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https://sconfinare.files.wordpress.com/2010/04/fornello-smaltato-73246811.jpg?attachment_id=2266È un’altra volta primavera e gli ormoni sono animalescamente alle stelle. La vostra stoica coinquilina si è trovata una nuova fiamma che bivacca sistematicamente
a casa vostra. Ormai il drudo che s’intrude si è impadronito anche del bagno: non si cambia mai il maglioncino radical chic a collo alto, ma si fa sempre la doccia da voi. Cosa fate? “Domani sera viene a cena… puoi cucinare qualcosa di buono tu che sei tanto bravo?” vi chiede lei con gli occhioni dolci. Come agire? Questa volta vi attrezzate a puntino e gli preparate un bello scherzo!

ATTO I: Ars bibendi

Ore 19.00: il vostro parassita plautino si è installato sul divano. Mentre lei è ancora in bagno ad imbellettarsi con la sua puntualità da Trenitalia, preparate un drink all’ospite. Martini bianco, vodka, gin, schweppes, anche grappa se n’avete e tanto, tanto tabasco. Finché il tutto non diventa rosso. Lo servite all’ospite che strabuzzerà gli occhi al primo sorso. “Certo con questo non ho vinto lo shaker d’oro! Ma è buono no?”. “Oh, sì…” accondiscenderà lui “Ma come si chiama?”. “Attila. Perché dove passa lui, non cresce più l’erba”.

ATTO II: Rimedi casalinghi

“Ma lo sai che più ti guardo più mi convinco che la mia coinquilina abbia buon gusto? Sei proprio bello…”. Nell’imbarazzo creato potrete versargliene un altro. “Ma che c’è dentro oltre la dinamite?”. “Un po’ di tutto! Bevi, bevi!”. Ubriacarlo sarà la vostra prima mossa vincente. Quando con la coda dell’occhio vedrete la ragazza sgattaiolare dal bagno in camera per agghindarsi (20 minuti), preparate l’affondo. Mettetegli nella tasca dei pantaloni una scatola di pastiglie per la gola per bambini spiegandogli che è metanodina, per il sistema nervoso. “Sai, è contraria a certe delusioni…” “Di che tipo?” “Oh, d’ogni tipo! Ora è normale, ma se succede, due o tre pillole di quelle e smette subito di piangere! Devi solo essere un razzo a dargliele, prima che allaghi la casa”. Mossa cattiva sì, ma la vostra pazienza l’avete già cucinata da tempo.

ATTO III: Suggestioni

Lasciato solo l’ospite con la sua morosa, finalmente preparate la cena: il vero e proprio colpo di grazia. Non c’è tempo per forni e grandi cose. Petto di pollo. Infarinatelo e mettetelo in padella con un po’ di burro e qualche spicchio d’arancia. Sale, pepe e un po’ di curry. Semplicissimo. Una volta cotto mettetelo sul piatto con altre due o tre fettine d’arancia di guarnizione e servitelo a tavola con del vino rosso. “Et voilà! Anatra, all’arancia!”. Lui è cotto e non coglie la differenza, lei non è certo un’intenditrice. “Un piatto speciale, per una coppietta speciale! Vi avverto che ci ho messo un po’ di piticarmo. Una spezia afrodisiaca potentissima, originaria della Polinesia. Ho dovuto girare mezza Gorizia per trovarla! Assaggiate, assaggiate!”. Dopo qualche boccone i vostri piccioncini saranno travolti dall’effetto placebo, perché il piticarmo non l’avete mica messo. Lei inizierà ad accusare vampate di calore e lui la seguirà a ruota. In un turbine di passione inizieranno a baciarsi fino a cadere dalle loro sedie. Dicendo “Si sente, eh sì che si sente!”. Li avviserete che ne avete messo pochissimo. Continueranno dicendo “Eh ma si sente lo stesso!” ancora convinti. “Guardate che di piticarmo non ne ho messo neanche un po’!” li avvisate dopo qualche minuto. “Ma te guarda la suggestione!” dice lei e si rialza mettendosi nuovamente a tavola con la nonchalance degna di una diplomatica, ma vergognandosi come una ladra per la figura da anatra, seppur all’arancia. Lui, però, sarà fuori combattimento, steso a terra sonnecchiante per la sbronza e in preda all’imbarazzo dell’orgoglio ferito, nei suoi sogni.

Ultima mossa: a fine cena lasciate sparecchiare a lei, così le darete l’opportunità di scaricare il fidanzatino e vi risparmierete una fatica. Poi anche dalla vostra camera sentirete lo stesso la scenata ad alto volume che vi aiuterà a digerire con un sorriso il ricordo del dis-drudo.

Su! cosa aspettate? Correte ai fornelli!

Daniele Cozzi

Il volo Lufthansa. Pro: hostess cordiali e arrivo in anticipo. Contro: il panino al burro e un bambino indisciplinato. Ogni volta che mi addormento mi viene a svegliare. L’arrivo in aeroporto. Pro: il controllo del passaporto, se sei cittadino europeo. Contro: il controllo del passaporto, se sei Moldavo. Passiamo mezz’ora a guardare il passaporto fermo sul tavolo. Le strade di Mosca. Pro: sono pulite e hanno piantato i tulipani. Contro: non ne è ancora sbocciato uno e soffochiamo dallo smog. In macchina per Mosca. Pro: viaggi con l’amica di Britney Spears. Contro: la guida è quella di Fast and furious. Speriamo di arrivare interi a destinazione. Le strisce pedonali. Pro: si chiamano zebra come da noi. Contro: aiutano l´automobilista ad individuare meglio il pedone bersaglio. La temperatura. Pro: non fa freddo. Contro: moriamo di caldo. Impossibile chiudere il riscaldamento centralizzato di quartiere. Lo studentato. Pro: dopo un mese il guardiano ci riconosce. Contro: dopo un mese il prezzo per un ospite a cena è di 200 rubli. Li intasca la guardia all’ingresso. Per i corridoi dell’università. Pro: hanno scritto il nome delle vie e l’indicazione dell’uscita. C’è qualche speranza di non perdersi nel labirinto. Contro: i gradini si rimpiccioliscono man mano che scendi le scale. Meglio non farle ad occhi chiusi. La metro di Mosca. Pro: bella e potente. Contro: se rimani chiuso in mezzo alle porte. Non c’è possibilità di uscirne. La vodka russa. Pro: è profumata e aiuta a socializzare. Contro: non fa effetto dopo 2 etti di pasta scotta. Le giornate di Mosca. Pro: il sole non tramonta mai. Contro: la città non dorme mai. Un mese a Mosca. Pro: ti innamori lentamente. Contro: le contraddizioni ti hanno ammaliato. Ci dovrai ritornare.

Margherita Gianessi
margherita.gianessi@sconfinare.net

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