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21092009251Ci sarebbero molte cose da scrivere, parlando di un Erasmus. Anche se esso è iniziato da appena tre settimane un mese; ma si sa, il periodo iniziale è sempre quello più ricco di impressioni e emozioni. Potrei fare i soliti panegirici sull’università estera, sulla sua organizzazione, e ad esempio sugli ottimi mezzi pubblici; ma sarebbe un po’ ripetitivo, e non avrebbe molta utilità per nessuno. Ma come si presenta, invece, Vienna ad uno studente straniero? E soprattutto, è una scelta che rifarei?

La risposta alla seconda domanda è abbastanza semplice: sì. Giorno dopo giorno, sono sempre più convinto che questa sia la città che rispecchia di più il mio carattere. Ho trovato una città che si muove al mio stesso ritmo, e questo è importantissimo. Per dire, scordatevi il traffico caotico di Roma, ma anche la metropoli tentacolare londinese, o le infinite banlieues francesi: a Vienna tutto si muove al ritmo di un grande villaggio, piuttosto che di una città, senza che per questo risulti noiosa o provinciale. Anzi, è molto vivace, se si sa dove andare a cercare. In più, Vienna è priva di periferie in senso classico; le zone “suburbane” sono dei villaggi a sé stanti, autonomi e con una propria identità, in cui la delinquenza e il degrado quasi non esistono. Ogni quartiere ha la propria storia, ed è orgoglioso di essa. Tutto è umano, e la persona ha il palco d’onore. Ad esempio, il parco di Schoenbrunn è percorso per la maggior parte da persone che fanno jogging e da famiglie con i passeggini. Come tutti gli altri moltissimi parchi della città: qui è molto viva la cultura degli spazi aperti, e vedere nei pomeriggi di sole centinaia di persone camminare, correre o giocare al Prater o sulla Donauinsel contribuisce a creare un’atmosfera rilassata che non vedevo da un pezzo.

10102009356Per quanto riguarda la prima domanda, la risposta si lega a quanto detto fino ad ora: Vienna è una continua sorpresa. E’ una sorpresa quando la burocrazia di iscrizione si rivela molto rapida, e in poco tempo ti ritrovi immatricolato all’università di Vienna, la più antica del mondo tedesco (cosa che, lo ammetto, da’ una certa soddisfazione; anche perché vendono le felpe dell’università!). E’ una sorpresa quando gli impiegati dell’ufficio Erasmus, della segreteria studenti e persino delle banche sono gentilissimi e disponibilissimi ad ogni esigenza, nonostante ciò che ti avevano detto prima della partenza. Ma è una sorpresa anche che ad ogni suo angolo, in ogni suo scorcio ai grandi monumenti si affiancano momenti di vita quotidiana che rivelano una molteplicità che non ti aspetti. Si tratta di una grande capitale europea, a pieno titolo; abbondano i ristoranti etnici, e l’inglese è parlato correntemente. Anche troppo: a miei ripetuti tentativi di parlare tedesco, il mio interlocutore mi risponde regolarmente in inglese. Perfetto, per carità. Però non aiuta molto la mia autostima.

Vienna è una grande capitale anche per l’offerta di attività. Le scelte sono moltissime, e (quasi) tutte di altissimo livello. 08102009353E quello che colpisce di più, è che si respira un rapporto con la cultura diverso da quello a cui siamo abituati noi: essa è viva, moderna, affrontata senza timori reverenziali. Un esempio su tutti: il primo sabato di ottobre si è tenuta la Lunga Notte dei Musei, un evento in cui tutti i musei della città rimangono aperti fino all’una di notte, e sono tutti visitabili con un unico biglietto da 11 euro. A parte l’enorme massa di gente che vi ha partecipato, la cosa che mi ha colpito è il fatto che i musei siano considerati dei luoghi di ritrovo: ci sono bar, discoteche e locali, cosicchè la cultura non è qualcosa di morto, ma diventa parte dell’identità del popolo. Identità che si riconosce in un passato glorioso, in cui a Vienna si decidevano i destini del mondo, e che ora si sente soffocata come capitale di un piccolo Stato alpino in cui, in fondo, non si riconosce. Ogni angolo di strada richiama gli Asburgo, e si respira un certo senso di nostalgia per l’epoca d’oro perduta. Ma questo, appunto, non porta Vienna a piegarsi su sé stessa e addormentarsi, ma al contrario, la spinge ad aprirsi al mondo, per riacquistare quella grandezza. Vienna è una vera capitale europea, più ancora di Parigi o Londra: esse lo sono per forza di cose, ma in ogni caso la loro identità è prima inglese o francese, e poi europea. Invece, Vienna compie il salto; vive e si muove prima di tutto a livello europeo, perché solo a quel livello si sente a proprio agio. Così, la nostalgia, da punto di debolezza e rimpianto per il passato, è diventata punto di forza e di spinta verso il futuro.Il valzer, inno di Vienna, risuona di alcuni accordi blues. E la melodia che ne esce è da applausi.

Giovanni Collot

giovanni.collot@sconfinare.net

Come una sorpresa, quella di Tunisi è stata un’esperienza nata all’ultimo istante. Un giro di voci incredibile che ha riempito l’estate di tre sidini che a maggio ancora tentennavano sul da farsi estivo.

Già, perché il problema è che da noi vi è una concorrenza tale che certe opportunità non circolano, se non negli ambienti massonici del Polo Universitario goriziano. Per fortuna, Maestro Natta si è invece adoperato nella ricerca di buoni e giusti discepoli da portarsi dietro. A partire dal veterano Buonerba, che già presagiva un ritorno nella terra dei suoi nonni. Ma anche dall’orientale Codeluppi, che lo studio dell’anarchia ha istruito alla partecipazione. Ma anche alla fuga, già che, nello spavento che il suo studio provocasse movimenti fascisti e ronde emiliane, ha abbandonato il Paese dalla mezza luna. Terra di socialisti quella, non di anarchici. Allora meglio difendere il proprio bastione emiliano e lasciare al Veneto voce in capitolo. E che voce ha portato Fiamengo, con il suo carico di… beh, diciamo che il cambio ci è dispiaciuto per Miss VC. ma ci è piaciuto per Miss GF. con tutto il suo carico di italianità. Statistiche alla mano, Jesolo ha avuto un calo netto del 3% contro un aumento del turismo in Tunisia. Se Maometto non va da Giorgia … (abbiamo scoperto che questo modo di dire non esiste nei Paesi arabi … mah!). Manca un personaggio nella nostra storia ed è Terrona. Già, la fedele jeep che ha accompagnato i tre naufraghi in giro per un mese e per 4.000 km al totale. Che ha attraversato i mari Mediterranei con molte ore di nave e con molti bolli, timbri tunisini e un affondamento nella sabbia. Tutto il resto? Beh, tutto il resto è forse storia troppo lunga da raccontarvi, troppo piena di dettagli da ricordare, troppe impressioni ma soprattutto troppe cose che, se non vissute lì in quel contesto, sono incomprensibili per chi ci legge. E’ oramai un mese e mezzo che ricordiamo quei momenti di ilarità, nella incomprensione di chi ci ascolta.

Non ci resta quindi che farvi un quadro il più oggettivo possibile dell’esperienza ed invitarvi a consultare il sito www.iblv.rnu.tn . L’Istituto Bourguiba organizza corsi di lingua araba durante l’inverno (in sessioni trimestrali) e durante l’estate (con corsi intensivi di un mese, luglio ed agosto). Questi ultimi prevedono lezioni 5 giorni a settimana per cinque ore quotidiane per un totale di 105 ore mensili. All’arrivo all’Istituto si paga il corso, che è intorno ai 250 euro, si fa il test per essere posto in uno dei livelli di lingua araba e si decidono eventuali attività pomeridiane che l’Istituto offre in più a costi ridotti (ad es. musica, teatro, cinema, dizione o laboratorio di lingua). Inoltre, l’Istituto cerca di venire incontro il più possibile alle esigenze degli studenti organizzandone la ricezione o in famiglie tunisine altrimenti in residenze universitarie sempre ben collegate al centro della città. Come potete ben capire, le due soluzioni hanno vantaggi e svantaggi da ponderare in base alle proprie necessità. I costi, anche in questo caso sono molto bassi e la famiglia offre anche colazione e cena (molto piccante!). Alla fine del corso, vi è un esame di produzione e comprensione orale e scritta, con conseguente rilascio di diploma. E premiazioni per i migliori delle rispettive classi (ringraziamo Giorgia e Michela per averci provato, ma Alby e Edo salutano dagli specchietti!). Bisogna sottolineare altre due cose importanti: l’Istituto organizza anche visite guidate ai vari siti di interesse del Paese. Il nostro consiglio però, avendo vissuto l’esperienza, è di organizzarsi indipendentemente e di affidarsi alle agenzie al massimo per il solo giro nel deserto. Se possibile, organizzandosi in anticipo, vi potete portare la macchina (navi da Genova, Roma o Trapani e forse altri porti) che, a livello di costi, eguaglia l’aereo e lo sbattimento del viaggio è compensato da un mese di divertimento. In secondo luogo, comunque bisogna far presente che il costo di un corso estivo o di uno trimestrale invernale è lo stesso!!! Quindi, se avete tempo, voglia e disponibilità …

Infine, last but not least, stiamo portando avanti una richiesta in Consiglio di Facoltà per poter concludere un accordo tra Università e Istituto Bourguiba per stanziare qualche borsa specificatamente per studenti SID. Ma di questo, vi aggiorneremo più avanti (Inshallah!). Per ulteriori informazioni, non esitate a contattarci.

edoardo.buonerba@sconfinare.net

albynatta44@hotmail.it

jotesoro85@hotmail.com

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