You are currently browsing the tag archive for the ‘terza’ tag.

1967, Stato della California, città di Palo Alto, un professore di liceo, Ron Jones, con lo scopo di analizzare la Germania del Terzo Reich impone ai suoi alunni un semplice regolamento: Strength through community, pride, action and discipline. Il nome del movimento, la Terza Onda, si riferisce ad una caratteristica dell’Oceano, la terza, è l’ultima e la più alta delle onde.

Tutto prende avvio il 3 aprile, lo spunto all’immedesimazione è dato dalla difficoltà del professore a rispondere ad una domanda degli studenti su come fosse stato possibile che un intero popolo ignorasse le deportazioni, le segregazioni e lo sterminio operato dal regime. Come risposta: la sperimentazione in classe. Le regole del movimento sono puramente formali, le stesse riprese dal film: una postura corretta e disciplinata, per prendere parola alzarsi in piedi e rispondere ai quesiti del leader, rivolgendosi a lui come “Mr Jones”, nel modo più rapido ed essenziale, tre parole o meno.

I partecipanti aumentano, nel corso delle quattro giornate, passando da 30 a 200; con l’aumento degli adepti accresce il senso di appartenenza e ci si identifica con un proprio saluto, usato anche al di fuori della classe. Le derive collaterali, tipiche di ogni regime, non tardano ad arrivare, nel modo più spontaneo, c’è chi fa la spia e riferisce a Jones gli sgarri e la disobbedienza agli ordini da parte degli altri membri. Tutto termina con la convocazione di tutti i membri del movimento e l’aperta denuncia, da parte dello stesso leader, della degenerazione totalitaria a cui i giovani studenti erano incoscientemente  arrivati. In meno di una settimana si era riprodotto lo stesso meccanismo manipolativo che gli stessi denunciavano come ormai superato e definitivamente tramontato.

Oggi, studenti e professore della terza Onda, sono in rete: http://www.ronjoneswriter.com

Gabriella De Domenico e Francesco Plazzotta

gabriella.dedomenico@sconfinare.net
francesco.plazzotta@sconfinare.net

Qui, su Sconfinare non sono mai mancate le denunce agli sprechi, alle ingiuste sottrazioni di corsi che andavano e tutt’ora vanno a minare le peculiarità di un Corso di laurea come quello in Scienze Internazionali e Diplomatiche.
Nella quasi totalità dei casi Professori ed Istituzioni universitarie hanno sempre motivato tali scelte al ribasso, non come scelte di tipo “politico” ma bensì come conseguenza di problematiche di tipo prettamente economico che non permettevano la presenza di particolari Professori a contratto o di particolari corsi complementari. Se poi ritorniamo con il pensiero nella nostra realtà locale, spesso si è detto che una regione piccola come il Friuli Venezia Giulia ed al suo interno un’Università come quella di Trieste, non si possono assolutamente permettere doppioni, non si possono assolutamente permettere corsi dove partecipano non più di cinque ragazzi. Se a quanto fin qui detto aggiungiamo le varie, e spesso incomprensibili, riforme del mondo universitario allora il gioco è fatto.
Allora, o te ne fai una ragione, e ti dici “ bhè bisogna tirar la cinghia”; e allora anche se un po’ incavolato vai avanti e cerchi di tirare fuori il meglio da quello che resta, oppure prendi e vai da un’altra parte.
Ma nel caso fossi rimasto qui, ti può capitare di tutto. Ti può anche capitare (come è successo a me) di leggere per caso “Il Piccolo” e scoprire con grandissimo stupore che: “L’università della terza età attiva corsi di lingua cinese”.
Come… Corsi di cinese??
Il cinese, lingua strana, qui al S.I.D. l’hanno tolto dal piano di studio circa due anni fa, a causa dei soliti problemi di bilancio e delle solite normative ministeriali, che obbligano a riformare i curricula. E chissenefrega se il cienese lo parlano più di un miliardo di persone, e chissenefrega se secondo molti sarà una delle lingue fondamentali per il futuro. La realtà è che noi qui oggi non possiamo studiarlo perché non rientra più nel nostro piano di studio.
Detto ciò mi chiedo: ma com’è possibile che a Gorizia possa partire un corso di lingua cinese, con tanto di lettrice, per i frequentanti dell’università della terza età?
Vabbè che qui i vecchi ed i pensionati pullulano, ma di questi quanti andranno a frequentare un corso di lingua cinese?? Più o meno di cinque…
Ma soprattutto a che scopo? Cultura personale? Tempo libero? Hobby? Oppure si stanno preparando per sbarcare in massa a Pechino per le Olimpiadi 20008?
Sia ben chiaro, le università della terza età hanno tutto il diritto di fornire nozioni anche a chi, magari, a vent’anni era costretto a lavorare, però questo non giustifica ciò che è accaduto: da un lato noi non possiamo studiare il cinese, mentre dall’altro i pensionati lo possono fare.
Sembra una riproposizione al contrario di certe tematiche legate al ’68. Penso prima di tutto al diritto allo studio. Infatti in quegli anni i giovani chiedevano, ai loro padri e ai loro “vecchi” garanzie e diritti nei loro confronti; mentre oggi sembrano essere i “vecchi” (quelli che nel ’68 avevano circa vent’ani) a chiedere ulteriori diritti, però sempre nei loro confronti. Il problema è che questa continua richiesta di diritti e garanzie, al giorno d’oggi no fa altro che penalizzare i loro stessi figli, cioè noi!
E’ evidente e chiaro, che nel caso specifico, non c’è alcun legame diretto tra la nostra Università e l’Università della terza età di Gorizia; però se pensiamo che in ogni provincia d’Italia è presente un università per anziani, i soldi spesi e gli investimenti fatti cominciano ad essere tanti.
Sembra una situazione assurda e paradossale, ma purtroppo è la mera realtà di un Paese “allo sbando” che pensando sempre a sindacati e pensioni non ha le ben che minima idea di che cosa fare dei suoi giovani, cioè del suo futuro!

Marco Brandolin

Flickr Photos

Commenti recenti

Anulik su Armenia e Nagorno Karabak…
Edoardo Buonerba su Benvenuti al Sud
Fabione su Un piccolo riepilogo sulla…
marzia su Agenzie interinali
dott. Luca Campanott… su Il Friulano non è una lin…

Blog Stats

  • 11.477 hits