato il Consiglio. Nella ricostruzione dei fatti realizzata da Toè, quindi, risultano notevoli omissioni: dal verbale della seduta in cui si è discusso della ripartizione fondi (17 dicembre 2009) risulta infatti come una proposta di riparto per le Liste, alternativa a quella della Commissione, sia stata presentata dai consiglieri Guercia, Marafatto, Scarcia, Soldà e Flora; tale ripartizione valutava le iniziative presentate dalle Liste e assegnava fondi su tale base, ponendo un tetto massimo di 2200 euro a Lista, contro il limite di 3000 euro posto per Associazioni e gruppi. Vorrei far rilevare anche come la proposta di ripartizione della Commissione sia stata approvata dal Consiglio con 13 voti favorevoli, 1 astenuto e 10 contrari: un confronto dei nomi proponenti la ripartizione alternativa con il verbale e le presenze permetterà di intuire quali siano stati gli schieramenti. Ancora, nelle relazioni sui lavori della Commissione riportate al Consiglio (una del sottoscritto e una degli osservatori del Consiglio stesso), appare evidente come la Commissione non abbia trovato un accordo sul criterio da utilizzare per l’assegnazione dei fondi alle Liste, tanto che io ho votato contrario su questa parte di ripartizione; il motivo, addotto anche da chi ha redatto la proposta alternativa, era che si stava lavorando sulla base del regolamento per le “attività culturali e sociali degli studenti” e non si poteva quindi “staccare un assegno in bianco”, come giustamente diceva Toè. La ripartizione finale alle Liste, operata calcolando una quota base per ognuna di esse, una quota per ogni seggio e una quota proporzionale alla presenza alle sedute del Consiglio, non mi ha quindi trovato d’accordo.
Va comunque rilevato che ognuna delle Liste aveva presentato domanda per iniziative precise, seguendo l’iter previsto anche per associazioni e gruppi, con preventivi e descrizioni (non è quindi vero che le Liste non avevano presentato bilanci preventivi e rendiconti, come affermato da Toè): che la maggioranza della commissione abbia deciso di seguire un certo criterio è un altro discorso, che la maggior parte delle iniziative di una Lista in particolare fossero, secondo me, discutibili è un altro discorso ancora, per il quale rinvio alla documentazione depositata presso il signor Nicolaucig all’ufficio di staff organi accademici collegiali. D’altra parte, vorrei far notare che l’anno scorso noi stessi votammo una ripartizione che negava i fondi alle Liste Oltre-Student Office e Lista di Sinistra a causa di domande mal preparate; all’epoca i voti contrari alla ripartizione vennero da Oltre-Student Office, purtroppo nel frattempo le lauree hanno cambiato la maggioranza in Consiglio e in Commissione.
Vorrei infine informare che esiste un gruppo di lavoro del Consiglio che sta redigendo un nuovo regolamento, poiché quello presente ha gli evidenti buchi interpretativi sottolineati da Toè e già lamentati da molti consiglieri, che hanno sollecitato tale riscrittura.
In chiusura, una considerazione personale: se si scrive un articolo di inchiesta sarebbe bene documentarsi adeguatamente, leggendo attentamente il verbale di seduta e le documentazioni delle domande fondi; è vero che un’associazione ha chiesto denaro per il paintball, ma su mio suggerimento i fondi per tale attività sono stati negati.
Un’ultima precisazione: non esiste alcun gruppo che abbia chiesto un’aula informatica per giocare a PES, come affermato da Toè, mentre esiste il gruppo “Universitari del Parlamento Europeo degli Studenti – PES”.

Giovanni Baracetti – Lista di Sinistra
Presidente del Consiglio degli Studenti
gioves.bara@email.it

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Ricordate i tempi di Casa dolce casettina-uccia-ina-ina ? Quelli in cui Ned Flanders sceglie di impartire ai tre fratelli Simpson il battesimo dopo averne ricevuto l’affidamento? Bene! Dimenticateli. Non vorrei fare la parte della Simpson-maniaca: purtroppo si da il caso che talvolta io non abbia nemmeno la costanza sufficiente per seguire con dedizione un cartone animato. Renderò quindi la tematica meno oscura: c’è chi delle proprie convinzioni fa una bandiera entro le proprie mura domestiche e chi invece si batte per persuadere anche gli altri.

Non parlo dell’idea di passare tutti in massa al biologico o del fatto di convincere tutti del fatto che Don McLean sia il più grande cantautore della storia. Mi riferisco ad una questione più difficilmente approcciabile: il proprio credo religioso.  Ned Flanders quindi riacquista a pieno titolo il diritto di campeggiare tra le primissime righe.

Cito a sproposito David Vessey, che non avendo ancora una sua pagina su Wikipedia non possiamo ancora considerare una persona importante e menchemeno autorevole; questo illustre sconosciuto, che tira avanti improvvisandosi Assistant Professor presso la Grand Valley State University e si diletta in quella sublime disciplina che è la filosofia, ha lungamente indagato gli effetti ed il senso dell’ “ama il prossimo tuo come te stesso” (Matteo 19, 19).

Principio cardine dell’etica cristiana si presenta quale messaggio chiaro a chiunque dell’italiano conosca il verbo amare, il comparativo di uguaglianza, articoli, aggettivi possessivi, i sostantivi “prossimo”, “stesso”… direi niente che un corso di 60 ore non possa insegnare. Ma, al di là dell ‘ afflato umanitario che può avere un cristiano come un ateo, come comportarsi nel caso in cui amare comporti anche l’idea di “salvare” il prossimo?

Il tentativo di Flanders era relativo al fornire col battesimo un mezzo per la salvezza eterna a soggetti inconsapevoli. Tornando sulla terra estendiamo la questione ai movimenti pro-life ed ai loro sostenitori. E’ giusto manifestare davanti alla clinica in cui si decide di staccare dai macchinari che lo tengono in vita da anni chi è in coma in nome di valori che vanno fatti rispettare?

Se entrando nel fantastico mondo di internet cercate l’espressione “integralismo religioso” scoprite che non è prerogativa specifica dei terroristi suicidi. Il non accettare forme di pluralismo ideologico è sintomo di integralismo.

Siamo divisi tra chi si arrocca ferocemente sulle proprie convinzioni e chi tenta di dissacrare le credenze altrui.

Bill Maher è un comico statunitense; protagonista di Religiolous, film-documentario in cui non risparmia nessuno: dal rabbino ortodosso di Gerusalemme, ai Mormoni, a Scientology, al Papa, ai Musulmani. Con un montaggio che non brilla per onestà intellettuale ma che punta a farci ridere scopre una serie di altarini. Cose che forse ci aspettavamo già ma che viste sotto forma di intervista a personaggi  accuratamente selezionati per avvalorare le proprie tesi sembrano gettare un’ombra su tutte le comunità di fedeli che si riesca a citare nell’arco di due ore di film. Il contenuto talvolta superficiale ed eccessivamente provocatorio  non renderebbero il film degno di lunghe trattazioni, sono però le razioni, nella fattispecie del mondo cattolico, a far pensare che sia arrivato proprio al momento giusto. Noi occidentali non abbiamo mai dato particolare valore al silenzio. Non è quasi mai oro. Il fatto di non rispondere ad una provocazione forte e diretta lascia quasi intendere che la Chiesa si ponga in una posizione di chiusura. Un non ti curar di loro che proprio non ci voleva e rifugge l’incontro o scontro che sia. Prima che un comico possa riuscire con due domande ben piazzate a far passare milioni di persone per uno stuolo di yesmen,  per così dire, poco consapevoli, torniamo a Matteo 19,19 ed alla lettura della nostra nuova conoscenza Vessey.

Riconoscere autonomia alla volontà potrebbe significare amare il prossimo come sé stessi. L’uomo razionale è l’uomo che agisce in maniera tale per cui la sua azione possa potenzialmente ritenersi legge universale. “Agisci in modo che la massima della tua azione possa diventare legge universale” scrisse Kant, cresciuto a pane e pietismo.  Sforziamoci di trattare gli altri come agenti razionali tanto quanto noi. Chi agisce per principio e non per interesse proprio avrebbe diritto a non incappare in masse di manifestanti, in Ned Flanders o Bill Maher di turno.

Elena Mazza

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